[:it]Borghi Cannistrà e Borgo Parrini: arte siciliana al 100%[:en]Borghi Cannistrà and Borgo Parrini: 100% Sicilian art[:]

Borghi d'arte Cannistrà e Parrini

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Scopri la magia artistica di Borgo di Cannistrà e Borgo Parrini: due tesori nascosti della Sicilia

Nel cuore del suggestivo paesaggio siciliano si celano due gemme preziose, Borgo di Cannistrà e Borgo Parrini, testimoni di una rinascita artistica e culturale che ha catturato l’attenzione di visitatori provenienti da ogni angolo del mondo.

 

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Borgo di Cannistrà: un’oasi di creatività e colori

Immerso tra le dolci colline della provincia di Messina, Borgo di Cannistrà brilla come un autentico gioiello per gli amanti dell’arte e della bellezza. Con soli 300 residenti, sorge a pochi chilometri da Barcellona Pozzo di Gotto. Questo borgo gode di una posizione invidiabile di fronte alle splendide Isole Eolie, ma è la sua comunità che lo rende davvero speciale; circondato da un paesaggio verde di uliveti, Cannistrà ha vissuto una trasformazione straordinaria grazie all’impegno della sua Associazione Culturale, fondata nel 2011.

Il fermento collettivo nasce da una prima iniziativa rivoluzionaria: pulire il borgo ogni primo sabato del mese. Ciò che iniziò come un semplice gesto di miglioramento locale ha scatenato una serie di eventi che hanno trasformato Cannistrà in un vero e proprio museo a cielo aperto, arricchendolo con circa 80 opere d’arte contemporanea: murales, mosaici e installazioni artistiche adornano ogni angolo, mentre i pali della luce e i frigoriferi sono stati trasformati in opere d’arte uniche nel loro genere.

I pali della luce dipinti e i frigoriferi trasformati in librerie sono solo alcuni esempi di come il degrado sia stato sostituito dalla bellezza, grazie all’arte urbana che caratterizza questo incantevole territorio.

Borgo cannistrà

Questo modello di coinvolgimento e partecipazione attiva ha dimostrato il potere dell’arte e della cultura nel promuovere lo sviluppo sostenibile delle comunità; oggi Cannistrà non è solo un luogo dove la bellezza dell’arte si fonde con la natura ma è diventato anche un esempio vivente di come l’impegno collettivo possa trasformare positivamente gli spazi urbani.

Borgo cannistrà

Non ci dilungheremo sulle precise ubicazioni delle singole opere, perché la vera bellezza in questi casi è nell’immergersi nei vicoli, lasciandosi incantare dai murales e dalle installazioni sparse qua e là.

Non finsce qui…. Borgo di Cannistrà non è solo un museo all’aperto: è anche un luogo intriso di storia e tradizione: le antiche chiese e i vicoli secolari raccontano storie di un passato ricco di fascino e mistero, mentre le piazzette tranquille offrono un rifugio di pace e serenità. Non resta che andare a visitarlo ma intanto vi introduciamo ad un altro esempio di riqualificazione siciliana…

Borgo Parrini: un’esperienza culturale senza tempo

Borgo Parrini, un’altra perla dell’arte siciliana; simile a Borgo di Cannistrà ma con un fascino tutto suo, questo antico borgo è ormai celebre per la sua architettura fantasiosamente ispirata a Gaudì e per la sua vibrante vita culturale.

Le case dipinte con i colori del mare e del sole accolgono i visitatori con un calore unico, mentre i murales e le citazioni di poeti e artisti sui muri trasmettono un messaggio di pace, amore e speranza. Borgo Parrini è un luogo dove l’arte e la bellezza si fondono con la storia e la tradizione, creando un’atmosfera magica e avvolgente che conquista i cuori di chiunque lo visiti.

Borgo Parrini

Ancora prima dell’arte, la storia…

Borgo dei Parrini nasce agli inizi del ‘600, quando i sacerdoti della Compagnia di Gesù, detti in dialetto siciliano “parrini“, decisero di comprare dei terreni vicino a Partinico.

Agli inizi del ‘700, i Gesuiti costruiscono torrette di avvistamento, diversi magazzini, case per i coloni e braccianti e anche una piccola chiesa dedicata a Maria Santissima del Rosario.

Dopo la soppressione dell’Ordine dei Gesuiti, la proprietà del borgo passa in mano al principe francese Henri d’Orléans, duca d’Aumale, arrivato qui per produrre il “Moscatello dello Zucco“. Intorno alla metà dell’800, nel borgo abitavano perlopiù gli operai impiegati nella sua fiorente azienda vitivinicola (circa trecento).

Saranno gli anni del secondo dopoguerra a segnare la decadenza del piccolo centro rurale, abbandonato dalla popolazione che si trasferiva nelle città; una crisi questa durata fino alla fine degli anni Novanta, quando, per iniziativa di Giuseppe Gaglio ha preso il via una rinascita ancora in corso, che ha coinvolto la piccola comunità.

Le vecchie case sono state ristrutturate e negli anni il borgo si è arricchito di colori vivaci, maioliche, ceramiche, terrecotte. Uno stile gioioso e unico nel suo genere, che s’ispira al visionario linguaggio di Gaudì, ma anche alla tradizione portoghese, greca, araba e siciliana. Sono numerose le collezioni che si possono osservare così come i laboratori di artisti e artigiani che sono aperte al pubblico e in cui si può “toccare con mano” il talento e la tradizione del territorio.

Borgo Parrini

Entrambi questi borghi sono testimoni di una rinascita straordinaria, che ha trasformato il degrado in bellezza e ha ridato vita a comunità una volta abbandonate. Con la loro atmosfera unica e il loro patrimonio culturale ricco e variegato, Borgo di Cannistrà e Borgo Parrini rappresentano due destinazioni imperdibili per chiunque desideri scoprire il vero spirito della Sicilia.[:en]

Discover the magical artistic vibes of Borgo di Cannistrà and Borgo Parrini: two hidden treasures of Sicily

In the heart of the picturesque Sicilian landscape, lies two precious gems: Borgo di Cannistrà, and Borgo Parrini. The witnesses of an artistic and cultural renaissance that has captured the attention of visitors from every corner of the world.

 

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Borgo di Cannistrà: an oasis of creativity and colors

Surrounded by the rolling hills of the province of Messina, Borgo di Cannistrà shines as an authentic jewel for lovers of art and beauty. With only 300 residents, it stands just a few kilometers from Barcellona Pozzo di Gotto. This hamlet enjoys an enviable location facing the beautiful Aeolian Islands, but it is its community that makes it truly special; surrounded by a green landscape of olive groves, Cannistrà has undergone an extraordinary transformation thanks to the efforts of its Cultural Association, founded in 2011.

The collective ferment was born from an initial revolutionary initiative: cleaning the village every first Saturday of the month. What began as a simple gesture of local improvement has sparked a series of events that have transformed Cannistrà into a veritable open-air museum, enriching it with some 80 works of contemporary art: murals, mosaics, and art installations adorn every corner, while light poles and refrigerators have been transformed into one-of-a-kind works of art.

Painted light poles and refrigerators turned into bookcases are just a few examples of how decay has been replaced by beauty, thanks to the urban art that characterizes this charming area.

Borgo cannistrà

This model of active involvement and participation has demonstrated the power of art and culture in promoting sustainable community development; today Cannistrà is not only a place where the beauty of art blends with nature but has also become a living example of how collective engagement can positively transform urban spaces.

Borgo cannistrà

We will not dwell on the precise locations of individual works, because the real beauty in these cases is in immersing oneself in the alleys, being enchanted by the murals and installations scattered here and there.

It doesn’t end here… Borgo di Cannistrà is not only an open-air museum: it is also a place steeped in history and tradition: the ancient churches and centuries-old alleys tell stories of a past full of charm and mystery, while the quiet little squares offer a haven of peace and serenity. All that remains is to go and visit it, but in the meantime, we introduce you to another example of Sicilian redevelopment…

Borgo Parrini: a timeless cultural experience

Borgo Parrini, another gem of Sicilian art; similar to Borgo di Cannistrà but with a charm all its own, this ancient village is now famous for its imaginatively Gaudi-inspired architecture and vibrant cultural life.

Houses painted in the colors of the sea and the sun welcome visitors with a unique warmth, while murals and quotes from poets and artists on the walls convey a message of peace, love, and hope. Borgo Parrini is a place where art and beauty blend with history and tradition, creating a magical, enveloping atmosphere that wins the hearts of anyone who visits.

Borgo Parrini

Before talking about art, the history…

Borgo dei Parrini was born in the early 1600s, when the priests of the Society of Jesus, called “parrini” in Sicilian dialect, decided to buy land near Partinico.

In the early 1700s, the Jesuits built watchtowers, several warehouses, houses for settlers and laborers, and even a small church dedicated to Mary Most Holy of the Rosary.

After the suppression of the Jesuit Order, ownership of the hamlet passed to French Prince Henri d’Orléans, Duke of Aumale, who arrived here to produce the “Moscatello dello Zucco“. Around the middle of the 19th century, the hamlet was mostly inhabited by the workers employed in his thriving winery (about three hundred).

It would be the years after World War II that marked the decline of the small rural center, abandoned by the population that moved to the cities; a crisis that lasted until the late 1990s, when, through the initiative of Giuseppe Gaglio, a rebirth still in progress began, involving the small community.

The old houses were renovated and over the years the village was enriched with bright colors, majolica, ceramics, and terracotta. A joyful and unique style inspired by the visionary language of Gaudi, but also by Portuguese, Greek, Arab, and Sicilian traditions. Numerous collections can be observed as well as workshops of artists and artisans that are open to the public and where one can “touch” the talent and tradition of the area.

Borgo Parrini

Both of these villages are witnesses to an extraordinary rebirth that has transformed decay into beauty and breathed new life into once-abandoned communities. With their unique atmosphere and rich and varied cultural heritage, Borgo di Cannistrà and Borgo Parrini represent two must-see destinations for anyone wishing to discover the true spirit of Sicily.[:]

[:it]Agrigento e il suo compatrono San Calogero[:en]Agrigento and its holy guard of San Calogero[:]

Agrigento e il suo compatrono San Calogero

[:it]Agrigento e San Calogero un connubbio molto interessante. San Calogero è un santo venerato principalmente nella Chiesa cattolica e nella Chiesa ortodossa così come è particolarmente benvenuto in Sicilia, dove è considerato il patrono di alcuni comuni dell’isola: è il patrono di Naro (AG) e compatrono di Agrigento. I suoi fedeli a lui si rivolgono come “San Calòjiru” o “San Caloriu”.

Agiografia di San Calogero

Calogero, nato a Calcedonia nel 466, è stato un monaco eremita, venerato come santo taumaturgo dalla chiesa cattolica e da quella ortodossa, e patrono di diverse località della Sicilia. Calogero nacque da genitori cristiani e sin da piccolo abbracciò gli insegnamenti del cristianesimo.

Le informazioni storiche su San Calogero sono avvolte nel mito e nella leggenda, di conseguenza scarse e gran parte di ciò che si conosce è tramandato attraverso la tradizione orale.

Un breviario siculo-gallicano, in uso nella regione tra il XI secolo e il XVI secolo lo fa nativo di Costantinopoli; lo descrive come pellegrino a Roma dove Calogero incontrò San Pietro apostolo da cui ottenne il permesso di vivere da eremita in un luogo imprecisato…  qui ebbe l’ispirazione di evangelizzare la Sicilia. Tornato dal Primo Papa, ottenne il permesso di recarsi nell’isola assieme ai compagni, Filippo, Onofrio (distinto dall’omonimo eremita) e Archileone.

Agrigento e San calogero breviario

Filippo si recò a Agira, Onofrio e Archileone si recarono nell’area di Sutera e Calogero si fermò a Lipari.

Altre leggende, invece, spostano la sua esistenza tra V e VI secolo. A vent’anni, secondo l’innografia composta dal monaco Sergio, fuggì dalla Tracia a causa delle persecuzioni scatenate dai monofisisti contro i fedeli al dogma proclamato nel 451 nel concilio di Calcedonia.

Si recò in Sicilia, dove si trattenne per qualche tempo predicando e prestando cure agli ammalati usando l’acqua sulfurea proveniente da una sorgente vicino alla sua grotta, convertendo molti abitanti e proseguendo nella sua vita di eremita e taumaturgo.

Oltre alla sua fama di guaritore delle malattie della pelle, San Calogero è associato a diversi miracoli, secondo le leggende locali, come la moltiplicazione del cibo per sfamare i poveri e la liberazione di prigionieri ingiustamente condannati.

Secondo la leggenda riportata nei Dialoghi di Papa Gregorio I, a Lipari avrebbe avuto la visione dell’anima del re Teoderico gettata nel cratere dell’isola di Vulcano il giorno stesso della morte di quest’ultimo (30 agosto 526). Da qui, dopo diversi anni, si spostò nei pressi di Sciacca dove visse per trentacinque anni.

Calogero sbarcò a Lilibeo, dove Gregorio e Demetrio furono martirizzati da idolatri; a questo proposito vi sono due diverse teorie intorno all’identità degli uccisori.

Parte della storiografia ritiene che il Vescovo di Lilibeo fosse in realtà un monofisista, visti gli intensi scambi commerciali intercorrenti tra la Sicilia e i patriarcati di Antiochia e Alessandria, territori ove il monofisismo era molto radicato, e come tale abbia giustiziato quelli che considerava due eretici.

Altri storici ritengono che siano invece caduti nelle mani dei Vandali, fanatici ariani che, in quegli anni, imperversarono in Sicilia e nel Nord Africa.

San calogero

Scampato alla morte, iniziò a vagabondare per l’isola, nascondendosi in antiche necropoli e nelle numerose grotte di origine vulcanica sparse per la Sicilia. Partendo da queste peregrinava per i paesi ove predicava la fede, amministrava i sacramenti e assisteva gli ammalati.

Ultima sua tappa furono le grotte poste sul monte Kronos (Kronio) presso Sciacca; qui visse operando molti miracoli e guarigioni e convertendo molti abitanti alla fede cristiana. Morì a Monte Kronio nella notte tra il 17 e il 18 giugno del 561 all’età di 95 anni.

Altre leggende devozionali

Tradizioni agiografiche raccontano che durante la sua vecchiaia, non potendo più raccogliere le erbe di cui nutrirsi, si cibava del latte di una cerva che gli sarebbe stata mandata da Dio. Un giorno però il cacciatore Siero, detto Arcario perché cacciava con l’arco e le frecce, uccise involontariamente l’animale.

Addolorato per aver compiuto tale errore, divenne discepolo del santo. Alla morte di quest’ultimo, avvenuta dopo quaranta giorni, lo stesso Arcario lo seppellì in una caverna sul monte, nota a lui soltanto. Egli trasformò successivamente la grotta in cui era vissuto Calogero in una piccola chiesa, dove alloggiò insieme ad altri discepoli. In seguito, vennero scavate nella roccia le cellette che costituirono i dormitori: furono dette “Eremo” o “Quarto degli Eremi“.

A causa delle invasioni Saracene in Sicilia, il vescovo agrigentino del tempo per non far disperdere le reliquie le fece condurre nel messinese presso il monastero basiliano di San Filippo di Fragalà, nei pressi di Frazzanò. Ai giorni nostri le sacre spoglie riposano in una cassa lignea nella chiesa madre di Frazzanò, Diocesi di Patti, assieme a quelle del patrono e concittadino della città San Lorenzo.

San Calogero cerva

Feste e tradizioni

Ad Agrigento

Il Patrono di Agrigento è San Gerlando ma i festeggiamenti maggiori sono tributati a San Calogero, che è il compatrono. Durante gli otto giorni di festa, dalla prima alla seconda domenica di luglio, si intersecano misticismo, antiche tradizioni, leggende e profonda fede cristiana. Si narra che il monaco Calogero, venuto in Sicilia ad evangelizzare e diffondere la fede cristiana, durante un lungo periodo di pestilenza andasse in giro a chiedere del pane da dare ai poveri. La gente, rintanata in casa per paura della peste, al passaggio del monaco avrebbe lanciato il pane dalle finestre per evitare che Calogero si avvicinasse troppo alle proprie abitazioni. A testimoniare la devozione nei confronti del Santo legata alle antiche tradizioni, sono le manifestazioni che pone in essere, chi abbia ricevuto una grazia. Si assiste ancora, durante i festeggiamenti ai viaggi a piedi nudi dalla propria abitazione fino al Santuario a lui dedicato, alle rappresentazioni grafiche delle malattie e delle disgrazie, alle “vestine” bianche fatte indossare ai bambini.

Durante il periodo dei festeggiamenti vengono organizzate anche numerose manifestazioni di carattere culturale.

Agrigento, San calogero Festeggiamenti

I festeggiamenti iniziano il venerdì antecedente la prima domenica di luglio: funzioni religiose in Santuario, pellegrinaggi dei fedeli, l’inaugurazione delle luminarie per la città, il rombombo dei tamburi tipici che girano per le strade e tante tantissime bancarelle con dociumi e leccornie! Il programma della domenica ha inizio la mattina con “l’Alborata”, lo sparo di mortaretti e, in occasione della seconda domenica, la “Fiera” di equini, bovini, ovini, attrezzi agricoli tradizionali e moderni.

Agrigento, San Calogero bancarelle

A mezzogiorno, la prima domenica, e alle 13, la seconda ed ultima domenica, la statua del Santo deposta dal suo abituale posizionamento sull’abside e fissata da robusti perni sulla “vara”, viene portata in processione dai devoti portatori, cui è affidata per tutta la giornata, che trasporteranno in spalla per le vie della città lungo il tradizionale percorso che va da via Atenea fino a porta Addolorata. Qui alle 18 la statua del Santo viene posta sul carro trionfale e poi in serata inizia la processione che si conclude al viale della Vittoria, con la partecipazione delle autorità comunali e delle confraternite di Agrigento.

Dopo lo spettacolo pirotecnico, “a maschiata di San Calò” e la fiaccolata, la statua del Santo fa rientro al santuario.

Inoltre, l’evento include spettacoli teatrali, concerti e mostre artistiche che celebrano l’arte e la cultura siciliana. Artisti locali e nazionali si esibiscono sul palco della Panoramica dei templi, regalando al pubblico serate di musica, cabaret e danza. Il tutto è arricchito da iniziative solidali, come la raccolta fondi per aiutare le famiglie bisognose della città attraverso l’emissione di buoni spesa.

Il festival di San Calogero è quindi un momento di gioia e partecipazione collettiva, dove la spiritualità si mescola con la vivacità culturale e la tradizione popolare. È un’opportunità unica per vivere appieno l’anima di Agrigento, celebrando il suo Santo patrono e rafforzando il legame tra passato e presente della comunità agrigentina.

Santuario di San Calogero

La connessione tra San Calogero e Agrigento è molto profonda e significativa. Agrigento è la città principale della Sicilia meridionale e ospita il principale santuario dedicato a San Calogero che si trova sulla collina che sovrasta la città di Agrigento, chiamata appunto Collina di San Calogero.

Questo luogo è un importante centro di devozione per i fedeli cattolici e viene frequentato da pellegrini provenienti da tutta la Sicilia e ben oltre.

Il santuario include una chiesa dedicata a San Calogero, dove si trovano reliquie del santo e una statua che raffigura la sua figura venerata.

Agrigento, Santuario di San Calogero

San Calogero è considerato un simbolo di fede e protezione, soprattutto contro le malattie della pelle. È spesso invocato dai credenti per ottenere guarigioni e protezione dagli afflitti anche con peregrinaggi al santuario.

Con la sua festa e il suo santuario, la figura di San Calogero rimane viva e significativa, continuando a essere un punto di riferimento per la fede e la spiritualità nella regione e oltre.

 

Speriamo che questo articolo ti abbia particolarmente interessato e ti invitiamo a scoprire la patrona di Palermo: Santa Rosalia la “Santuzza” amata da tutti gli abitanti del capoluogo dell’isola.[:en]Agrigento and St. Calogero are a very interesting combination. St. Calogero is a saint venerated mainly in the Catholic Church and the Orthodox Church as well as being particularly welcome in Sicily, where he is considered the patron saint of several municipalities on the island: he is the patron saint of Naro (AG) and co-patron of Agrigento. His faithful address him as “San Calòjiru” or “San Caloriu”.

Hagiography of San Calogero

Calogero, born in Chalcedon in 466, was a hermit monk, venerated as a thaumaturge saint by the Catholic and Orthodox churches, and the patron saint of several places in Sicily. Calogero was born to Christian parents and from an early age embraced the teachings of Christianity.

Historical information about St. Calogero is shrouded in myth and legend, consequently scarce, and much of what is known is passed down through oral tradition.

A Sicilian-Gallican breviary, in use in the region between the 11th century and the 16th century, makes him a native of Constantinople; it describes him as a pilgrim to Rome where Calogero met St. Peter the Apostle from whom he obtained permission to live as a hermit in an unspecified place…here he was inspired to evangelize Sicily. Returning to the First Pope, he obtained permission to travel to the island together with his companions, Philip, Onofrio (distinct from the hermit of the same name), and Archileone.

Agrigento e San calogero breviario

Philip went to Agira, Onofrio, and Archileone went to the Sutera area, and Calogero stopped in Lipari.

Other legends, however, shift his existence between the fifth and sixth centuries. When he was 20 years old, according to the hymnography composed by the monk Sergius, he fled Thrace because of the persecutions unleashed by the Monophysites against the adherents to the dogma proclaimed in 451 at the Council of Chalcedon.

He went to Sicily, where he stayed for some time preaching and giving cures to the sick using sulfur water from a spring near his cave, converting many inhabitants and continuing his life as a hermit and thaumaturge.

In addition to his reputation as a healer of skin diseases, St. Calogero is associated with several miracles, according to local legends, such as multiplying food to feed the poor and freeing unjustly condemned prisoners.

According to the legend reported in the Dialogues of Pope Gregory I, in Lipari, he had a vision of the soul of King Theoderic being thrown into the crater of the island of Vulcan on the very day of the latter’s death (August 30, 526). From here, after several years, he moved to the vicinity of Sciacca where he lived for thirty-five years.

Calogero landed at Lilybaeum, where Gregory and Demetrius were martyred by idolaters; in this regard, there are two different theories about the identity of the killers.

Part of the historiography believes that the Bishop of Lilybaeum was in fact a monophysist, given the intense trade between Sicily and the patriarchates of Antioch and Alexandria, territories where monophysitism was deeply rooted, and as such executed what he considered two heretics.

Other historians believe that they fell instead into the hands of the Vandals, Arian fanatics who raged in Sicily and North Africa during those years.

San calogero

Having escaped death, he began to roam the island, hiding in an ancient necropolis and in the many volcanic caves scattered around Sicily. Starting from these he wandered through villages where he preached the faith, administered the sacraments, and assisted the sick.

His last stop was the caves located on Mount Kronos (Kronio) near Sciacca; here he lived working many miracles and healings and converting many inhabitants to the Christian faith. He died at Mount Kronos on the night of June 17-18, 561 at the age of 95.

More devotional legends

Hagiographic traditions tell that during his old age, no longer able to gather herbs on which to feed himself, he fed on the milk of a doe that was supposedly sent to him by God. One day, however, the hunter Siero, called Arcario because he hunted with a bow and arrow, unintentionally killed the animal.

Grieved at having made such a mistake, he became a disciple of the saint. When the latter died after forty days, Arcarius himself buried him in a cave on the mountain known only to him. He later transformed the cave where Calogero had lived into a small church, where he and other disciples stayed. Later, small cells were dug into the rock that constituted the dormitories: they were called “Hermitage” or “Fourth of the Hermitages.”

Because of the Saracen invasions in Sicily, the Agrigento bishop of the time in order not to have the relics dispersed had them taken to the Messina area to the Basilian monastery of San Filippo di Fragalà, near Frazzanò. In our days the sacred remains rest in a wooden chest in the mother church of Frazzanò, Diocese of Patti, along with those of the city’s patron and fellow citizen St. Lawrence.

San Calogero cerva

Feast and traditions

In Agrigento

The patron saint of Agrigento is St. Gerlando, but the major celebrations are paid to St. Calogero, who is the co-patron. During the eight-day festival, from the first to the second Sunday in July, mysticism, ancient traditions, legends, and deep Christian faith intersect. The story goes that the monk Calogero, who came to Sicily to evangelize and spread the Christian faith, went around during a long period of plague asking for bread to give to the poor. People holed up in their homes for fear of the plague and would throw bread out of their windows when the monk passed by to prevent Calogero from getting too close to their homes. Testifying to the devotion to the saint linked to ancient traditions are the manifestations that he puts on, those who have received a grace. One still witnesses, during the festivities barefoot journeys from one’s home to the shrine dedicated to him, graphic representations of illnesses and misfortunes, and white “robes” made for children to wear.

Numerous cultural events are also organized during the festive period.

Agrigento, San calogero Festeggiamenti

The festivities begin on the Friday before the first Sunday in July: religious services at the shrine, pilgrimages of the faithful, the unveiling of the illuminations for the town, the rumbling of typical drums going around the streets, and lots and lots of stalls with dociumi and delicacies! Sunday’s program begins in the morning with “l’Alborata,” the firing of firecrackers, and, on the second Sunday, the “Fair” of equines, cattle, sheep, and traditional and modern agricultural implements.

Agrigento, San Calogero bancarelle

At noon, on the first Sunday, and at 1 p.m., on the second and last Sunday, the statue of the saint, deposed from its usual position on the apse and secured by strong pins on the “vara,” is carried in procession by the devout bearers, to whom it is entrusted for the entire day, who will carry it on their shoulders through the streets of the city along the traditional route from Via Atenea to Porta Addolorata. Here at 6 p.m., the statue of the saint is placed on the triumphal float, and then in the evening the procession begins and ends at the Avenue of Victory, with the participation of municipal authorities and the Agrigento confraternities.

After the fireworks display, “a maschiata di San Calò” and the torchlight procession, the statue of the saint returns to the shrine.

In addition, the event includes theatrical performances, concerts, and art exhibitions celebrating Sicilian art and culture. Local and national artists perform on the stage at the Panoramica dei Templi, giving the public evenings of music, cabaret, and dance. All this is enhanced by solidarity initiatives, such as fundraising to help needy families in the city through the issuance of shopping vouchers.

The San Calogero festival is thus a time of collective joy and participation, where spirituality is mixed with cultural vibrancy and popular tradition. It is a unique opportunity to fully experience the soul of Agrigento, celebrating its patron saint and strengthening the link between the past and present of the Agrigento community.

Shrine of San Calogero

The connection between St. Calogero and Agrigento is very deep and significant. Agrigento is the main city in southern Sicily and is home to the main shrine dedicated to St. Calogero, which is located on the hill overlooking the city of Agrigento, called precisely the Hill of St. Calogero.

This place is an important center of devotion for the Catholic faithful and is frequented by pilgrims from all over Sicily and far beyond.

The shrine includes a church dedicated to St. Calogero, where there are relics of the saint and a statue depicting his venerated figure.

Agrigento, Santuario di San Calogero

St. Calogero is considered a symbol of faith and protection, especially against skin diseases. He is often invoked by believers to obtain cures and protection from the afflicted even with pilgrimages to the shrine.

With his feast and shrine, the figure of St. Calogero remains alive and significant, continuing to be a landmark for faith and spirituality in the region and beyond.

 

We hope this article has particularly interested you and invite you to discover the patron saint of Palermo: Santa Rosalia the loved “Santuzza” by all residents of the island’s capital city.[:]

[:it]La Pasqua in Sicilia: tra tradizione e riti leggendari[:en]The Easter in Sicily[:]

PASQUA IN SICILIA

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La Pasqua in Sicilia è una festa ricca di tradizioni millenarie che mescolano elementi religiosi e folcloristici. Da Trapani, con la processione dei Misteri,  a Prizzi, con il Ballo dei Diavoli, ogni evento offre uno spettacolo unico e coinvolgente che rappresenta la ricchezza culturale dell’isola. Scopriamo insieme alcune delle manifestazioni che rendono la Pasqua  siciliana un’esperienza indimenticabile.

La Pasqua Siciliana

I rituali della Pasqua in Sicilia vanno dalla Domenica delle Palme fino al Venerdì Santo e alla Domenica di Resurrezione. Rappresentano una sequenza narrativa della commemorazione religiosa cristiana, ma anche un richiamo a una ritualità simbolica precristiana. Qui la Pasqua è sintesi di rinnovamento, di transito: da una fase di morte della Natura (l’inverno) a una fase di vita e di risveglio (la primavera); un passaggio che, già in ottica pagana si esplicitava con la morte e la rinascita delle divinità.

Moltissime sono le manifestazioni durante il periodo pasquale in tutto il territorio siciliano; ve ne proponiamo alcune che sicuramente susciteranno il vostro interesse.

Trapani, la processione dei Misteri

Post Pasqua sicilia 2024 la processione dei misteri di Trapani

È un antico rito religioso cristiano che si tiene da oltre 400 anni. Questo evento è celebre per essere la più lunga manifestazione religiosa italiana, in quanto si svolge per 24 ore consecutive dal pomeriggio del Venerdì Santo fino al Sabato. I Misteri, venti rappresentazioni artistiche della morte e della passione di Cristo, vengono portati lungo le strade della città dai fedeli con un particolare movimento ondulatorio chiamato “annacata“, simile a una culla che dondola. Ogni gruppo è accompagnato da una banda musicale che esegue marce funebri in onore della morte e della passione di Cristo.

I Misteri sono custoditi nella settecentesca chiesa barocca delle Anime Sante del Purgatorio, da dove ha inizio la processione nel pomeriggio del Venerdì Santo, precisamente alle 14:00. Dopo aver percorso le strade della città e trascorso un’intera notte, il lungo corteo si conclude sempre nella Chiesa del Purgatorio intorno alle ore 14:00 del Sabato Santo.

Erice, I Misteri del Venerdì Santo

I Misteri del Venerdì Santo ad Erice

Un rito cristiano storico, seppur meno ampio e rinomato rispetto alla vicina Trapani. Tuttavia, la processione è altrettanto affascinante e ricca di significato, avvolta nei silenzi e nelle luci del borgo che le trasmettono un forte senso di raccoglimento.

I sette gruppi rappresentano i momenti della passione di Cristo e il corteo religioso ha inizio alle 14:30 dalla chiesa di San Giuliano; attraversa le strade selciate del paese in un’atmosfera raccolta, accompagnato dalle preghiere dei fedeli, per fare ritorno alle 20:00 circa.

A differenza dei Misteri di Trapani, non c’è il caratteristico movimento ondulatorio “annacata” accompagnato dalla musica della banda, principalmente a causa delle ripide salite delle vie di Erice, che rendono il trasporto più faticoso e difficile. I Misteri vengono portati a spalla lungo le viuzze acciottolate del borgo e durante le soste sono appoggiati su forcelle che aiutano i portatori lungo il percorso sul basolato.

Il leggendario Ballo dei Diavoli

Il ballo dei diavoli

In questa festa tipica della tradizione folcloristica – religiosa, i protagonisti sono la Morte con i Diavoli e la Vita con gli Angeli. La celebrazione si tiene ogni anno a Prizzi, piccolo paesino siciliano in provincia di Palermo. Questa celebrazione è una chiara rappresentazione dell’eterna lotta tra il bene e il male.

Durante la Domenica di Resurrezione, si svolgono due processioni, ai due capi della strada centrale: quella con la statua dell’Addolorata e quella con Gesù Cristo. Da una parte, abbiamo la Morte con i Diavoli; dall’altra, due angeli con la spada in mano. Al momento esatto dell’incontro tra la Madonna e Cristo, compaiono i due diavoli, che indossano tute rosse e maschere di latta, insieme alla Morte, che indossa un costume giallo, una maschera di cuoio dal ghigno infernale e tiene in mano una balestra. I diavoli cominciano ad agitarsi correndo da una statua all’altra, seguendo precise sequenze ritmiche, cercando in tutti i modi di impedire il tentativo di incontro tra la Madre e il Figlio. Questa “danza” è detta “abballu di li diavuli” (il ballo dei diavoli) e viene interrotta dal suono delle campane a festa e dall’intervento degli angeli che, con la spada, colpiscono i diavoli. Una volta sconfitti, il Cristo risorto e la Madonna possono finalmente ricongiungersi e il bene trionfa sul male. L’invito è a raggiungere Prizzi almeno per una volta… è veramente una manifestazione da non perdere!

Quest’anno si aggiunge anche l’arte di Domenico Pellegrino che onererà questa celebrazione con tre opere artistiche nel suo classico stile delle luminarie; sono dei lavori in legno e smalto che saranno esposti sin dalla Domenica delle Palme e che rimarranno in mostra per tutto il periodo pasquale. Terminate le feste, saranno spostate nella sede Pro Loco dove rimarrano fruibili per tutto l’anno.

Piana degli Albanesi, la Pasqua bizantina

È un evento che conserva le tradizioni linguistiche, culturali e religiose dell’Albania da oltre 500 anni nelle zone dell’entroterra siciliano. Questa festività si distingue per il rito greco-bizantino. Le celebrazioni liturgiche sono principalmente condotte in lingua greca e si dà grande importanza agli usi e ai caratteristici costumi femminili.

Tra i momenti più significativi della Settimana Santa si includono la Resurrezione di Lazzaro (nel venerdì precedente la Domenica delle Palme), la Domenica delle Palme, il Giovedì Santo (con la lavanda dei piedi), il Venerdì Santo (caratterizzato dalle processioni suggestive accompagnate dai tipici canti funebri albanesi e da strumenti di legno di origine bizantina) e la Domenica di Pasqua, durante la quale si svolge un pittoresco corteo di donne vestite con gli abiti albanesi tipici del XIV secolo.

Enna, la Processione degli Incappucciati

La Processione degli Incappucciati ad Enna

Rappresenta il momento più suggestivo delle celebrazioni pasquali nel centro della Sicilia è ad Enna, specialmente nel Venerdì Santo. In questa solenne processione, tutte le confraternite si riuniscono nel Duomo, pronte a dare inizio al corteo funebre. Oltre 2000 confrati, vestiti con ampie tuniche e cappucci bianchi, precedono le vare del Cristo Morto e dell’Addolorata, creando un’impressionante processione.

Messina, la processione delle “Barette”

Sono un’altra celebrazione emblematica della Pasqua in Sicilia; questa processione liturgica si svolge nel pomeriggio del Venerdì Santo e ha origini che risalgono alla dominazione spagnola. Fu ideata come una Via Crucis cittadina, con un’immagine dell’Addolorata seguita da un simulacro raffigurante la bara del Cristo Morto. Da qui il nome “barette“. Attualmente, la processione delle Barette di Messina comprende 11 vare, conservate nella Chiesa dell’Oratorio della Pace, che rappresentano i momenti salienti della vita di Cristo, dall’Ultima Cena alla sua Morte.

Marsala, la Via Crucis vivente

Offre uno spettacolo unico durante le celebrazioni pasquali. Questo evento, caratterizzato da un’atmosfera molto teatrale, coinvolge sei gruppi di persone che rivisitano alcuni momenti della Via Crucis. Vestiti con costumi d’epoca e cappucci bianchi, i partecipanti recitano a viso scoperto, tranne quelli che interpretano il Cristo, coperti da maschere tranne quando sono con gli apostoli e in croce. La processione è preceduta da un trombettiere e un tamburino che attirano l’attenzione degli spettatori, seguiti da bambini e ragazze in abiti tradizionali. La presenza di personaggi viventi rende l’evento particolare e suggestivo, offrendo una rappresentazione viva della Via Crucis.

San Fratello (Messina), la Festa dei Giudei

Risalente al Medioevo, è una celebrazione religiosa che si svolge durante la Settimana Santa. Gli abitanti del paese indossano le vesti del Giudeo, con giubba e calzoni rossi, percorrendo le strade in una manifestazione suggestiva che commemora il flagellatore che ferì Cristo al costato.

Caltanissetta, la processione della Real Maestranza e delle Varicedde

La Processione della Real Maestranza e delle Varicedde di Caltanissetta

La Real Maestranza di Caltanissetta è un rito che si svolge nella mattina del Mercoledì Santo e ha origini risalenti al 1551. Questa celebrazione trae il suo nome dall’antica usanza di salutare l’ostensorio sparando a salve con gli archibugi, dopo le 40 ore di adorazione del Santissimo Sacramento. Attualmente, la festa ruota attorno alla figura del Capitano, scelto annualmente da diverse categorie di artigiani, che riceve privilegi come la consegna delle Chiavi della città e la nomina a Cavaliere della Repubblica. Al tramonto, ha luogo la processione delle Varicedde, 19 piccoli simulacri che rappresentano le Vare. Questi gruppi, accompagnati da una banda, percorrono le strade sino alla “Desolata“, il culmine della processione, dove avviene la separazione delle Vare prima che vengano custodite per l’anno successivo.

Modica, la Madonna Vasa-Vasa

E’ una festa che si tiene la Domenica di Pasqua. Il momento più suggestivo è il “bacio di Mezzogiorno” davanti alla Chiesa di Santa Maria di Betlemme, dove la Madonna e il Cristo Risorto si incontrano.

Ferla (Siracusa), la Sciaccariata

la scacciariata di ferla

La “Sciaccariata” di Ferla si tiene il Sabato Santo nella provincia di Siracusa; poco prima della mezzanotte, il Gesù Risorto viene portato in spalla attraverso le strette vie del paese, illuminate da fiaccole accese, chiamate “sciaccarre“, che illuminano il percorso e creano un’atmosfera unica e coinvolgente. La Sciaccariata rappresenta un’esperienza straordinaria per chi desidera vivere la Pasqua in Sicilia in modo autentico e ricco di tradizioni.

Partinico (Palermo), il borgo dei Parrini

Situato nel comune di Partinico, provincia di Palermo, è noto come il borgo più piccolo d’Europa, ospitando soltanto 20 abitanti che sono monaci. Esplorare questo borgo è come fare un viaggio nel tempo, immersi in un museo a cielo aperto.

Fondata nel XVII secolo dai Gesuiti, il Borgo dei Parrini deve il suo nome a questo ordine sacerdotale. Le sue strutture architettoniche risalgono al 1700 e includono torrette di avvistamento, magazzini, case e una piccola chiesa dedicata a Maria Santissima del Rosario. La storia di questo luogo è un mix affascinante tra sacro e profano.

Negli ultimi tempi, il Borgo dei Parrini è stato rivalutato con murales sulle facciate delle case, trasformando il borgo in un vero e proprio museo a cielo aperto. Questa iniziativa ha attirato l’attenzione di numerosi turisti, anche se il borgo rimane abitato solo dai monaci. Borgo dei Parrini è dunque un luogo straordinario da visitare, dove la storia e l’arte si fondono in un’atmosfera unica.

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Queste sono le tradizioni sulla Pasqua in Sicilia: la nostra isola non smette mai di stupire, tra curiosità e tradizioni! Approfittiamo dell’occasione, per farvi gli auguri di una serena e felice Pasqua![:en]The Easter rituals in Sicily, from the Palm Sunday to the Good Friday and the Easter Sunday, represent a narrative sequence of the religious Christian Commemoration but also a recall to a symbolic pre-christian ritualism where the Easter is a synthesis of the renewal, of the transit from the Death of Nature (Winter) to the Life and Awakening (Spring), as a passage from death to life of the Divinity. Several manifestations take place during this period all over the Sicily.

In some rituals Death and Devils are represented, as in the “Dance of Devils” in Prizzi (PA).

During the Easter Sunday, two processions take place in the opposite corner of the central way, one with the statue of Holy Mary and one with the statue of Jesus Christ, attended by two angels with a sword.  At the time of the gather between the Holy Mary and Christ, two devils, wearing two red suits and a tinplate mask, and The Death, represented with a yellow costume, flounder running from a statue to the other one, symbolizing the attempt to avoid the gather between the Mother and the Son. This “Dance” is called “abballu di li diavuli” (Dance of Devils), and is interrupted from the action of the angels, whose hit the devils with the swords, and from the sound of the bells. Don’t lose this manifestation!!

We want also to wish you an happy and serene Easter.

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[:it]Il Festino di Santa Rosalia: la Patrona di Palermo[:en]Rosalia in Palermo: the Saint and “the Festino”[:]

palermo santa rosalia festino

[:it]Avete mai conosciuto una Rosalia trentina? O romana? Beh, credo di no….a meno che non abbiate nonni e/o genitori siciliani, credo che sia veramente impossibile!

In Sicilia, invece, e soprattutto a Palermo, ci sono molte Rosalia, così chiamate in onore della Santa Patrona della città: Santa Rosalia… Santa Rusulia per i palermitani!

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La storia della piccola Rosalia è ricca e alquanto interessante, tanto quanto quella di Sant’Agata, la patrona di Catania di cui abbiamo già parlato sul nostro sito. E’ identico l’affetto che tutta la cittadinanza ha nei confronti della Santa Patrona, che viene dimostrato ogni anno, in piena estate, durante il festino del 14 luglio (“u fistinu”) .

La storia di Santa Rosalia

Le informazioni storiche su Santa Rosalia sono piuttosto scarse e gran parte di ciò che si conosce su di lei è tramandato attraverso la tradizione orale e la leggenda.

Santa Rosalia nasce nel 1130, a Palermo, in una nobile famiglia dal cognome altisonante, “Sinibaldi”. Morì giovanissima, sempre a Palermo, in una grotta del Monte Pellegrino, il monte che sovrasta la città, dove si era ritirata per un pellegrinaggio e dove oggi sorge il santuario dedicato alla Santa. Era poco più che 26enne. Si dice che durante la sua vita in eremitaggio abbia sperimentato visioni divine e compiuto miracoli. Ma fu solo nel 1624 che divenne patrona di Palermo, scalzando le precedenti sante della città (Sant’Oliva, Santa Cristina, Santa Ninfa e  la stessa Sant’Agata). I palermitani avevano deciso che era stata lei a salvarli dalla peste. Si narra, infatti, che durante l’epidemia, Santa Rosalia apparve in sogno ad un cacciatore di nome Vincenzo Bonello e gli diede chiare indicazioni sul luogo esatto dove avrebbe potuto trovare i resti del suo corpo nascosti proprio a Monte Pellegrino. Non appena ritrovate le sacre reliquie,  queste vennero portate in processione per Palermo e, urlando al miracolo, la peste fu sconfitta. Questo evento fu interpretato come un miracolo attribuito all’intercessione di Santa Rosalia.

 

palermo santa rosalia

Dopo il miracolo della pestilenza, Santa Rosalia divenne rapidamente oggetto di devozione popolare a Palermo. Il suo santuario, costruito sulla montagna dove visse in eremitaggio, divenne un importante luogo di pellegrinaggio. Oggi, il santuario di Santa Rosalia su Monte Pellegrino è uno dei principali luoghi di culto e attrazione turistica della città. Nel 1630, Santa Rosalia fu proclamata patrona di Palermo e la sua festa, il Festino, fu istituita per celebrarne l’anniversario. Da allora, il Festino di Santa Rosalia è diventato una delle feste più importanti e amate della città, coinvolgendo l’intera comunità e richiamando visitatori da tutto il mondo.

Le reliquie della Santa sono conservate in una bellissima urna d’argento, che si trova nella Cattedrale di Palermo.

palermo santa rosalia festino

U fistinu (il festino di Santa Rosalia a Palermo)

Quest’anno è un anno importantissimo per Palermo, infatti ricorre il quattrocentesimo anniversario del Festino di Santa Rosalia: sarà una celebrazione di arte, cultura e devozione

Questa celebrazione unica e affascinante non solo onora la Patrona della città, ma incarna anche secoli di tradizione, arte e devozione che hanno plasmato l’identità culturale della città se non della regione tutta. Il Festino di Santa Rosalia ha le sue radici proprio nel lontano 1624, quando Palermo colpita dalla peste riusci a sollevarsi dalla piaga proprio grazie all’intercessione della Santa che abbiamo appena detto.

In segno di gratitudine e devozione, i palermitani istituirono il Festino di Santa Rosalia, una festa che si tiene ogni anno il 14 e il 15 luglio per onorare la Santa e ringraziarla per la sua protezione.

Il Festino è una festa straordinaria che coinvolge l’intera comunità palermitana e richiama visitatori da tutto il mondo. Le celebrazioni durano due giorni intensi e coinvolgono una serie di eventi, processioni, concerti, spettacoli teatrali e fuochi d’artificio.

La processione è il momento culminante del Festino, durante il quale la statua di Santa Rosalia viene portata in giro per la città su un sontuoso carro trainato dagli uomini. Le strade si riempiono di colori, suoni e profumi, mentre i devoti seguono la processione, pregano e offrono doni alla Santa.

Durante la festa, le strade e le piazze di Palermo si animano con bancarelle di cibo tradizionale siciliano, artigianato locale e spettacoli folkloristici. È un’occasione unica per immergersi nella cultura siciliana, assaporare le prelibatezze culinarie e ammirare l’artigianato tradizionale. Quest’anno il festino sarà ancora più sfarzoso.

Nei mesi precedenti il calendario di eventi sarà fitto, si svolgeranno numerosi eventi culturali, tra cui concerti di musica classica e contemporanea, spettacoli teatrali, mostre d’arte e proiezioni cinematografiche.

Si inizia già il 22 marzo 2024 con l’inaugurazione di una mostra dedicata alla Santa “Quattrocento Rosalia” a Palazzo Branciforte, in Piazza Gae Aulenti 2 a Palermo, voluta da Fondazione Sicilia.

Tornando al Festino, nel dettaglio, ogni anno, si ripete la tradizione. Durante il festino, la processione viene ripetuta e sono tantissimi i palermitani di ogni fascia sociale che seguono la Santuzza (altro nome con cui affettuosamente viene chiamata la Santa). La processione inizia a piazza Vittoria (dove vi sono i giardini del Palazzo reale) e prosegue con la “scinnuta”, ossia la discesa per tutto il corso principale della città, via Vittorio Emanuele, fino ad arrivare al mare. Normalmente Santa Rosalia è portata sull’ultimo di una lunga fila di carri e preceduta dalla banda musicale. Durante la processione vi sono delle tappe importanti. Infatti, i carri sostano in prossimità della Cattedrale di Palermo e di nuovo all’incrocio tra via Maqueda e via Vittorio Emanuele (i Quattro Canti). E’ proprio durante questa sosta che per tradizione il Sindaco di Palermo sale sul carro della Santa e rivolge il proprio augurio ai palermitani “Viva Palermo e Santa Rusulia!”

 

La processione prosegue fino al mare,  passa per Porta Felice e prosegue per il lungomare del Foro Italico, fino a fermarsi all’altezza di piazza Kalsa; lì hanno inizio i giochi pirotecnici; il festino di Santa Rosalia infatti è apprezzato in tutto il mondo anche per la magia dei giochi di fuoco che si svolgono praticamente in mare.

L’appuntamento è il 14 luglio, non dimenticatevi macchina fotografica, acqua, scarpe comode e un ventaglio per le donne. Il festino di Santa Rosalia è uno spettacolo da non perdere! Rimanete aggiornati sul nostro sito per altre curiosità e notizie inedite sulla Sicilia![:en]It’s quite impossible to find any girls named Rosalia in Milan, Turin or in the North of Italy. But this name is very often used in Palermo.  Santa Rosalia (Santa Rusulia for the native) is the Saint Patron of Palermo.

Her personal history is quite complex and charming.

She was born in Palermo on 1130 in a noble family called Sinibaldi and she died very young, she was only 26 years old during her pilgrimage on Monte Pellegrino (the big Mountain that overtops Palermo).

Before the 1624 a.c. Palermo had four different Saints: Oliva, Cristina, Ninfa e Agata.

That year, she became the Saint Patron of the city when during the plague, some citizen carried her restive around the town and in this way they won the terrible epidemic.

From that event, Palermo dedicates her  a spectacular Holy day on July 14 called “il festino” (“ u fistinu” for the native). It starts in the evening from Piazza Vittoria (where you can find the marvellous gardens of Palazzo dei Normanni) with a big procession accompanied by the musical band.  It takes about two hours to continue across via Vittorio Emanuele, to stop in the middle of the  “Quattro Canti” (the real heart of Palermo with four similar buildings built where the main street crosses via Maqueda) and to arrive in front of the sea.  When the process joined the biggest part of the promenade marvellous pyrotechnics start.

Moreover, there is another important appointment dedicated at the “Santuzza“….it takes place on the 4 Septmber ….. the traditional “acchianata” (“walk up” in dialect) to Monte Pellegrino to join the Sanctuary.

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[:it]L’arte contemporanea a Palermo[:en]Contemporary art in Palermo[:]

copertina post Palermo

[:it]

Con la sua storia millenaria e la vibrante scena artistica contemporanea, Palermo offre un’esperienza unica nel mondo dell’arte. In questa guida, esploreremo le sue strade e le gallerie d’arte, scoprendo un connubio affascinante tra tradizione e innovazione. Benvenuti a Palermo, dove l’arte contemporanea racconta storie di passato e presente.

Palermo: esplorando l’arte contemporanea tra strade e gallerie

L’arte contemporanea a Palermo costituisce una ricca e stimolante esperienza che unisce abilmente la storia millenaria della città con una scena artistica vibrante e all’avanguardia. Attraverso un avvincente percorso tra i vicoli e le strade della “Capitale” siciliana, i visitatori avranno l’opportunità di immergersi in una città che continua a stupire e affascinare con le sue molteplici espressioni artistiche, la sua ricca cultura, le prelibatezze culinarie e i paesaggi marini mozzafiato. Palermo si rivela come un autentico crocevia di culture e influenze, dove la creatività artistica si amalgama armoniosamente con la profonda tradizione storica, dando vita a un connubio affascinante e dinamico che non smette di sorprendere. Durante questo viaggio emozionante, avremo l’opportunità di esplorare non solo le affascinanti opere d’arte che adornano le strade cittadine, ma anche di visitare le prestigiose gallerie d’arte che ospitano le creazioni di talentuosi artisti locali e internazionali, arricchendo così la nostra comprensione della vivace scena artistica di Palermo.

Palermo arte e orizzonti

 

Street Art: un mondo di colori e narrazioni

Palermo è rinomata per i suoi murales colorati, autentici racconti di impegno sociale e politico che decorano le sue strade con vibranti pennellate di storia e cultura. Nei caratteristici quartieri storici di Ballarò, Kalsa e La Cala, le vie si trasformano in veri e propri musei a cielo aperto, dove ogni murales narra una storia unica di passione, impegno sociale e riscatto. Emergono così opere d’arte che celebrano gli eroi della lotta contro la mafia, tra cui figure emblematiche come Falcone e Borsellino, accanto a vivide rappresentazioni della tradizione e della cultura popolare siciliana. Progetti innovativi come il rinomato “Cartoline da Ballarò” e l’iniziativa “Street Art Parking Palermo” non solo trasformano gli spazi urbani degradati in stimolanti gallerie d’arte all’aperto, ma coinvolgono attivamente la comunità locale, contribuendo a rigenerare e ridare vita ai quartieri, promuovendo così un rinnovato senso di appartenenza e orgoglio civico.

Murales Palermo

 

“Fare la Kalsa – memoria che affiora”: arte per la rinascita urbana

Il progetto “Fare la Kalsa” rappresenta un esempio tangibile di come la street art possa diventare un motore per il cambiamento sociale e urbano. Concentrandosi sul pittoresco quartiere Kalsa, questa lodevole iniziativa coinvolge attivamente la partecipazione dei residenti locali e degli artisti del territorio nella ristrutturazione di una zona urbana segnata da un evidente degrado. Attraverso la realizzazione di vivaci murales che adornano le saracinesche dei negozi, l’arte diviene uno strumento potente di esplorazione e valorizzazione del territorio, narrando storie di passato e presente e valorizzando la ricca memoria locale. Questo progetto non solo favorisce l’interazione e lo scambio tra la comunità e gli artisti, ma contribuisce anche a generare un senso di appartenenza e orgoglio civico tra i residenti, promuovendo un’identità collettiva rinnovata e un ambiente urbano più vivibile e inclusivo.

Street art Palermo

Gallerie d’arte e spazi espositivi: oltre i confini dell’urbano

Palermo è una città che fa dell’arte il cuore pulsante della sua identità culturale. Oltre alle rinomate gallerie d’arte e agli spazi espositivi indipendenti come Francesco Pantaleone Arte contemporanea e Raffaello Centro d’Arte, la città offre un’infinità di opportunità per immergersi nell’universo artistico. Questi luoghi fungono da piattaforme dinamiche per l’esplorazione di nuovi talenti e sperimentazioni creative, alimentando la diversità e l’innovazione nel panorama artistico locale e internazionale. La Galleria Regionale della Sicilia nel maestoso Palazzo Abatellis, il suggestivo Palazzo Riso e la stimolante Galleria d’Arte Moderna (GAM) rappresentano solo una piccola parte dell’ampia offerta artistica della città. Attraverso una varietà di medium e stili, queste istituzioni espongono opere di artisti sia emergenti che affermati, offrendo agli spettatori una panoramica avvincente della produzione artistica contemporanea. Grazie a questa fervente attività artistica, Palermo si conferma un crocevia culturale pulsante, dove la creatività è in continua effervescenza, pronta a ispirare e incantare coloro che si avventurano tra le sue strade.

scena artistica Palermo

La scena artistica di Palermo: un mosaico di espressioni

La scena artistica di Palermo brilla per la sua diversità e vitalità, dove la varietà rappresenta l’elemento fondamentale per un’esperienza culturale appagante e stimolante. Oltre alla rinomata street art e alle prestigiose gallerie d’arte, la città offre una vasta gamma di spazi culturali e eventi artistici che incantano e coinvolgono sia i residenti che i visitatori. La ZAC (Zisa Zona Arti Contemporanee), i Cantieri Culturali alla Zisa e la Fondazione Sicilia – Spazio Cultura sono solo alcune delle istituzioni che fungono da fari per promuovere la creatività e l’innovazione nel panorama artistico locale. Questi luoghi non solo offrono uno spazio espositivo per artisti emergenti e affermati, ma anche un terreno fertile per la sperimentazione e l’interazione culturale. Inoltre, i festival d’arte, le performance e le mostre temporanee animano costantemente il tessuto culturale di Palermo, aggiungendo strati di profondità e significato alla già ricca offerta artistica della città. Grazie a queste iniziative dinamiche, Palermo si conferma una destinazione imprescindibile per chi desidera immergersi in un’esperienza artistica coinvolgente e mozzafiato.

Gallerie e spazi espositivi artistici Palermo

Palermo: culla dell’arte contemporanea

Con i suoi murales che narrano storie di storia e attualità, le rinomate gallerie d’arte che ospitano le opere di talentuosi artisti provenienti da ogni angolo del mondo e una scena culturale sempre innovativa, Palermo si consolida come un centro artistico di rilevanza globale. La città, arricchita dalla sua millenaria storia e dalla creatività dei suoi abitanti, continua a incantare e ad accogliere visitatori provenienti da ogni parte del pianeta, affermandosi come autentica culla dell’arte contemporanea.

 

Conclusioni: Palermo, Città dell’Arte e della Cultura

In conclusione, Palermo si conferma una destinazione imprescindibile per gli amanti dell’arte e della cultura. Con le sue strade animate dai murales e le sue gallerie d’arte rinomate, la città siciliana continua a stupire e ispirare, offrendo un affascinante viaggio attraverso la creatività e l’espressione artistica. Grazie alla sua vibrante scena artistica e alla sua ricca storia, avete ancora quesiti o voglia di altre ispirazioni, visitato questo post su un tour artistico a Palermo  vedrete che la capitale siciliana si rivelerà assolutamente una meta imperdibile per chi desidera immergersi nell’arte contemporanea e scoprire le molteplici sfaccettature di una delle città più affascinanti d’Italia.[:en]

With its centuries-old history and vibrant contemporary art scenes, Palermo offers a unique experience in the art world. This article will be your guide to know more about this beautiful city. We will explore its streets and art galleries, discovering a fascinating blend of tradition and innovation. Welcome to Palermo, where contemporary art tells stories of past and present.

Palermo: exploring contemporary art through the streets and gallery

The contemporary art in Palermo is a rich and stimulating experience that deftly combines the city’s thousand-year history with a vibrant and cutting-edge art scene. Through an enthralling journey through the alleys and streets of the Sicilian “Capital,” visitors will have the opportunity to immerse themselves in a city that continues to amaze and fascinate with its many artistic expressions, rich culture, culinary delights, and breathtaking seascapes. Palermo reveals itself as an authentic crossroads of cultures and influences, where artistic creativity blends harmoniously with deep historical tradition, creating a fascinating and dynamic combination that never ceases to surprise. During this exciting journey, we will have the opportunity to explore not only the captivating works of art that adorn the city’s streets but also to visit the prestigious art galleries that house the creations of talented local and international artists, thus enriching our understanding of Palermo’s vibrant art scene.

Palermo arte e orizzonti

Street Art: a world of color and storytelling

Palermo is famous for its colorful murals, and authentic tales of social and political engagement that decorate its streets with vibrant brushstrokes of history and culture. In the characteristic historic districts of Ballarò, Kalsa, and La Cala, the streets are transformed into veritable open-air museums, where each mural tells a unique story of passion, social commitment, and redemption. Thus emerge works of art celebrating the heroes of the fight against the Mafia, including emblematic figures such as Falcone and Borsellino, alongside vivid representations of Sicilian tradition and popular culture. Innovative projects such as the renowned “Postcards from Ballarò” and the “Street Art Parking Palermo” initiative not only transform degraded urban spaces into stimulating outdoor art galleries but also actively involve the local community, helping to regenerate and revive neighborhoods, thus promoting a renewed sense of belonging and civic pride.

Murales Palermo

Fare la Kalsa – memoria che affiora“: art for urban renaissance

The project “Fare la Kalsa” represents a tangible example of how street art can become a tool for social and urban change. Focusing on the picturesque Kalsa district, this laudable initiative actively involves the participation of residents and area artists in the renovation of an urban area marked by obvious degradation. Through the creation of vibrant murals adorning store shutters, art becomes a powerful tool for exploring and enhancing the area, telling stories of past and present, and enhancing the rich local memory. This project not only fosters interaction and exchange between the community and artists but also helps generate a sense of belonging and civic pride among residents, promoting a renewed collective identity and a more livable and inclusive urban environment.

Street art Palermo

Art galleries and exhibition spaces: beyond the boundaries of the urban

Palermo is a city that makes art the beating heart of its cultural identity. In addition to renowned art galleries and independent exhibition spaces such as Francesco Pantaleone Arte Contemporanea and Raffaello Centro d’Arte, the city offers a plethora of opportunities to immerse oneself in the artistic universe. These venues serve as dynamic platforms for the exploration of new talent and creative experimentation, fueling diversity and innovation in the local and international art scene. The Regional Gallery of Sicily in the majestic Palazzo Abatellis, the evocative Palazzo Riso, and the stimulating Gallery of Modern Art (GAM) represent only a small part of the city’s broad artistic offerings. Through a variety of mediums and styles, these institutions exhibit works by both emerging and established artists, offering viewers a compelling overview of contemporary art production. Thanks to this fervent artistic activity, Palermo is confirmed as a pulsating cultural crossroads, where creativity is in constant effervescence, ready to inspire and enchant those who venture into its streets.

scena artistica Palermo

Artistic scene of Palermo: a mosaic of expressions

Palermo’s art scene shines for its diversity and vitality, where variety is the key element for a fulfilling and stimulating cultural experience. In addition to renowned street art and prestigious art galleries, the city offers a wide range of cultural spaces and art events that enchant and engage residents and visitors alike. The ZAC (Zisa Zona Arti Contemporanee), the Cantieri Culturali alla Zisa, and the Fondazione Sicilia – Spazio Cultura are just some of the institutions that serve as beacons to promote creativity and innovation in the local art scene. These venues not only provide exhibition space for emerging and established artists but also a fertile ground for experimentation and cultural interaction. In addition, art festivals, performances, and temporary exhibitions constantly enliven Palermo’s cultural fabric, adding layers of depth and meaning to the city’s already rich artistic offerings. Thanks to these dynamic initiatives, Palermo remains an essential destination for those who wish to immerse themselves in an immersive and breathtaking artistic experience.

Gallerie e spazi espositivi artistici Palermo

Palermo: the cradle of contemporary art

With its murals recounting stories of history and current events, renowned art galleries hosting the works of talented artists from every corner of the world, and an ever-innovative cultural scene, Palermo is consolidating itself as an artistic center of global significance. The city, nourished by its millennial history and the creativity of its inhabitants, continues to enchant and welcome visitors from all parts of the planet, establishing itself as an authentic cradle of contemporary art.

Palermo, the city of art and culture

In conclusion, Palermo proves to be a must-visit destination for lovers of art and culture. With its streets alive with murals and renowned art galleries, the Sicilian city continues to amaze and inspire, offering a fascinating journey through creativity and artistic expression. Due to its vibrant art scene and rich history, do you still have questions or want more inspiration, visited this post on an artistic tour in Palermo you will see that the Sicilian capital will prove to be a must-see destination for those who wish to immerse themselves in contemporary art and discover the many facets of one of Italy’s most fascinating cities.[:]

[:it]Giardini – Naxos, splendida meta turistica e balneare in Sicilia[:en]Giardini – Naxos, a splendid tourist and seaside destination in Sicily[:]

collage giardini naxos

[:it]Oggi vi parleremo di Giardini – Naxos , una splendida meta turistica e balneare della Sicilia. Si trova in provincia di Messina ed è vicina a Taormina. Siamo sicuri che susciterà la vostra curiosità!

La città

Anticamente, la città si chiamava solo ”Giardini”. Il consiglio comunale, su proposta della Pro Loco, decise di aggiungervi ”Naxos”, perchè è stata la prima colonia greca in Sicilia. Nel 734, alcuni coloni calcidesi fondarono quello che è stato considerato per molto tempo il primo insediamento greco in Sicilia. Alla colonia venne attribuito il nome di Naxos, come l’omonima isola nel Mar Egeo. Sebbene fosse un centro di piccole dimensione, mantenne alto il suo valore simbolico: venne costruito un altare in onore di Apollo Archegetes ed era il punto di partenza degli ambasciatori greci quando facevano ritorno in madrepatria. A partire dall’800, si svilupparono, oltre alla pesca, attività legate all’agricoltura, specie di agrumi, alla lavorazione del ferro battuto e della ceramica. Culla di antiche civiltà mediterranee e meta turistica d’avanguardia del meridione d’Italia, la città di Giardini – Naxos possiede un’ampia zona archeologica con annesso il relativo museo.

La Grotta Azzurra

Il mare con le sue acque cristalline e pulite, lo splendido lungomare e la pulizia delle spiagge sono apprezzati da tutto il mondo. Di sera, quest’ultime diventano ancora più incantevoli grazie ad un impianto di illuminazione che ne risalta gli scogli, valorizzandone anche i punti più remoti dell’arenile. Al visitatore, pertanto, viene offerta un’atmosfera particolare, dove le luci della baia si riflettono sulla superficie dell’acqua. Famosissima e degna di nota è anche la Grotta Azzurra, dentro la quale si possono ammirare numerosi tipi di organismi marini, tra cui il falso corallo, le stelle marine e il parazoanthus, meglio conosciuta come la margherita di mare.

Festa della Madonna: S. Maria Raccomandata

Celebrata solennemente l’8 settembre, giorno della natività di Maria, la festa, tuttavia, si articola in più giornate. L’annuncio è dato il 25 agosto e nella novena dal 30 agosto al 7 settembre, in cui da alcuni anni si ricorda il legame della Raccomandata con i marinai. Il 7 settembre è il giorno dedicato alla discesa del simulacro sui binari, per essere intronizzata dopo l’accoglienza simbolica del parroco. L’offerta dei fiori e il bacio alla statua completano la cerimonia. L’8 settembre, infine, si esegue l’offerta del cero da parte del sindaco a nome della città e l’offerta dei doni da parte dei pescatori. Dopo la messa serale, segue l’uscita del simulacro ed inizia la processione per le vie del paese. Il saluto e la benedizione con la reliquia concludono la processione. Il 9 settembre la salita del simulacro all’altare maggiore, sede abituale della Raccomandata, conclude i festeggiamenti.

Qui potete trovare altre informazioni riguardanti questo piccolo angolo di paradiso siciliano.

Per altre curiosità, seguiteci sul nostro sito. Per rimanere aggiornati, iscrivetevi alla nostra newsletter!

Giardini – Naxos è un luogo meno conosciuto e un po’ nascosto, ma siamo sicuri che le sue bellezze faranno breccia nel vostro cuore.[:en]Today we will talk about Giardini – Naxos, a splendid tourist and seaside destination in Sicily. It is located in the province of Messina and is close to Taormina. We are sure it will arouse your curiosity!

In ancient times, the city was only called ” Giardini ”. The city council, on the proposal of the Pro Loco, decided to add ” Naxos ”, because it was the first Greek colony in Sicily. In 734, some Chalcidian settlers founded what has long been considered the first Greek settlement in Sicily. The colony was given the name of Naxos, as the homonymous island in the Aegean Sea.

Although it was a small town, it kept its symbolic value high: an altar was built in honor of Apollo Archegetes and it was the starting point for the Greek ambassadors when they returned to their homeland. Starting from the 19th century, in addition to fishing, activities related to agriculture, especially citrus fruits, the processing of wrought iron and ceramics, developed. Cradle of ancient Mediterranean civilizations and an avant-garde tourist destination in southern Italy, the city of Giardini – Naxos has a large archaeological area with an adjoining museum.

The sea with its crystal clear and clean waters, the splendid promenade and the cleanliness of the beaches are appreciated by the whole world. In the evening, the latter become even more enchanting thanks to a lighting system that highlights the rocks, enhancing even the most remote points of the beach. The visitor is therefore offered a special atmosphere, where the lights of the bay are reflected on the surface of the water. The Blue Grotta is also very famous and noteworthy, inside which you can admire numerous types of marine organisms, including false coral, starfish and parazoanthus, better known as the sea daisy.

Here you can find more information about this little corner of Sicilian paradise.

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Giardini – Naxos is a less known and somewhat hidden place, but we are sure that its beauties will break your heart.[:]

[:it]RisuonaItalia a Palermo: l’evento musicale da non perdere![:]

[:it]Oggi vi vogliamo parlare di un bellissimo progetto musicale da non perdere… RisuonaItalia. Tante piazze, una sola comunità 2020!

RisuonaItalia. Tante piazze, una sola comunità” sarà una grande manifestazione promossa da ACRI, in occasione della Giornata europea delle fondazioni. Le voci e gli strumenti di tantissimi bambini riempiranno simultaneamente 50 piazze di tutta Italia per un evento all’insegna della musica e della condivisione. L’iniziativa vuole essere un’occasione per esortare a ripartire uniti e per ricordare la vitale importanza dei più piccoli all’interno della comunità. Da Torino a Palermo, la musica si trasforma nel mezzo per diffondere solidarietà e per contrastare il sempre più diffuso fenomeno della povertà scolastica. Per molti ragazzi la musica è un mezzo di riscatto e di opportunità di realizzare i propri sogni.

RisuonaItalia arriva a Palermo

Per l’occasione, lunedì 28 settembre 2020 alle ore 16:30 a Palazzo Branciforte di Palermo si riuniranno il coro della Comunità Educante Evoluta Zisa Danisinni, il coro di voci bianche del Teatro dei ragazzi e l’Orchestra Quattrocanti: tutti insieme eseguiranno l’Inno alla gioia e l’Appello dei diritti. Un’occasione di unità e collaborazione per le orchestre, i cori e tutta la comunità cittadina, con il contributo di Fondazione Sicilia e Con i Bambini.

Alle 11 del 1° ottobre 2020, gli scatti dell’esecuzione dell’Inno alla Gioia verranno condivisi in contemporanea da tutti i partecipanti dell’evento, grazie alla partnership di TGR Rai, mentre alle 17 sarà possibile vedere il video del concerto.

Palazzo Branciforte in musica

I ragazzi di Palermo avranno modo di esibirsi all’interno dello splendido Palazzo Branciforte, sede di Fondazione Sicilia: una scelta simbolica coerente con l’idea di portare i più piccoli al centro e di circondarli di bellezza, arte e cultura.

Il concerto

Oltre al famosissimo Inno alla Gioia ripreso da Beethoven – inno ufficiale della Comunità Europea – i ragazzi eseguiranno l’inno l’Appello dei diritti, scritto dal Centro Tau assieme a Rai Ragazzi con la collaborazione del Teatro Massimo di Palermo. La scelta dei due brani è rappresentativa del messaggio lanciato per l’evento: dare più ascolto ai giovani e ai più piccoli, dei quali troppo spesso vengono ignorati i diritti.

I cori e le orchestre

Il concerto è una grande occasione di collaborazione tra i ragazzi del coro della Comunità educante Zisa Danisinni, l’Orchestra e il coro Quattrocanti e infine il Coro e orchestra Teatro dei ragazzi.

Potete trovare maggiori informazioni sul sito di questa iniziativa musicale e sul sito di Fondazione Sicilia! Non perdetevi altre novità sul nostro sito. Iscrivetevi alla nostra newsletter per rimanere aggiornati sugli eventi futuri in Sicilia!

Non mancate all’evento RisuonaItalia, vi aspettiamo a Palazzo Branciforte![:]

[:it]Una nuova Sicilia tra curiosità e iniziative[:]

[:it]La Sicilia è terra di storia, cultura, arte e tradizione. I suoi paesaggi, i suoi colori e i suoi profumi sono invidiati in tutto il mondo. Ma una nuova Sicilia tra curiosità e iniziative è pronta ad accogliervi a braccia aperte! Oggi vi portiamo in viaggio tra le più bizzarre rarità della regione, per rivelarvi una Sicilia… inedita!

U Liotru – la mascotte di Catania

A Catania, in piazza Duomo, c’è una fontana a forma di elefante, gergalmente chiamato “U Liutru“. Secondo la leggenda, fu costruito per volere di Elidoro. Egli fu un nobile catanese che tentò invano di diventare vescovo. Si oppose al vescovo Leone II, che lo condannò al rogo. Accusato di stregoneria, cavalcava l’animale per spostarsi da Catania a Costantinopoli. La statua venne portata fuori dalle mura, affinché il popolo la dimenticasse, ma questa ha sempre goduto delle attenzioni e dell’affetto della popolazione. La realtà potrebbe rivelarsi meno fantastica: l’elefante sarebbe infatti lo gnomone della meridiana posta al centro della piazza, e il suo nome deriverebbe dalla contrazione di “eliotrico“, cioè misuratore del tempo. Goliardica l’usanza che c’era nei tempi andati: gli studenti all’inizio dell’anno scolastico lavavano l’animale a secchiate. Si soffermavano su una ben determinata e “riservata” parte anatomica del pachiderma, per ingraziarsi scaramanticamente il cielo e superare così gli studi.

RestArt – Villa Tasca e il mito di Prometeo

Diffondere bellezza e cultura. Due nuovi appuntamenti a settembre di RestArt, il festival artistico e culturale che ha incantato, a Palermo, oltre 15mila visitatori italiani e stranieri con “le notti della bellezza”. Riparte con nuovi eventi l’iniziativa degli Amici dei Musei Siciliani, iniziativa che prevede l’apertura di 25 luoghi della cultura per nove week end di luglio ed agosto. Si riparte dunque in due luoghi della cultura aperti dopo il lockdown, alla scoperta di suggestive atmosfere e storie antiche, ma dal fascino sempre attuale. Il primo appuntamento da segnare in agenda il 19 e 20 settembre 2020 per visitare il giardino e gli interni di Villa Tasca.

La Palazzina Cinese – una chicca orientale dentro Palermo

Realizzata a partire dal 1799, la Palazzina Cinese è uno degli edifici più originali e raffinati in Sicilia. E’ unico nel suo genere in tutta Europa! Lo stile eclettico di questa splendida costruzione unisce elementi orientaleggianti a riferimenti più tradizionali dello stile neoclassico. Decorazioni variopinte con gradazioni di giallo, rosso e grigio attribuiscono alla palazzina un’originalità estetica di incomparabile bellezza. La Palazzina Cinese contiene anche oggetti curiosi! All’interno della sala da pranzo, è presente un tavolo che permette di sollevare le portate dal piano inferiore per essere subito servite. Si tratta della Tavola Matematica. Visitare la Palazzina Cinese di Palermo significa quindi condurre un viaggio variegato e affascinante!

Trionfo della Morte- l’affresco che ha ispirato Picasso nella realizzazione di Guernica

Nella Galleria regionale di Palazzo Abatellis, a Palermo, viene conservato il Trionfo della Morte, un affresco misterioso e unico. L’opera, di un autore sconosciuto, permette di fare un viaggio in un passato dalla potenza rappresentativa sconvolgente. Non c’è da stupirsi quindi se si dice che questa opera abbia ispirato Pablo Picasso nella realizzazione della sua celebre ‘Guernica’. Ad affermare questo curioso fatto è Renato Guttuso, pittore e politico italiano, il quale ci dice che fu Picasso stesso a dichiarare di essere stato colpito dal dipinto palermitano e ispirato nella realizzazione del suo capolavoro.  

Articolo scritto da Margherita, Mihaela

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Questi erano i tips & tricks e le curiosità per una Sicilia vista sotto nuova luce. Se siete appassionati di arte e mostre non perdetevi il nostro articolo sulle mostre di Palermo a settembre![:]

[:it]Mostre a Palermo: il meglio di settembre![:]

[:it]Oggi il team di SicilyandSicilians vi propone una selezione di mostre, in corso a partire dal mese di settembre, a Palermo, crocevia di popoli e ricca di storia e cultura. Ecco qui i nostri consigli!

Zines – a cura di Église e Block Design

Se siete appassionati di design, il 26 e il 27 Settembre 2020 torna a Palermo la seconda edizione della mostra “Zines”. L’evento è dedicato alla stampa editoriale indipendente e autoprodotta. Il progetto, ospitato da Égliselab e a cura di Église e Block Design, esalta il valore, fascino e la capacità espressiva della carta stampata. Durante la mostra, troverete esposizioni, vendite, corner talk, curiosity box e molto altro ancora. L’evento inizierà sabato, con l’apertura della mostra. Il giorno seguente, vi sarà un corner talk sull’autoproduzione, con gli autori che parleranno dei loro processi creativi. Successivamente, sarà avviata una diretta live in sinergia con il Whitephotolab di Lecce, in cui si esplorerà il mondo della fotografia, del self publishing e della stampa fine arts.

Per maggiori informazioni potete visitare il sito dell’esposizione.

Linda Carrara – In fondo al pozzo

La mostra personale di Linda Carrara, promettente artista italiana, accompagnata da un testo di Antonio Catelani, è iniziata venerdì 11 settembre alla Rizzuto Gallery di Palermo. Sarà visitabile fino al 6 novembre 2020. Linda Carrara presenta la sua arte, nata dallo studio della natura morta e degli enigmi della rappresentazione che hanno portato l’artista ad una continua voglia di evadere dalla realtà. Le sue opere recenti stanno diventando un vero e proprio studio sulla sintesi della pittura.

Per ulteriori dettagli potete visitare il sito della mostra personale.

Biennale d’arte contemporanea dei Normanni – Monreale

La Biennale d’Arte dei Normanni, a Monreale, alle porte di Palermo, divenne una delle perle della Sicilia grazie a Guglielmo II d’Alta-Villa. Egli la trasformò nella più grande signoria ecclesiastica del regno grazie alla costruzione di una maestosa abbazia. Lasciatevi dunque coinvolgere dalla bellezza delle espressioni artistiche di arte contemporanea degli oltre 400 artisti provenienti da ogni parte del mondo. La collezione del museo comprende 226 opere, tra quadri e sculture. Dal 12 al 18 settembre 2020, non mancate!

Per maggiori informazioni, consultate il sito della mostra di arte contemporanea.

Terracqueo – Palazzo Reale

“Terracqueo”, dal 16 settembre 2020 al 31 gennaio 2021 al Palazzo Reale di Palermo, è una grande mostra su miti e geologia del Mediterraneo. Un’emozionante immersione nel passato del Territorio. Un momento culturale all’insegna dell’arte e della storia dei popoli che hanno solcato le acque del Mediterraneo. L’evento, promosso dalla Fondazione Federico II in collaborazione con il Dipartimento di Beni culturali, meraviglierà il visitatore con il suo immenso patrimonio archeologico. Testimonianza di un mare solcato da migrazioni, scambi commerciali, pacifici confronti culturali, ma anche da sanguinosi scontri bellici tra popoli. Attraverso mappe interattive, ricostruzioni della geologia del territorio e strumenti multimediali, la mostra diventa occasione di riflessione sul passato e sull’attualità del Mediterraneo. Un percorso consigliato a chiunque voglia esplorare intime e misteriose storie e leggende di uno spazio di vita in cui mare, terra e uomo hanno instaurato un profondo rapporto sinergico.

Per maggiori informazioni ecco il sito della mostra archeologica. E se siete appassionati di street art andate a curiosare nel nostro articolo sui murales della Sicilia!

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Come avete letto Palermo è sempre una città ricca di cultura, mostre d’arte ed eventi culturali capaci di soddisfare i gusti di tutti, quindi non dimenticatevi di approfittarne!

Articolo scritto da Ilaria, Giovanni, Martina, Giorgia.

 

 

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[:it]Il dizionario siculo – italiano[:en]The Sicilian-Italian dictionary[:]

[:it]È risaputo che i siciliani amino il loro dialetto e lo custodiscono gelosamente. È per questo motivo che nasce questa rubrica, che abbiamo deciso di chiamare Il dizionario siculo – italiano.

Dialetto o lingua?

In ambito accademico, l’idioma della Sicilia viene spesso indicato come ”dialetto siciliano”, essendo classificabile come ”dialetto romanzo primario”. Altri studiosi, fra cui l’UNESCO, ritengono che il siciliano sia lontano dall’italiano tipico, tanto da essere considerato una lingua a parte. Infatti, il siciliano non deriva dall’italiano, ma dal latino volgare e costituì la prima lingua letteraria italiana nella Scuola Siciliana, già a partire dalla prima metà del XIII secolo.

Le caratteristiche del dialetto siciliano

Esistono molteplici varianti del dialetto siciliano. Infatti, all’interno di questo vi sono racchiusi termini di diversissima origine, derivanti dalle numerose contaminazioni subite dall’isola: arabe, francesi, spagnole, greche, latine. Forte è anche la componente onomatopeica e quella legata alle tradizioni culturali e commerciali della Sicilia. Frequentemente, nell’immaginario comune e nel prototipo del siciliano offerto dai media, la nostra lingua è legata a personaggi negativi o ignoranti. In realtà, il nostro difficile dialetto, anche se parlato oggi da pochi, rappresenta la nostra identità culturale e costituisce perciò un patrimonio da preservare e custodire, che si differenzia con la sua unicità da tutti gli altri dialetti d’Italia.

La nostra rubrica

Dalla voglia di far conoscere la nostra bellissima lingua, nasce questa rubrica, una sorta di dizionario Siculo-italiano, sperando di suscitare ancora il vostro interesse e la vostra collaborazione.

Racina

racina

Oggi ci occuperemo di vari termini siciliani. Il primo è stato gentilmente segnalato da Elisa: “Racina“. La “Racina” è il frutto della vite, dal quale si fa il vino, ovvero l’ uva. Molti sono i modi di dire legati a questa parola, come ad esempio: “nn’avi tanta racina appisa!”, per dire di chi “ha già tante di quelle disgrazie!”, modo di dire chiaramente legato alla produzione vinicola, e particolarmente utilizzato nella Sicilia orientale. Da notare l’assonanza del termine siciliano “Racina” con la traduzione in inglese e in francese “Raisin”.

Vi proponiamo inoltre un video molto divertente in cui una nonna siciliana parla con la sua nipotina inglese, che sembra cavarsela piuttosto bene!

Amunì

Se vi trovate in Sicilia e state temporeggiando su qualcosa, vi potrebbe capitare di sentirvi dire: “Amunì!”. Non preoccupatevi, non è affatto un insulto! La parola “Amunì”, nota nelle varianti di “Ninni”, “Ninniamo” e “Amuninni”, significa semplicemente “Andiamo”, con accezione esortativa, tipica dei dialetti siciliani, ma è utilizzata in generale per convincere qualcuno a sbrigarsi o a compiere un’azione.

Curtigghiu

Uno dei passatempi preferiti del siciliano, soprattutto della donna, è il cosiddetto “Curtigghiu“. “La parola “curtigghiu” è usata ”macari pi innicari lu spittigulizzu, propiu pi la sò etimuluggìa, picchì lu curtili era lu locu unni si sparlava di cchiù.” (la parola curitgghiu è usata per indicare il pettegolezzo, proprio per la sua etimologia perchè il cortile era il luogo dove si sparlava maggiormente). Il curtigghiu è quindi il “gossip“, il pettegolezzo, un vero e proprio taglio e cucito di fatti, storie, persone e eventi che etimologicamente deriva dal “cortile”, il luogo dove le donne e gli uomini si riunivano per trascorrere le assolate ore pomeridiane chiaccherando e sparlottando, insomma, un sostituto delle moderne riviste e programmi televisivi.

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Conoscete altri termini da inserire all’interno del dizionario siculo – italiano? Scriveteci![:en]It is well known that Sicilians love their dialect and guard it with jealousy. That is why this column was made, which we decided to call The Sicilian-Italian Dictionary.

Dialect or language?

In academic circles, the idiom of Sicily is often referred to as ”Sicilian dialect‘,’ being classifiable as ”primary roman dialect”. Other scholars, including UNESCO, believe that Sicilian is so far removed from typical Italian as to be considered a separate language. In fact, Sicilian does not derive from Italian, but from Vulgar Latin and constituted the first Italian literary language in the Scuola Siciliana, as early as the first half of the 13th century.

The characteristic of Sicilian dialect

There are multiple variants of the Sicilian dialect. In fact, contained within it are terms of very different origins, resulting from the many contaminations the island has undergone: Arabic, French, Spanish, Greek, Latin. Also strong is the onomatopoeic component and that linked to the cultural and commercial traditions of Sicily. Frequently, in the common imagination and in the prototype of Sicilian offered by the media, our language is linked to negative or ignorant characters. In reality, our difficult dialect, although spoken today by few, represents our cultural identity and therefore constitutes a heritage to be preserved and guarded, which differs with its uniqueness from all other italian dialects.

Our column

From the desire to raise awareness of our beautiful language, this column, a kind of Siculo-Italian dictionary, was born, hoping to arouse your interest and cooperation again.

Racina

racina

Today we will deal with several Sicilian terms. The first one was kindly pointed out by Elisa: “Racina”. “Racina” is the fruit of the life, from which wine, or grapes, is made. There are many sayings related to this word, such as, “nn’avi tanta racina appisa!” to say of someone who “already has so many of those misfortunes!”, a saying clearly related to wine production, and particularly used in eastern Sicily. Note the assonance of the Sicilian term “Racina” with the English and French translationRaisin”.

We also bring you a very funny video in which a Sicilian grandmother talks to her English granddaughter, who seems to be doing quite well!

Amunì

If you are in Sicily and you are stalling on something, you might happen to hear yourself say, “Amunì!

Don’t worry, it is not an insult at all! The word “Amunì”, known in variants of “Ninni”, “Ninniamo”, and “Amuninni”, simply means “Let’s go”, with exhortative meaning, typical of Sicilian dialects, but it is used in general to persuade someone to hurry up or to perform an action.

Curtigghiu

One of the favorite pastimes of the Sicilian, especially the woman, is the so-called “Curtigghiu”. The word ‘curtigghiu’ is used ”macari pi innicari lu spittigulizzu, propiu pi la sò etimuluggìa, picchì lu curtili era lu locu unni si sparlava di cchiù”. (the word curitgghiu is used to refer to gossip, precisely because of its etymology because the courtyard was the place where people gossiped the most). Curtigghiu is thus “gossip”, the actual cutting and stitching of facts, stories, people and events that etymologically derives from the “courtyard”, the place where women and men gathered to spend the sunny afternoon hours chatting and gossiping, in short, a substitute for modern magazines and television programs.

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Do you know of other terms to be included within the Sicilian-Italian dictionary? Write to us![:]

[:it]Una piazza da Oscar a Palazzo Adriano[:en]An Oscar square[:]

[:it]Palazzo Adriano è un comune di poco meno di 2000 abitanti, in provincia di Palermo. Possiede una vera e propria piazza da Oscar; questa città, infatti, è famosa grazie al film “Nuovo cinema Paradiso” di Tornatore. Siamo pronti a svelarvi altre curiosità!

Le origini di Palazzo Adriano

La città si trova nel cuore della Sicania, alle pendici settentrionali del monte delle Rose, ugualmente equidistante da Palermo e Agrigento. E’ una colonia di origine albanese; i primi insediamenti risalgono al XV secolo. Sebbene la lingua madre non si utilizzi più, la città appartiene all’Eparchia di Piana degli Albanesi e buona parte della sua popolazione conserva il rito bizantino degli esuli albanesi, che anticamente la fondarono. Nella piazza del paese, infatti, convivono le due anime del paese: da una parte, c’è la Chiesa Maria SS. Assunta utilizzata per il rito bizantino dai greco-albanesi, dall’altra la Chiesa di Maria SS. del Lume, che costituisce il centro del rito romano per i latini.

Nuovo Cinema Paradiso

Come vi abbiamo accennato prima, la città di Palazzo Adriano ha raggiunto il successo grazie al film ”Nuovo Cinema Paradiso”, del 1988, scritto e diretto da Giuseppe Tornatore. Lo stesso regista appare nel film, interpretando il proiezionista nella scena finale dei baci tagliati dal vecchio Alfredo. Il film vinse l’Oscar come miglior film straniero nel 1990. Per celebrare la grandezza dell’opera cinematografica, è stato costruito il museo chiamato Galleria foto ”Nuovo Cinema Paradiso”. Il museo si trova preso i locali del comune della città e si compone di oltre 100 fotografie originali, raffiguranti scene e retroscene del film.

La Fiera di agosto

La festa più importante della città si svolge dal 14 al 16 agosto di ogni anno ed è considerata la più importante del paese. Alla festa, partecipano centinaia di donne: per devozione, grazia, voto, seguono scalze la processione che si snoda per le vie del paese. Durante la processione, partecipano varie confraternite, che indossano maglie bianche con i loro stemmi di appartenenza. La festa inizia quando il simulacro della Madonna delle Grazie un giorno e il simulacro di San Nicola il giorno successivo vengono portati dalle loro omonime chiese alla Chiesa Madre. viene portato in spalla dal suo Santuario alla Chiesa Madre. La mattina del 16 agosto, alle 6 del mattino vengono suonate le campane per “svegliare” il Paese ed avvertire tutti che è iniziata la grande Festa. Alle 21:00 circa inizia la processione. Successivamente il Simulacro della Madonna Delle Grazie verrà riportato al Santuario l’8 settembre, giorno della Natività di Maria.

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Siamo sicuri che una piazza da Oscar come quella di Palazzo Adriano vi affascinerà non appena vi metterete piede. Non perdetevela![:en]Not everyone knows that the Palazzo Adriano’s square has become famous in the film “Nuovo Cinema Paradiso” by Tornatore.

The two country’s souls live with it in the square, where there are the Church of Maria SS. Assunta and the Church of Maria SS. del Lume. The first is used by Greek-Albanian, the second is used for Roman Rite by Latin.

 Both groups are very connected to their rites and keep intact their customs and traditions.

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[:it] Castello di Carini: apparizioni, storie e leggende[:en]Carini’s castle: apparitions, history and legend[:]

[:it]Oggi, ci spostiamo a Carini, comune di quasi 40.000 abitanti in provincia di Palermo. Qui, sorge il famoso Castello di Carini, un luogo magico caratterizzato da apparizioni, storie e leggende.

Il Castello di Carini

Il castello nacque per volere del feudatario romano Rodolfo Bonello, guerriero del conte Ruggero I di Sicilia. Nel corso dei secoli, si alternarono famiglie nobili, baroni e re. Solamente a partire dal XV secolo il castello diventò oggetto di una serie continua di cantieri di restauro ed evoluzione architettonica, che ne modificheranno l’uso, da caserma a ”palazzo” per la stagione estiva. Un castello medievale particolarmente suggestivo a pochi km da Palermo.

La leggenda della baronessa di Carini

Il 4 dicembre 1563, donna Laura Lanza di Trabia baronessa di Carini, moglie di don Vincenzo La Grua – Talamanca, perse la vita per mano del padre, per motivi di onore. Insieme a lei giaceva il corpo del presunto amante Ludovico Vernagallo. Gli atti di morte dei due si trovano trascritti presso l’archivio storico della chiesa madre di Carini. La potenza delle famiglie coinvolte mise subito a tacere le voci del tempo, che però si limitarono a riportare solo la data e la notizia della morte della signora di Carini. Don Cesare Lanza di Trabia scampò alla prigionia in virtù della legge vigente e l’anno successivo ottenne il titolo di conte di Mussomeli. Una leggenda narra che in occasione dell’anniversario del delitto comparirebbe, su un muro della stanza dove venne uccisa Laura, l’impronta della mano insanguinata lasciata dalla baronessa uccisa.

L’architettura del castello

Dal punto di vista architettonico, le mura medievali risalenti al all’XI e XII secolo possiedono elementi arabo-normanni riscontrabili nella seconda porta del castello. Vi sono chiari riferimenti alla casata La Grua: l’arma della famiglia e lo stemma della famiglia, due leoni rampanti. Una delle zone di maggior prestigio del castello è il salone delle feste, classico esempio di ambiente quattrocentesco. Il soffitto conserva una parte originale dove è visibile una scritta in latino ”In Medio Consistit Virtus”, ovvero ”Nel mezzo sta la virtù”. Questo indica che era stata realizzata solo per decorazione, mentre è la struttura laterale quella portante. Dalla porta laterale sinistra della sala si entra nella stanza più cara alla baronessa di Carini, dove, si narra, avvenissero i suoi presunti incontri con Ludovico Vernagallo.

Questo era il bellissimo Castello di Carini! Se non vi lasciate impressionare, il castello è visitabile e gode di un ottimo panorama! Consultate il sito ufficiale del castello per informazioni sugli orari di visita e prenotazioni. 

Non perdetevi altre novità sul nostro sito. Iscrivetevi alla nostra newsletter per rimanere aggiornati su tutte le esperienze indimenticabili da vivere in Sicilia![:en]A very striking medieval castle in Carini, near Palermo!

The legend narrates that every year, in the anniversary of the baroness Laura Lanza death, appears its bloody hand in a castle’s room. The history/legend became famous thanks to a fiction and a musical put up in Massimo’s Theatre in Palermo , it talks about her impossible love for Vernagallo.

If you haven’t any suggestion, the castle is visitable and there’is a beautiful panorama, in this period there is also a presepio’s exhibition.

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[:it]Il Satiro Danzante, ambasciatore di sicilianità nel mondo[:en] The Satyr and its journey[:]

[:it]Ha girato tutto il mondo e non potevamo non parlarne su SicilyandSicilians, blog interamente dedicato alla Sicilia e a tutto ciò che è siciliano! Stiamo parlando del Satiro Danzante, che è diventato a pieno titolo un ambasciatore di sicilianità nel mondo.

La storia del satiro danzante

Il Satiro Danzante è una statua di bronzo che risale al periodo ellenistico, riscoperta casualmente nelle acque di Mazara del Vallo, Trapani, nel 1997. La statua rappresenta un sileno, personaggio delle mitologia greca che corrisponde al vecchio dio rustico delle vinificazione prima di Dioniso. Tuttavia, è oramai opinione pubblica che questo rappresenti un satiro, essere mitologico facente parte del corte orgiastico del dio greco Dioniso. Il satiro venne identificato con il termine periboetos e, sebbene sia normalmente interpretato come “di cui si parla molto”, famoso, celebre, in questo caso, gli viene invece attribuito il significato di “colui che grida freneticamente“, in base ad un passo di Platone, in cui lo troviamo come epiteto riferito al dio Ares.

I viaggi del satiro danzante

La statua, che si fa risalire al famoso scultore greco Prassitele (IV sec. a.C.), si trova attualmente presso l’omonimo museo di Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. Tuttavia, la statua ha fatto un lungo viaggio: nel 2003 è stata esposta alla Camera dei Deputati di Montecitorio a Roma; nel 2005 al Museo nazionale di Tokio nonché all’Esposizione Internazionale di Aichi, Giappone; nel 2007 al Louvre di Parigi; infine torna in Sicilia e approda a Palazzo dei Normanni, a Palermo, all’interno della mostra “Ars Siciliae”

Il ritrovamento

La storia del ritrovamento della statua è alquanto singolare. Tutto inizia nel luglio 1997, quando il peschereccio “Capitan Ciccio“, appartenente alla flotta marinara di Mazara del Vallo comandata dal capitano Francesco Adragna, forse casualmente, ripesca dai fondali del Canale di Sicilia una gamba di una scultura bronzea. Nella notte fra il 4 e il 5 marzo 1998, lo stesso peschereccio riporta a galla gran parte del resto della scultura, perdendo però nel recupero un braccio. Inizialmente si individua la statua bronzea con Eolo. Il reperto viene acquisito dalla Regione Siciliana ed esposto in deposito temporaneo in una vasca d’acqua dolce nell’ex chiesa di San Egidio, a Mazara del Vallo. Nel settembre del 1998, l’Istituto Centrale per il Restauro di Roma prende in consegna i due frammenti della statua, per effettuarvi i necessari interventi di restauro.

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E voi, avete già visto il bellissimo reperto del Satiro Danzante? Potete ammirarlo presso il Museo del Satiro, a Mazara del Vallo. Per maggiori informazioni sulla sua antichissima storia, potete consultare il sito ufficiale.[:en]It’s going around the world so we have to speak about it on our blog entirely dedicated to the Sicily and to everything is sicilian!  We are talking about the statue “Satyr” that became an ambassador of Sicily all over the world.

The satyr is a statue of bronze probably made during the Hellenistic period and discovered in the sea of Mazara del Vallo , Tapani, Sicily in 1997. The statue represents a mythological figure,  it was identified with the “satyr periboetos” and probably it was made by the well-known greek sculptor Prassitele (IV sec. b.C.).

Its residence is in Mazara del Vallo, the Museum of the Satyr but it is travelling a lot in these last years. In 2003 it was exhibited to the House of Representatives of Montecitorio in Rome, in 2005 to the national Museum of Tokyo as well as to the Universal Exhibition of Aichi, Japan, in 2007, to the Louvre of Paris and finally it returned in Sicily and landed to Palazzo dei Normanni in Palermo inside the big exhibition “Ars Siciliae”.

And you, have you already seen the beautiful find of the Dancing Satyr? You can admire it at the Museo del Satiro, in Mazara del Vallo. For more information on its ancient history, you can consult the official website.

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[:it]5 spiagge da non perdere in Sicilia[:]

[:it]Abbiamo selezionato per voi 5 spiagge da non perdere in Sicilia, che hanno da offrirvi tutto questo e anche molto altro.

Tindari e la Riserva dei Laghetti di Marinello

Tindari e l’annessa Riserva dei Laghetti di Marinello costituiscono un vero angolo di paradiso. Sulla costa settentrionale della Sicilia, in provincia di Messina, si estende per circa 2 km. Secondo la leggenda, una donna venuta pregò la Madonna chiedendole di salvare la figlia dalle onde del mare. La Madonna fece così spuntare banchi di sabbia dal mare, creando l’attuale forma del litorale che somiglia ad una donna con in braccio un bambino. Oltre che per le sue acque cristalline, la città riesce a sorprendere non solo gli amanti del mare, ma anche gli appassionati di storia e architettura con l’imponente santuario della Madonna Nera e la presenza di uno dei siti archeologici più belli della Sicilia. Si può raggiungere la spiaggia in auto, proseguendo a piedi attraverso la Riserva Naturale oppure in barca. Essendo poco frequentata anche nel periodo estivo, è il luogo ideale per godere di questo angolo di paradiso ancora incontaminato.

Marina di Ragusa

Ha una delle più belle spiagge della Sicilia. Marina di Ragusa, due chilometri di sabbia finissima è il luogo ideale per ragazzi e famiglie. Soddisfa tutti i gusti: dai lidi al nuovo Porto Turistico con una scogliera ideale per i tuffi, alla pista ciclabile per percorrere la scogliera ed ammirare il panorama della Riserva naturale del fiume Irminio, area protetta. Ultimo ma non per importanza, a otto chilometri di distanza trovate il borgo di Punta Secca, perfetto per ammirare il tramonto. Se non siete ancora stanchi, salendo da Punta Secca, potete ammirare il Castello di Donna Fugata, oggi un museo aperto al pubblico.

Riserva dello Zingaro

Tra San Vito lo Capo e Castellammare del Golfo, in provincia di Trapani, troviamo la Riserva Naturale Orientata dello Zingaro: 7 km di calette e spiagge incontaminate dal mare cristallino, veri gioielli incastonati tra grotte naturali. Sono perfetti per un weekend di relax o anche per rimanere qualche giorno in più. La Riserva, offrendo servizi e strutture per ogni esigenza, è adatta sia per i grandi che per i più piccoli.

Cefalù

Antica e caratterizzata da un indissolubile legame con il mare, Cefalù, in provincia di Palermo, con la sua spiaggia, sabbia e scogli, offre la possibilità di godersi dei meravigliosi momenti di relax sotto l’ombrellone. Ma non solo. Infatti, sono presenti anche diversi svaghi per i più giovani. Tra questi, un bellissimo molo che permette di tuffarsi in totale sicurezza. La spiaggia di Cefalù è ideale per le famiglie con bambini e per chi vuole godersi un bel tramonto in riva al mare, magari sorseggiando un cocktail ghiacciato. Cefalù però non è conosciuta solo per la sua spiaggia. Questa meravigliosa città costiera è diventata famosa anche per la sua imponente cattedrale, patrimonio dell’Unesco dal 2015.  Un vero e proprio gioiello in stile arabo–normanno.

Riserva Naturale di Vendicari

Tra le più belle spiagge della costa sud-est siciliana, vi è la spiaggia Calamosche, raggiungibile anche a piedi attraverso un affascinante percorso all’interno della riserva Naturale di Vendicari. Un parco naturale con percorsi naturalistici e zone di interesse storico, archeologicofaunistico.

Per la sera, o una giornata alternativa, la vicina Noto offre intrattenimento con locali, cattedrali ed edifici storici con un passato barocco tutto da scoprire.

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Non ti resta che sognare in attesa della tua vacanza indimenticabile in Sicilia.

Articolo scritto da Alice, Anita, Benedetta, Chiara e Ivano[:]

[:it]Favignana e le Isole Egadi[:en]The Aegadian Islands: Favignana[:]

[:it]Le Isole Egadi sono un arcipelago di tre isole principali e due minori, poste a circa 7 km dalla costa occidentale della Sicilia, fra Marsala e Trapani. Tra le isole più conosciute e apprezzate, c’è sicuramente Favignana.

L’isola di Favignana

La “Farfalla“, come viene chiamata l’isola per la sua forma particolarissima, è nota per le sue spiagge e grotte marine, ma anche per la pesca del tonno, la cosiddetta “Mattanza“. Il suo nome deriva dal latino favonius (favonio), termine che gli antichi Romani utilizzavano per indicare il vento caldo che proveniva da ovest. Il villaggio sorge intorno ad un’insenatura naturale, dove vi è il porto, sulle cui sponde sono presenti gli edifici delle antiche tonnare Florio.

Grotte e insenature di Favignana

La costa dell’isola offre una vasta gamma di insenature, rocciose e sabbiose, ma anche delle bellissime grotte marine e dei fondali ricchi di fauna marina e vegetazione. Le spiagge più famose sono in particolare Cala Azzurra e Lido Burrone, spiagge sabbiose a sud del centro abitato; più spettacolari ed affascinanti sono però le calette rocciose, in particolare la Cala Rossa e la poco distante Grotta del Bue Marino. L’aspetto più singolare di questi luoghi è che sono zone di estrazione del tufo, e qui le cave si sviluppano in grandi e misteriosi cunicoli. Nell’altra metà dell’isola, le più belle sono Cala Rotonda, Cala Grande e Punta Ferro, punto di partenza per gli amanti delle immersioni.

La Mattanza

La principale attrazione dell’isola rimane però la Mattanza. Il complicato e rituale sistema di pesca del tonno segue regole ben precise, tempi e modi rigorosamente stabiliti dal Rais, capo della tonnara ed un tempo anche capo assoluto del villaggio, una sorta di sciamano che stabilisce quando iniziare e quali tempi e modalità seguire. Sebbene siano carni particolarmente gustose esportate soprattutto sui mercati giapponesi per consumarlo prevalentemente crudo, questo tipo di pesca però va quasi scomparendo. La popolazione ittica dei tonni sta diminuendo, a causa dell’inquinamento crescente del mare, ma soprattutto a causa della pesca di tipo industriale, che intercetta i banchi di tonni molto prima che questi si avvicinino alle zone costiere, con le tonnare volanti.

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Questo era un piccolo assaggio sull’isola di Favignana e le splendide Isole Egadi. Se volete saperne di più, visitate il sito ufficiale dell’isola.[:en]The Aegadian Islands are a group of 5 small mountainous islands in the Mediterranean Sea off the northwest coast of Sicily, Italy, near the city of Trapani. The most famous is certainly Favignana.

The “Butterfly“, as everybody call it because of its particular shape, is known for its seasides and sea caves, but also for the tuna fishing, the “Mattanza“.

The shore of the island is full of rocky and sandy creeks, but also of beautiful sea caves and sea floors rich in flora and fauna. The most famous seasides are Cala Azzurra and Lido Burrone, sandy shores in the southern part of the island; more spectacular are the rocky shores, such as Cala Rossa and the Grotta del Bue Marino. The peculiarity of these places is that they are areas of tuff mining, and here the caves create big and mysterious tunnels. In the other half of the island, there are Cala Rotonda, Cala Grande and Punta Ferro, places for the scuba diving lovers.

The main tourist attraction of the island is the Mattanza. The complicated and ritual system of fishing has rigorous rules, the “rais”, the chief of the tuna fishing and of the village, decides times and lines of the Mattanza.

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This was a little taste of the island of Favignana and the beautiful Egadi Islands. If you want to know more, visit the island’s official website.[:]

[:it]Lampedusa e le Isole Pelagie[:en]The Pelagie Island: Lampedusa[:]

[:it]Le isole Pelagie sono un arcipelago del comune di Lampedusa e Linosa, in provincia di Agrigento. Siamo certi che le curiosità che stiamo per raccontarvi stuzzicheranno la vostra curiosità!

Le caratteristiche delle isole

Le isole Pelagie sono situate nel mezzo del Mar Mediterraneo, tra le coste tunisine e le coste siciliane e rappresentano la punta meridionale della penisola italiana. Le isole Pelagie, tra isole, isolotti e scogli, sono 5: LampedusaLinosa (uniche ad essere abitate), LampioneIsola dei Conigli e lo scoglio del Sacramento. Geologicamente, le isole di Lampedusa e Lampione appartengono al continente africano; infatti, insieme ad esempio alle isole Canarie o all’Indonesia, rappresentano un raro caso di arcipelago transcontinentale.

L’isola di Lampedusa

L’isola di Lampedusa è la più estesa dell’arcipelago siciliano delle Pelagie. Questa isola, proprio per la sua vicinanza all’Africa, è caratterizzata dalla presenza di una fauna e una flora in parte originarie del nostro continente e in parte originarie della zona maghrebina. In circa quattro ore, si può effettuare il giro completo dell’isola. Partendo dal porticciolo, procedendo verso ovest, si incontrano splendide spiagge, alcune frastagliate e poco accessibili, ma spettacolari. La costa è ricca di segrete insenature e anfratti, nascosti dentro l’acqua, che creano effetti di grande suggestione. Sicuramente, Lampedusa è riconosciuta a livello nazionale e internazionale per aver aiutato e soccorso decine e decine di migranti; nel 2012, infatti, Lampedusa ha ricevuto la medaglia d’oro al valor civile da parte della regione siciliana e nel 2015 la medaglia d’oro al merito da parte della Croce Rossa italiana.

Le spiagge di Lampedusa

Lampedusa è conosciuta in tutto il mondo per le sue splendide spiagge e scogliere, per la sua vegetazione tipica e per la ricchissima fauna. La spiaggia dei Conigli è uno degli angoli più incantevoli della Sicilia e del Mediterraneo, grazie alla sua bellezza e al fascino della sua terra e del suo mare intatto e azzurrissimo. Le tartarughe Caretta Caretta vi depongono le proprie uova, che si dischiudono durante l’estate, rinnovando il mito della vita proprio sotto gli occhi dei bagnanti e dei volontari del WWF, che ne controllano e ne proteggono tutte le fasi. Sull’isola è presente una riserva naturale, che comprende proprio la spiaggia dei Conigli oltre alla limitrofa isola dei Conigli, la costa e la macchia mediterranea.

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Questa era una piccola anteprima dello splendido arcipelago delle Isole Pelagie! Venite a scoprire questi posti meravigliosi questa estate… vi stanno aspettando![:en]The Mediterranean island of Lampedusa belongs to Italy, Sicily and is the largest of the Pelagie Islands. This island, nearer to Africa than Europe, is part of the African continental shelf, and the fauna and flora of Lampedusa are similar to those of North Africa.

Lampedusa is famous all over the world because of its wonderful beaches and reefs, for its typical vegetation and its rich fauna. The “beach of Rabbit” is one of the most charming corners of the Sicily and of the Mediterranean sea, thanks to its beauty of the land and of the crystal clear sea.

The Isola dei Conigli (literally ‘Island of Rabbits’), which is close to the south coast of Lampedusa, is one of the last remaining egg-laying sites in Italy for the Loggerhead Sea Turtle, which is endangered throughout the Mediterranean. On the island there is a natural reserve, that include the beach of rabbits and the surrounding reef.

In about four hours you can do the complete tour of the island. Leaving from the little harbour and going ahead toward the western side, you can find amazing seasides , some notched and not easily accessible, but really marvellous. The reef is rich of secret creeks in which the water creates great suggestions playing with the light.

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This was a small preview of the splendid archipelago of the Pelagie Islands! Come and discover these wonderful places this summer … they are waiting for you![:]

[:it]Capo d’Orlando, un piccolo angolo di paradiso[:en]Special Seaside: Capo D’Orlando[:]

[:it]Se siete alla ricerca di un piccolo angolo di paradiso in cui trascorrere le vostre vacanze, Capo d’Orlando fa al caso vostro. In questo articolo, vi indichiamo alcuni luoghi simbolo di questa incantevole città.

La città

Splendido centro turistico, Capo d’Orlando si trova in provincia di Messina. Situata sulla costa Tirrenica, di fronte alle Isole Eolie, la città nasce originariamente come borgo di pescatori. Il centro della cittadina si sviluppa attorno alla via centrale, caratterizzata da bei negozi e dal lungomare, che scorre parallelo ad essa e che costeggia la bella spiaggia. Procedendo sul lungomare, una volta superato il capo, la strada offre ai passanti scorci caratteristici sulla spiaggia e sulle acque azzurro intenso del mare, punteggiate di scogli affioranti.

Il Santuario di Maria SS. di Capo d’Orlando

Sull’estremità del promontorio, in cima ad una scalinata, sorge, sui ruderi del castello d’Orlando, uno dei luoghi simbolo e di maggior interesse della città, il Santuario di Maria SS. di Capo d’Orlando, risalente al XVII secolo. La sua fondazione è legata ad una serie di eventi straordinari, attribuiti alla statua della Madonna lasciata, secondo la leggenda, da San Cono ai guardiani della torre del Capo. La statua venne portata, in un primo momento, a Naso, ma fu poi ricondotta nel Santuario. Una processione a cui vi parteciparono confraternite, ordini religiosi e una gran folla di circa 20.000 persone, provenienti da ogni parte dell’isola. Durante il 1500, il castello svolgeva varie funzioni, tra cui castello, chiesa, osteria, approdo. Inoltre, era punto di avvistamento e di allarme contro i corsari che solcavano i mari. All’interno, vi erano armi e cannoni. Nel 1613, subisce gravi danni a seguito di un violento terremoto. Oggi, luogo di culto della città e situato in un’ottima posizione, è meta di pellegrinaggi, soprattutto in occasione della festa della città, che si celebra il 22 ottobre.

Le spiagge di Capo d’Orlando

Le spiagge sono sicuramente uno dei punti cardine di questo luogo incantato. Il mare è cristallino, il sole e i paesaggi mediterranei sono invidiati da ogni paese. Le bellezze naturali, tra cui gli agrumeti che profumano di zagara, e il lido suggestivo ed attrezzato sono solo alcuni degli elementi che rendono Capo d’Orlando una vera e propria perla turistica della provincia di Messina e della Sicilia, tanto da attirare ogni anno migliaia di visitatori.

Se volete maggiori informazioni riguardanti la città, cliccate qui.

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La città di Capo d’Orlando è pronta per accogliervi a braccia aperte![:en]Capo d’Orlando, in the province of Messina on the Thyrrenian shore in Sicily, in front of the Eolian Islands, is a beautiful tourist location, with its crystal clear sea, amazing sun and its mediterranean landscapes, enviables by every country.

The center of the town is around a central way, and is sided by a seafront with a marvellous beach. On the top of the promontory, on the summit of a staircase, rises on the ruines of the castle of Orlando, a sanctuary of Maria SS. di Capo d’Orlando, (XVII century), destination of pilgrimages on the occasion of the Holy Day that takes place on the 22th of october. Keeping on the seafront, once passed the cape, the street offers good glimpses on the shore and on the sky-blu water, dotted by rocks.

Capo D’Orlando for its natural beauties, for the seasides, the clear sea, the citrus trees, the suggestive shore, is a real tourist pearl of the province of Messina, and it appeals every year about thousand visitors.

If you want more information, click on the official website of this beautiful Sicilian city.

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[:it]Sferracavallo e i suoi tesori[:en]Sferracavallo and its resources[:]

[:it]Sferracavallo è un piccolo borgo marinaro e turistico compreso tra Palermo e la vicina Isola delle Femmine. Oggi, vogliamo svelarvi alcune curiosità su questo piccolo angolo di paradiso!

La storia di Sferracavallo

Il nome Sferracavallo trae la sua origine dall’irregolarità del suo terreno. Si racconta, infatti, che la strada fosse difficile da raggiungere, tanto irta e complessa da richiedere addirittura di “sferrrare i cavalli” per arrivarci. Questi ultimi, infatti, trainavano i barconi usati nelle tonnare. La località nasce come villaggio di pescatori; sorgevano due torri di guardia che vennero, però, distrutte quando l’autostrada A29 venne costruita. Si trova compreso tra Monte Billiemi e Capo Gallo e rientra in gran parte nella riserva orientata di Capo Gallo (che divide Mondello da Sferracavallo). Comprende due piccoli porticcioli: quello di Sferracavallo e quello di Barcarello, che ospita principalmente le imbarcazioni turistiche. Sicuramente tra i tesori di Sferracavallo rientrano i suoi ristorantini vicini al mare, i suoi bar e le sue paninerie.

La festa dei santi patroni Cosma e Damiano

Caratteristica è la festa dedicata a Cosma e Damiano, i patroni della borgata, che si svolge una volta ogni anno nell’ultima domenica di settembre. I simulacri dei Santi vengono portati per le vie della borgata da un gruppo numeroso di giovani, a piedi nudi e tutti vestiti di bianco con un fazzoletto rosso legato ai fianchi e al collo. La festa comprende anche il tradizionale gioco dell’antinna a mari, una specie di albero della cuccagna posto sul mare. Anticamente, la processione si svolgeva con passo veloce per poter portare i simulacri a tutti i malati che ne avevano fatto richiesta, per chiedere di essere liberati dalle malattie che incombevano su di loro.

Le grotte di Sferracavallo

Dagli archivi storici, risulta che questo piccolo borgo fosse abitato sin dall’era preistorica, quando tribù di cacciatori e raccoglitori di radici trovavano riparo nelle diverse grotte. Sono numerose le grotte di Sferracavallo, ma le più suggestive sono sicuramente la Grotta del Pecoraro, che ha nascosto per anni resti di ceramica risalenti alla cultura di Thapsoso (1500 a. C.) e, nei pressi del Monte Billiemi, Grotta Conza, anch’essa custode di diversi resti del passato.

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Sferracavallo vi aspetta quest’estate con il suo mare cristallino e la sua cucina tradizionale siciliana! E’ tempo di organizzare il vostro viaggio in Sicilia![:en]Sferracavallo is a small seafaring and tourist village included between Palermo and the close Isola delle Femmine.

Its name seems to go back the make that was difficult attainable and that the bristly and complex road to arrive there.

It is situated between Mountain Billiemi and Capo Gallo and it is included in big part in the reserve orientated of Capo Gallo (that divides Mondello from Sferracavallo). It includes two small pier: that of just Sferracavallo and that of Barcarello.

Surely between the treasuries of Sferracavallo we return its restaurant near the sea, the its bar and his paninerie.

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Sferracavallo awaits you this summer with its crystal clear sea and its traditional Sicilian cuisine! It is time to organize your trip to Sicily![:]

[:it]La tradizionale festa di Sant’Agata, patrona di Catania[:]

[:it]Vi avevamo parlato di Santa Lucia, patrona di Siracusa. Oggi, invece, vi parleremo della tradizionale festa di Sant’Agata, patrona di Catania, dove si celebra una delle manifestazioni siciliane che gode di maggior afflusso.

Il martirio di Sant’Agata

Il nome della martire deriva dal greco e indica bontà d’animo e nobiltà di spirito. Visse tra il III e il IV secolo d.C.. Figlia di nobili catanesi, venne martirizzata durante le persecuzioni di Decio o Diocleziano. La donna dovette affrontare violenze terribili pur di non piegarsi e abiurare la sua fede pubblicamente; si dice che la prima notte di torture San Pietro le fece visita e ne guarì le ferite. Fu poi obbligata alla pena dei carboni ardenti e dopo il terzo giorno di torture, morì, il 5 febbraio dell’anno 251. Le reliquie della Santa si trovano in parte all’interno del prezioso busto in argento e in parte dentro un grande scrigno d’argento all’interno del Duomo di Catania.

Il velo di Sant’Agata

Di grande importanza religiosa e simbolica è anche il “Velo di Sant’Agata”: secondo la tradizione, quest’ultimo risale al momento in cui la santa camminò sui carboni ardenti e una donna la coprì con il proprio velo. È di colore rosso scuro e, nel corso dei secoli, venne più volte portato in processione come estremo rimedio per fermare la lava dell’Etna. Per questo motivo, si racconta che in origine il velo fosse bianco, ma che a contatto con il fuoco del vulcano catanese, cambiò colore in rosso. La Santa non fermò solo l’Etna, ma pose anche fine ad alcuni terremoti e persino alla peste.

La festa di Sant’Agata

Catania dedica alla sua Patrona una tra le maggiori feste cattoliche a livello mondiale per ampiezza di pubblico partecipante. Le date sono ben due, ma la più importante è la prima: la prima si svolge durante l’inverno, dal 3 al 5 febbraio (ricorrenza del martirio); la seconda d’estate, il 17 agosto (data di ritorno delle sue spoglie da Costantinopoli a Catania nel 1126). Dal 3 al 5 febbraio, le reliquie della Santa contenute nel fercolo d’argento, in dialetto “a vara” (ossia la bara), vengono portate in giro per la città, insieme a 11 candelore, che rappresentano le 11 corporazioni degli artigiani cittadini. La tradizione vuole che i devoti indossino abiti, guanti bianchi e una papalina nera in testa e il pubblico gridi “Cittadini, cittadini, semu tutti devoti tutti”, ossia “cittadini, cittadini, siamo tutti devoti”.

Se siete interessati, qui trovate ulteriori informazioni riguardanti la festa.

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La città attira milioni di persone, soprattutto grazie alla festa di Sant’Agata, patrona di Catania, e voi non potete mancare![:]

[:it]Le donne e i proverbi in Sicilia[:en]The Woman in Sicily[:]

[:it]I proverbi rappresentano un sapere tramandato, ispirano modi di essere, influenzano la lingua e i gesti delle persone. L’anima siciliana è tra quelle che maggiormente si esprime al meglio attraverso di essi e molti sono dedicati alle donne.

I proverbi: luoghi comuni o verità?

Secondo alcuni, i proverbi sarebbero modi filosofici per esprimere luoghi comuni, cose ovvie. Secondo altri invece, come noi di Sicily and Sicilians, sono espressioni del mondo popolare, un patrimonio culturale che raccoglie e racconta le esperienze dei popoli. Poche parole incisive che riassumono verità della gente comune. Non si sa chi li abbia inventati o la loro provenienza. A volte si presentano sotto forma di similitudini, altre in rima: in ogni caso, esistono in ogni parte del mondo e spesso cambiano anche da comune a comune, da paese a paese. Sono testimonianza diretta dei tempi passati e del modo di vivere e credere di un popolo.

La figura delle donne in Sicilia

La Sicilia è ricca di proverbi e molti di questi riguardano la donna. La figura femminile è strettamente collegata al ruolo di moglie e di madre. Tuttavia, sebbene l’uomo sia il capofamiglia, è la donna la regina della casa e ad essa spettano i compiti principali di nutrire e allevare la prole. Infatti è uso dire: “A casa, senza a fimmina, ‘mpuvirisci“, che significa: “La casa, senza la donna, impoverisce” oppure “La bona mugghieri è a prima ricchizza di la casa“, cioè “Una buona moglie è la prima ricchezza della casa”. La “Fimmina“, secondo il prototipo siciliano, deve possedere qualità precise: deve essere onesta (“Muggheri onesta, trisoru ca resta” cioè “Moglie onesta, tesoro che resta”), pudica (“A fimmina ca havi russuri, attira chiù d’i ricchizzi” cioè “La donna attira più col suo pudore, che con le sue ricchezze”), fine e gentile (“Fimmina bona, vali chiù di ‘na corona“, cioè “Una donna fine, val più di una corona”), silenziosa e discreta (“E’ bona donna, donna chi nun parra“, cioè “E’ una donna buona la donna che parla poco”).

Esistono ancora i proverbi?

Purtroppo, con il trascorrere degli anni, proverbi come quelli sopra citati e tanti altri stanno scomparendo, soprattutto a causa dell’avvento delle nuove tecnologie, che hanno permesso lo sviluppo di un linguaggio sempre più breve, compatto, povero, dove bisogna comunicare nel minor tempo possibile. Sarebbe bello se questi proverbi, siciliani e non, patrimonio culturale e storico, fossero raccolti in uno spazio, fisico o digitale, affinchè possano essere consultati anche dalle generazioni a venire.

Se siete interessati, qui trovate un elenco dei 100 proverbi siciliani più divertenti, con la loro relativa traduzione.

Potete consultare il nostro Dizionario Siculo – Italiano per conoscere tante parole del nostro splendido dialetto!

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Questi erano solo alcuni proverbi sulla donne in Sicilia… e voi conoscete altri proverbi siciliani? O proverbi particolarmente usati e divertenti nella vostra regione? Scriveteci![:en]The sicilian soul expresses itself through the proverbs. They represent a secular knowledge and inspire the behaviours and the way you act. In particular, there are several proverbs reffered to women.

The figure of woman in Sicily is very linked to the role of wife and mother. The man is the head of household, but the woman is the queen of the house and she has the main duty of feeding and upbringing sons. Infact the proverbs say:

“A casa, senza a fimmina, ‘mpuvirisci.” (“The house is poor without a woman”)

“La bona mugghieri è a prima ricchizza di la casa” (“A good wife is the first wealth of the house”)

The “Fimmina” (the woman), according to the sicilian prototype, must have some definite qualities: honest (“Muggheri onesta, trisoru ca resta.” i.e. “Honest wife, treasure that remains”), prim (“A fimmina ca havi russuri, attira chiù d’i ricchizzi.” i.e. “The woman attracts more with her prudish and less with her wealth”), refined and kind (“Fimmina bona, vali chiù di ‘na corona” i.e. “A refined woman is worther than a crown”), fair and discrete (“E’ bona donna, donna chi nun parra” i.e. “It’s a good woman the one that doesn’t speak too much”).

Unfortunately, with the passing of the years, proverbs like those mentioned above are disappearing, mainly due to the advent of new technologies, which have allowed the development of an increasingly shorter, compact, poor language, where it is necessary to communicate in the shortest possible time. It would be nice if these proverbs were collected in a space, physical or digital, so that they are direct testimony and can be consulted by generations to come.

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Do you know other proverbs about women? Write us![:]

[:it]Il Presepe in Sicilia[:en]The Cribs[:]

[:it]I Presepi sono il simbolo del Natale italiano per eccellenza, assieme all’Albero. Le statuette e le tradizioni legate ad esse sono diverse in tutto il mondo. Molti la considerano una vera e proprio arte. Il Presepe in Sicilia è una tradizione che si tramanda di generazione in generazione. In questo articolo vi vogliamo raccontare qualche curiosità legata ad esso!

Qualche curiosità sul Presepe in Sicilia

Il presepe siciliano ha tratto forte ispirazione dai maestri napoletani. Le figure, infatti, venivano realizzate in legno, fil di ferro e vestiti di stoffa. Tra le particolarità siciliane, bisogna ricordare la ceroplastica, antica tecnica di lavorazione della cera, per realizzare le figure, e l’uso di accessori in oro e argento per la statuina del Bambino Gesù. Nel corso degli anni, ai personaggi tradizionali della Sacra Famiglia furono aggiunte anche figure della cultura contadina. Ecco qualche esempio: “a nanna cu li puddicini” (la vecchia con i pulcini), “lu ricuttaru” (il ricottaio), “lu furnaru” (il fornaio), “lu pasturellu” (vezzeggiativo di pastorello), “la lavannara” (la lavandaia), ecc.

Inoltre, ci sono due figure caratteristiche che non possono mancare nel Presepe di ogni casa siciliana: lo “U Scantato” e “U lagnuso“. Il primo, lo “Scantato“, lo “Spaventato”, è immobile, le braccia larghe, il cappello in mano, lo sguardo smarrito e incantato. Si trova all’ingresso della grotta, proprio davanti al bambinello, ed esprime lo stupore legato alla Santa Natività. Il “Lagnuso“, il “pigro”, l'”addormentato”, è un personaggio tipico che rappresenta quello che venne poi risvegliato dall’angelo e destinato a diffondere la notizia dell’evento tra i pastori.

Il presepe di Trapani

Una delle aree in cui è più viva ed originale la tradizione del presepio è Trapani. Qui, i maestri trapanesi realizzavano singoli pastori o rappresentazioni presepiali di varie dimensioni, in particolare per le chiese e le dimore della ricca nobiltà nei secoli XVII e XVIII. Diversi materiali, soprattutto nobili come il corallo, l’avorio, la madreperla e l’alabastro, erano utilizzati dai maestri per la realizzazione delle loro opere. Alcuni dei più preziosi sono conservati oggi nel prestigioso Museo Pepoli, che ha sede nei locali dell’ex convento dei Padri Carmelitani.

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Questo era il nostro approfondimento sul Presepe in Sicilia e le loro tradizioni! Rimanete aggiornati sulle tantissime curiosità nei prossimi articoli! Se avete intenzione di fare un tour tra i presepi tradizionali siciliani, ecco tutte le mostre in programma![:en]The Cribs are the symbol of Christmas.

The Cribs-Statues and the traditions are different all over the world. In Sicily there are especially two characters in every Crib: The “Scantato” and the “Lagnuso”. The first, the “Scantato”, i.e. the “Frightened”, is motionsless, with wide arms, the hat in the hand and the lost and enchanted glance. Its place is near the cave, in front of the Child, and it conveys the amazement for the Holy Nativity. The “Lagnuso”, i.e. the “lazy”, the “sleeping”, is a typical character that represents the one who was woken up by the angel and destined to inform the shepherds about the event.

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This was our insight into the tradition of Cribs in Sicily! Stay up to date on the many curiosities in the next articles! If you are planning to take a tour of the traditional Sicilian nativity scenes, here are all the scheduled exhibitions![:]

[:it]La festa di Santa Lucia a Siracusa[:]

[:it]Quando pensiamo alla Sicilia, ci vengono subito in mente le sue spiagge cristalline, il suo patrimonio artistico e culturale e il suo buon cibo. Ma non tutti sanno che una delle sante più amate e venerate a livello italiano è siciliana. Parliamo della festa di Santa Lucia, patrona della città di Siracusa.

Il culto di Santa Lucia

Santa Lucia, protettrice dei ciechi e della vista, è oggetto di culto sin dal 1600, periodo storico caratterizzato da una grave carestia. Avendo invocato l’aiuto della Santa, i siracusani ne avevano portato in processione il Simulacro. Un volo di quaglie, proveniente dal porto, preannunciò l’arrivo di navi cariche di cereali. Si gridò al miracolo: i cittadini si sfamarono cuocendo il grano direttamente, senza macinarlo. Questo avvenimento spiega il motivo per cui ancora oggi, in diverse zone della Sicilia, il 13 dicembre, festa della patrona, non si mangi né pasta né pane, ma si preferisca gustare altri piatti tipici, come la ”Cuccia”, di cui esistono molteplici varianti. Il dolce dedicato alla Santa ha come ingrediente principale, appunto, il grano bollito, che viene abbinato alla ricotta o alla crema di latte.

La festa di Santa Lucia

Il 13 dicembre si tiene anche una processione in cui i devoti, a piedi scalzi, si recano alla Cattedrale al Sepolcro nella Chiesa di Santa Lucia. Una sontuosa recita, che si svolge la seconda domenica di agosto, coinvolge tutto il paese si tiene a Savoca (in provincia di Messina, paesino di cui Santa Lucia è patrona). Una bimba interamente vestita di bianco, che tiene tra le mani una piccola palma di argento, in ricordo del martirio della santa, viene portata in spalla da un uomo per fare tre volte il giro del paese. Nel mentre, altri personaggi cercano di farla cadere in tentazione, mentre la bambina deve cercare di resistere a qualunque di esse.

Il martirio di Santa Lucia

La storia del martirio di Santa Lucia è strettamente collegata a quella di Sant’Agata: secondo la tradizione, Lucia, per salvare la vita di sua madre Eutichia, fece voto di castità dinanzi al sepolcro di Sant’Agata, patrona di Catania. Lucia tornò a Siracusa e, con grande sorpresa, scoprì che la madre era guarita. Lucia, perciò, devolse tutti i suoi averi in beneficenza. Rinunciò persino al matrimonio e, mancando alla promessa di matrimonio avanzatele dal fidanzato, si strappò gli occhi e glieli donò, affinchè lui potesse ancora godere della sua bellezza. E’ per questo motivo che è protettrice dei ciechi e della vista. Il fidanzato, tuttavia, la denunciò e fu condannata al rogo. Venne, alla fine, decapitata, in quanto le fiamme non furono abbastanza alte da raggiungere il suo corpo. I resti della Santa si trovano presso la chiesa di San Geremia a Venezia; solo nel 2004, durante il 17° centenario del suo martirio, vennero riportati per pochi giorni a Siracusa.

Qui troverete altre informazioni riguardanti la festa, sicuramente una delle più importanti e frequentate di Siracusa.

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La festa dedicata a Santa Lucia attira ogni anno folle di persone; siamo sicuri che ne rimarrete piacevolmente sorpresi anche voi![:]

[:it]La Pasta: storia del piatto più amato dagli italiani[:en]Pasta: history of the most loved dish by Italians[:]

[:it]Cari lettori, oggi apriamo uno spazio dedicato alla nostra passione più grande: la Pasta, quella con la P maiuscola.

Forse non tutti sanno che quando la pasta divenne un piatto molto diffuso nelle mense, “nobili e principesche d’Italia” si rifiutavano di mangiarne. Il motivo? Perché era una pietanza ancora mangiata con le mani.

Fu solo attorno al 1800, grazie ad un intraprendente ciambellano di corte di Re Ferdinando II, tal Gennaro Spadaccini, e alla sua geniale idea di utilizzare un arnese con 4 punte corte (la nonna della forchetta), che la Pasta fu servita anche nei pranzi delle corti di tutta Italia e da lì nelle corti di tutto il mondo.

Quando nasce la pasta?

La prima indicazione storica della pasta risale alla civiltà greca (la “laganon“). E’ certo però che furono i Romani a parlare per primi di “lagane“, simili alle attuali lasagne. La pasta come la intendiamo oggi noi, invece, si pensa abbia origini diverse. Dopo l’infondatezza della paternità di Marco Polo, si è scoperto che la pasta nacque tra la caduta dell’Impero Romano e l’avvento degli Arabi, in Sicilia!

Da dove nasce la pasta?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo disturbare il geografo arabo Edrisi, che nel 1154 nell’opera “Kitab-Rugiar” (Libro di Ruggero), descrivendo una zona definita come “alla destra di termini Imerese, nel luogo di TRABIA“. Edrisi disse che lì si producevano dei vermicelli chiamati “itriya” (una specie di spaghetto molto sottile) che potevano approvvigionare tutti i paesi fino in Calabria! Se gli arabi quindi conoscevano già questi Itriya, è pur vero che fu il cambio di tecnica ed ingredienti utilizzati dai Siciliani a condurre ad un prodotto nuovo, gli spaghetti appunto.

 Il primo formato di pasta furono i Maccheroni, il cui etimo si pensa derivi dall’arabo “mu-karana(tun)” che significa mettere in parallelo.

Una ricerca tradizionale siciliana: “Rancia e ciura”

Rancia e ciura” chiusesi, non è una brutta parola ma il nome di un esclusivo sfincione di Chiusa Sclafani. Cos’è lo sfincione? Un tipo particolare di pasta simile all’impasto della pizza, condito con salsa di pomodoro, cipolla, acciughe, formaggio – rigorosamente caciocavallo grattugiato -; questa è la ricetta palermitana, ne esistono poi diverse varianti secondo i gusti e le località, in particolare la “rancia e ciura”, letteralmente arancia e fiori, è un impasto più semplice in bianco aromatizzato e con le acciughe.

La scacciata

La Scacciata è una focaccia tipica del Catanese. Il suo ripieno e la sua forma variano da luogo a luogo. Se è rettangolare, bassa e schiacciata è chiamata “Scaccia” o “Scaccetta“; se è rotonda, spessa e ricca nel ripieno è detta “Mpanata“.

Il ripieno è in genere semplice, ma può essere anche più o meno elaborato; sono però tutte preparazioni cotte dentro una crosta di pasta di pane, il cui ripieno può essere crudo o parzialmente precotto.

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Se vi è venuta l’acquolina in bocca non potete fare altro che venire qui nella nostra splendida isola ad assaggiare un delizioso piatto di pasta (meglio se spaghetti) al pomodoro! Non ve ne pentirete![:en]Perhaps not everyone knows that when pasta became a very popular dish in the canteens, “nobles and princely Italians” refused to eat it. The reason? Because it was a dish eaten using your hands.

It was only around 1800 that, thanks to an enterprising chamberlain of King Ferdinand II’s court, a certain Gennaro Spadaccini, and his brilliant idea of using a tool with 4 short tips (the grandmother of the fork), that Pasta was also served in lunches in courts throughout Italy and from there in courts around the world.

The first historical indication of pasta dates back to the Greek civilization (the “laganon”). However, it is certain that the Romans were the first to speak of “lagane”, similar to today’s lasagna. Pasta as we understand it today, however, is thought to have different origins. It was discovered that pasta was born between the fall of the Roman Empire and the advent of the Arabs, in Sicily!

But where? To answer this question we must disturb the Arab geographer Edrisi, who in 1154 in his work “Kitab-Rugiar” (Book of Roger), describing an area defined as “to the right of terms Imerese, in the place of TRABIA”: Edrisi said that there they produced vermicelli called “itriya” (that is a kind of very thin spaghetti) that could supply all the towns up to Calabria! If the Arabs already knew these Itriyas, it is true that it was the change of technique and ingredients used by the Sicilians that led to a new product, spaghetti.

The first pasta shape was Macaroni, whose etymology is thought to derive from the Arabic “mu-karana (tun)” which means to put in parallel.

A traditional Sicilian research: “Rancia e ciura”

“Rancia e ciura” from Chiusa, is not a bad word but the name of an exclusive sfincione from Chiusa Sclafani. What is sfincione? A particular type of pasta similar to pizza dough, seasoned with tomato sauce, onion, anchovies, cheese – strictly grated caciocavallo -; this is the Palermo recipe, there are also different variations according to tastes and locations, in particular the “rancia e ciura”, literally orange and flowers, is a simpler dough in flavored white and with anchovies.

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If your mouth is watering, all you can do is come here to our beautiful island to taste a delicious dish of pasta (better if spaghetti) with tomato sauce! You will not regret it![:]

[:it]Un viaggio tra i piatti tipici della cucina siciliana[:]

[:it]Un viaggio alla scoperta della cucina siciliana, tra sapori gustosi ed inconfondibili. D’altronde, la Sicilia è una delle regioni italiane più amate al mondo, non solo per la sua bellezza naturale e artistica, ma anche per la sua arte culinaria. Prenditi una pausa dal caos della città ed immergiti nei profumi dei piatti tipici siciliani.

Il team di SicilyandSicilians ha selezionato per te le principali delizie culinarie da scoprire: ecco i nostri consigli!

Il cous cous: la cucina che unisce i popoli

Forse non lo sai, ma la tradizione gastronomica siciliana è il risultato dell’incontro di tante culture diverse: la Sicilia, infatti, è stata e continua ad essere un crocevia di popoli che, venendo a contatto, danno vita a prodotti inediti ed originali che vanno ad influenzare ed arricchire la cultura locale.

Il cous cous è forse il piatto più rappresentativo dell’incontro e dello scambio di culture diverse. Proprio il cous cous è all’origine di un rinomato festival che si svolge nella splendida località balneare di San Vito Lo Capo: il Cous Cous Fest, noto anche come festival dell’integrazione culturale.

Se non vuoi perderti questo appuntamento, visita il sito del festival gastronomico siciliano più gustoso di sempre!

L’arancina: il piatto che stuzzica di più il palato

Immancabile prelibatezza da non perdere è sicuramente l’arancina siciliana. Possiamo definire questo piatto come un vero e proprio orgoglio gastronomico della Sicilia. Dalla forma che richiama quella di un’arancia, l’arancina è una ricetta semplice e allo stesso tempo gustosa: un piccolo timballo di riso, prima impanato e poi fritto, con all’interno un ripieno salato. Uno street food famoso in tutto il mondo, con tantissime e originali varianti: arancini classici al ragù, vegetariani, vegani, a base di pesce, arancini al forno … per tutti i gusti, croccanti, fritti e ripieni. 

E nonostante i palermitani vi diranno “arancina” e i catanesi “arancino”, questa è una specialità che mette tutti d’accordo. Provare per credere!

Il cannolo siciliano: dolcezza e tradizione

Protagonista di questo simbolo della pasticceria siciliana è la dolce crema alla ricotta, avvolta da una croccante cialda arrotolata e fritta. Come tocco finale, una granella di pistacchio, delle scaglie di cioccolato o scorzette di arancia candita e infine, lo zucchero a velo. In ogni caso, il vero cannolo siciliano va riempito al momento per essere gustato adeguatamente: in questo modo non si perderà la friabilità della cialda. E per i più golosi, la farcitura varia dalla crema pasticciera alla chantilly, dalla ricotta di pecora a quella di bufala, o alla crema di pistacchio (rigorosamente proveniente da Bronte).

Non puoi lasciare l’isola senza aver assaporato questa leccornia almeno una volta. Le tue papille gustative ringrazieranno!

I baci panteschi: eccellenza tutta da scoprire

Conosci i baci panteschi? Sono una squisitezza dell’isola di Pantelleria, la meravigliosa isola siciliana chiamata anche isola del vento, dove i tramonti garantiscono uno spettacolo quotidiano. Questo dolce presenta due dischi di pasta frolla fritta farciti con una crema di ricotta e scaglie di cioccolato. Una vera golosità. I dischi di frolla croccanti, realizzati con uno stampo floreale, accompagnano la morbida crema di ricotta. Una vera raffinatezza della cucina siciliana che sorprenderà grandi e bambini: rimarrai a bocca aperta!

Articolo scritto da Gabriella, Lidia, Federica, Emanuela, Annalisa.

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Come puoi notare, la Sicilia è un posto magico da visitare, o meglio da assaggiare, almeno una volta nella vita. Attraverso la cucina siciliana, con le sue prelibatezze e delizie, potrai fare un viaggio sensoriale unico alla scoperta dei tesori della nostra terra. [:]

[:it]San Vito Lo Capo da scoprire[:en]San Vito Lo Capo e Lo Zingaro[:]

[:it]San Vito Lo Capo, in provincia di Trapani, è famosa per il suo mare, uno dei più rinomati paradisi cristallini del sud. La sua spiaggia è considerata tra le migliori d’Italia e sul suo territorio è compresa la parte più occidentale della riserva dello Zingaro.

Il mare di San Vito Lo Capo

Il mare limpido, il fondale che degrada dolcemente e l’assenza di correnti rendono questa zona adatta anche ai nuotatori non esperti e ai più piccoli. Chi, invece, preferisce gli scogli alla sabbia, per fare meravigliosi bagni e divertenti tuffi, ne ha a disposizione una vasta scelta. Il lungomare consente di passeggiare a pochi metri di distanza dalla battigia della spiaggia e dalla strada che porta al faro, alto 40 metri e attivo dal 1859. Una strada panoramica che attraversa l’altopiano e offre alla vista lo splendido paese e il suo golfo. Il porto di San Vito Lo Capo è uno dei più sicuri dell’intera Sicilia. E’ situato all’interno di un golfo chiuso, con due estese secche rocciose che s’infrangono sulle onde. Qui, molti popoli, tra cui romani, fenici, arabi, normanni, spagnoli, venivano a calare le ancore per sfuggire alle tempeste.

La Riserva Naturale dello Zingaro

Da San Vito Lo Capo, si può accedere ad uno degli angoli più magici della Sicilia, la Riserva Naturale dello Zingaro. Muraglioni di roccia calcarea s’innalzano al di sopra di una ricca e florida vegetazione, finendo poi per gettarsi a capofitto nel mare cristallino. Piccole calette sabbiose e grotte sommerse, ricche di pesci e piante marine, si rivelano all’occhio umano. La costa dello Zingaro è uno dei pochissimi tratti della Sicilia che non ha una strada litoranea. Per spostarsi e trasportare merce, si utilizzano i muli, unico mezzo di spostamento disponibile. Nel 1976, erano iniziati alcuni lavori per la costruzione della litoranea Scopello – San Vito Lo Capo, ma furono sospesi in seguito a manifestazioni del mondo ambientalista.

Il Cous Cous Fest

Molte sono le iniziative culturali che si organizzano a San Vito Lo Capo. Dal 1998, la città ospita il Cous Cous Fest, rassegna culturale ed enogastronomica di dieci giorni dedicata a uno dei piatti tipici del Mediterraneo. Oltre a spettacoli dal vivo, si svolge una gara di cous cous, in cui chef provenienti da ogni parte del mondo si impegnano a proporre il piatto cucinato secondo la propria tradizione gastronomica. Costa d’Avorio, Francia, Italia, Senegal, Marocco, Palestina, Tunisia sono solo alcuni dei paesi che nel corso degli anni hanno partecipato alla competizione.

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San Vito Lo Capo è un luogo naturalistico incontaminato da vedere almeno una volta nella vita![:en]San Vito Lo Capo, in the province of Trapani, is famous for its sea and seaside, almost 3 Kilometres of golden sand, it has nothing to envy at the most known paradises of southern seas.

 The Crystal-clear sea, the floor and the lack of streams make this area suitable also for inexperieced swimmers and for children.

 Who prefers rocks, has a wide choice to have marvellous swims and funny dives.The seafront allows to walk near the shore, and also the street taking to the high lighthouse. A panoramic street crosses the plateau, offering a wiew of the wonderful town and its gulf.

The harbour of di San Vito Lo Capo is one of the safest all over Sicily. It is places inside of a closed gulf, with two wide rocky shallows that break the waves, and roman, phoenician, arabian, norman, spanish folks knew it well, infact they came here to drop anchors and to escape storms.

From San Vito Lo Capo, you can accede to one of the most magic corners of Sicily, the Natural Reserve Lo Zingaro, where high rocky walls rule over a rich and florid vegetation, dropping headlong over a crystal sea, revealing small shores and sunken caves rich in fishes and sea plants.

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[:it]Letojanni: piccolo borgo siciliano da scoprire[:en] Letojanni[:]

[:it]Oggi vogliamo farvi scoprire Letojanni, un piccolo comune della provincia di Messina, al centro di una ampia baia compresa tra i promontori di S. Alessio (Forza d’Agrò) e S. Andrea (Taormina).

Alla scoperta di Letojanni

Letojanni si sviluppa a cinque metri sul livello del mare ed il centro si suddivide in due parti. Fino alla metà dell’Ottocento, Letojanni era soltanto un piccolo borgo di pescatori, mentre oggi è una delle più importanti località turistiche siciliane e messinesi. Il santo patrono, San Giuseppe, si festeggia il 19 marzo. La cucina di Letojanni si costituisce principalmente di prodotti locali e, in particolare, di pesce. Altri prodotti sono a disposizione della comunità locale e dei turisti soprattutto durante la stagione estiva e includono le granite con le brioche, i gelati, i meringati di vari gusti e dolci tipici, come i cannoli.

Letojanni è apprezzata per la bellezza del suo mare, intenso e blu, tra i più puri della Sicilia, e per le sue spiagge, dove si alternano sabbia e ghiaia. Il suo lungomare, con le sue palme e i suoi pini, è il luogo ideale per passeggiare, per respirare la salubre brezza marina o per ristorarsi nei numerosi locali della riviera.

La famosa Piazza Durante di Letojanni

Una buona colazione a base di granite e brioches offerte dai bar del paese darà la giusta “carica” per affrontare la mattinata al mare, prendendo la tintarella o praticando i vari sport estivi offerti sul posto. Al calar della sera, si può visitare Piazza Durante e la Chiesa di San Giuseppe. Costruita nel 1700, divenne inagibile nel 1908, a causa di un terremoto. Dopo il suo rifacimento, la nuova chiesa viene inaugurata il 19 marzo 1931, proprio in occasione della festa del santo patrono. Piazza Durante è considerata il salotto della città per eccellenza: ci si dà appuntamento con gli amici e si sceglie il divertimento serale giusto per trascorrere in allegria le tante notti letojannesi.

Questa cittadina è divenuta famosa a livello nazionale anche grazie al cinema. Qui, il celebre attore comico Roberto Benigni ha girato alcune sequenze del suo film “Johnny Stecchino“. Infatti, la scena del barbiere, nello specifico, è stata girata all’interno del locale del barbiere in Piazza Durante. Inoltre, Letojanni è spesso utilizzata come location per numerose fiction televisive.

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Questa era una piccola anteprima delle bellezze naturali e artistiche che potrete ammirare a Letojanni. Questo piccolo gioiello siciliano vi aspetta! Per conoscere tutti gli eventi organizzati a Letojanni, visitate il sito ufficiale del comune. Se invece siete curiosi di conoscere la vicina città di Taormina, andate all’articolo di questa splendida città siciliana.[:en]Letojanni is a town of the province of Messina, placed at five metres above sea level. The center is divided in two parts by the namesake river. Until the half of XIX century, Letojanni was just a little fishermans’ village, now it is one of the most important tourist centers of Sicily.

The notoriety of Letojanni is due to the beauty of its sea, deep and blue, one of the most clean of the Sicily, and of its sandy or pebbly seashores. Its seafront, with palms and pines, is perfect for walks, breathing sea breeze or having lunch in one of the numerous restaurants.

A good breakfast with the typical tasty water-ices and brioches, served in the bars of the town, will give you the right boost to face a morning in the seaside, tanning or doing several summer sports. In the evening you must go to Piazza Durante, salon of the town, and just choose the entertainment for spending the night joyfully with your friends.

This town is known nationwide also because of the Cinema: in fact the famous actor Roberto Benigni has setted here some sequences of his movie “Johnny Stecchino”, and the town is often used as location for several TV movies.

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This was a small preview of the natural and artistic beauties that you can admire in Letojanni. This little Sicilian jewel awaits you! To find out about all the events organized in Letojanni, visit the official website of the municipality. If, on the other hand, you are curious to know the nearby city of Taormina, go to the article of this splendid Sicilian city.[:]

[:it]Surfing tra le onde della Sicilia[:en]Surfin’ Siciliae![:]

[:it]Tutti sanno che la provincia di Palermo è contornata da spiagge bellissime. Ma non tutti, invece, sanno che queste spiagge sono mete di surfisti e amanti degli sport acquatici provenienti da tutto il mondo. Mondello, Cefalù, Trappeto, Cinisi sono solo alcune tra le località preferite per una giornata di surf, con onde che arrivano a toccare anche i 2 metri e mezzo di altezza! L’attività di surfing tra le onde della Sicilia è un’esperienza mozzafiato: provare per credere!

Mondello tra le onde

Mondello è un quartiere e località turistica in provincia di Palermo. La zona è rinomata per la spiaggia, caratterizzata da sabbia bianca e mare cristallino, elementi che la rendono uno dei lidi più ambiti della Sicilia.

Inoltre, a partire dal 1985, la città ospita, una volta all’anno, il “World Festival on the Beach”, una manifestazione che riunisce sportivi e curiosi da tutto il mondo, durante la quale si svolgono competizioni internazionali di Surf, Windsurf, Kitesurf, Vela e Beach Volley. Un ruolo centrale, viene dato anche alle attività artistiche e culturali: sono numerosi i concerti e contest fotografici che si susseguono durante la settimana. Dal 2004, viene organizzato anche un concerto di musica classica, chiamato “Sinfonia On The Beach”, che si svolge in un auditorium in riva al mare.

Una Cefalù spericolata

Cefalù è una località turistica che si trova circa 70 km da Palermo, ai piedi di un promontorio roccioso. E’ nota per le sue bellezze artistiche, per le sue spiagge e per le sue meraviglie naturalistiche. Se vi capita di visitarla a fine agosto, sul lungomare, troverete moltissimi surfisti spericolati, impegnati a cavalcare le lunghe onde al tramonto con le loro tavole. Uno spettacolo da non perdere!

Trappeto e la sua Ciammarita

Ma la spiaggia più frequentata dagli amanti degli sport estremi è “Ciammarita”, a Trappeto, comune siciliano distante 50 km da Palermo. La spiaggia è lunga 3 km e la sua particolare posizione permette di fare il bagno tutto l’anno, dato che le correnti sono poco forti e la temperatura è compresa tra i 16 e i 20 gradi.

E’ uno “Spot”, così si definisce nel gergo surfista, molto amato, soprattutto nel periodo invernale, perché offre onde alte e di forma tubante ed è facilmente raggiungibile con la macchina.

Non siete capaci di surfare? Non preoccupatevi, queste spiagge si possono godere anche solo per prendere il sole o per fare una bella nuotata.

Insomma, la nostra isola non ha niente da invidiare a località famose come Biarritz, Bali, Malibù e tante altre! Perchè allora questa estate non provare l’esperienza indimenticabile di fare surfing tra le onde della Sicilia? Vi aspettiamo!

Non perdetevi altre novità sul nostro sito. Iscrivetevi alla nostra newsletter per rimanere aggiornati su tutte le esperienze indimenticabili da vivere in Sicilia![:en]Everyone knows that the province of Palermo is surrounded by amazing seashores. But not everyone knows that these shores are destinations of surfers and water sports addicted. Mondello, Cefalù, Trappeto, Cinisi are some favourite resorts for a surf day, with waves of almost 2 and half metres.

Mondello, placed in Palermo, is a long spot of white sand and crystal-clear sea. It is really famous, even because once at year it is the host of the “World Festival on the beach”, an event that assembles sportsmen and curioses from all over the world, international Surf, Windsurf, Kitesurf, Sail and Beach Volley competitions.

 Cefalù is a famous tourist spot far 70 kilometres from Palermo, known for its artistic treasures but also for its seashores and naturalistic wonders. If you visit cefalù at the end of august, on the seafront, you’ll find many rash surfers riding the long waves at the sunset with their boards, an amazing show!

But the most famous seashore is “Ciammarita”, Trappeto, far 50 kilometres from Palermo. It’s a cherished “Spot”, as the surfers call it, aboveall in winter time, because it offers high and pipe waves, and it’s easy to be reached by car.

Our Sicily has nothing to envy to famous spots as Biarritz, Bali, Malibù and many more!

Are you not able to surf? Don’t worry about it, these beautiful seasides are good also just to obtain a golden tanning and to have a fine swim.

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[:it]Weekend alla scoperta dell’entroterra palermitano[:]

[:it]Se avete voglia di perdervi tra le bellezze siciliane, questo è l’itinerario che fa per voi! Un weekend alla scoperta dell’entroterra palermitano, ricco di panorami inediti da esplorare.  

Non consideratelo un messaggio promozionale, si tratta solo di qualche consiglio da chi conosce bene questa piccola parte di mondo!

Partenza: Palermo

Partenza da Palermo ore… decidete voi, altrimenti finisce il relax, direzione Corleone (prendete la PA-AG, uscite a Marineo e proseguite sulla statale). La prima tappa, dopo circa 30 minuti di strada, è Ficuzza, dove si può ammirare la Real Casina di caccia, simile alla Reggia di Caserta, immersa nel bosco omonimo, d’alto valore naturalistico.

Ficuzza: Real Casina

Proseguite per Corleone, nota per aver dato i natali ai maggiori boss mafiosi, ma anche alle prime vittime che hanno combattuto per la legalità. Negli ultimi anni, sono stati organizzati diversi eventi per riscattare l’immagine del paese, dalla Festa della Pace (23 maggio) alla notte bianca. A livello artistico, la città è nota per le sue 100 chiese. Da vedere i due fortilizi reali: il castrum superius e il castrum inferius. Dal primo, detto anche torre saracena, è possibile ammirare la “Cascata delle due Rocche“, il salto effettuato dal torrente Corleone; sul secondo sorge l’eremo francescano.

La fame comincia a farsi sentire, così come il bisogno di posare i bagagli.

Bene! Proseguite per Campofiorito, sulla strada troverete l’Agriturismo Giardinello, dove poter gustare piatti tipici locali.

Corleone: castrum inferius

Il viaggio continua a Bisacquino. Prima di entrare nel paese, visitate il Santuario della Madonna del Balzo: sorge su un dirupo del Monte Triona, accessibile tramite una strada rotabile o un’antica strada acciottolata. Da percorrere rigorosamente a piedi e in preghiera, inizia con due grandi obelischi detti “i pileri”.

Entrati nel paese, il senso di marcia obbligato vi porterà alla piazza dove trovate la Chiesa Madre, con vicino il Museo dell’Orologio. Non preoccupatevi se verrete osservati: siete “strani” ovvero forestieri e destate curiosità.

Potete cenare al “Paiolo”, ristorante che si trova nel centro della “movida” bisacquinese.

Bisacquino: corso Umberto

Troverete pub e locali aperti fino a tarda notte, soprattutto il sabato. Non resta che augurarvi buon divertimento e buonanotte!

Un nuovo giorno comincia. Dirigetevi a S.Maria del Bosco, abbazia immersa nel bosco di Calatamauro, un posto veramente suggestivo.

Recatevi al castello di Giuliana, tornate a Chiusa Sclafani per visitare il Collegio e la Chiesa del Carmine. Potete soddisfare il vostro appetito con l’esclusivo sfincione “rancia e ciura”.

Giuliana: castello

Ci sono altre due località che vale la pena visitare: Palazzo Adriano e Prizzi.

Palazzo Adriano ha un cuore antico perfettamente conservato: pietra vive delle facciate, vicoli sassosi e una piazza da Oscar, dove convivono le due anime del paese.

Nella piazza, divenuta celebre nel film “Nuovo cinema paradiso” di Tornatore, si fronteggiano due chiese: la Chiesa di Maria SS. Assunta, utilizzata per il rito greco dagli eredi dei coloni albanesi stabilitesi nel borgo nel ‘400; la Chiesa di Maria SS. Del Lume, che costituisce il centro del rito latino.

Palazzo Adriano: piazza

Paesaggi incantevoli, di rilievo paleontologico e geologico vi aspettano alla Riserva Naturale Valle del Sosio, dove troverete la pietra di Salomone, risalente a 260 milioni di anni fa e la Pietra dei Saraceni.

Visitate il castello di Prizzi, dai cui è possibile ammirare un panorama mozzafiato sulla Valle del Sosio. Il centro è arricchito da murales realizzati da tre artisti siciliani. Prima di ripartire, assaggiate i funghi della borgata Filaga.

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Fateci sapere se vi è piaciuto questo weekend alla scoperta dell’entroterra palermitano! Buon viaggio![:]

[:it]I Beati Paoli: i leggendari paladini della giustizia[:en]Beati Paoli[:]

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Chi sono i misteriosi Beati Paoli

I Beati Paoli è il nome dato ad una leggendaria e misteriosa setta segreta di vendicatori-giustizieri-sicari, sorta in Sicilia, a partire, probabilmente, dal XII secolo a Palermo. L’obiettivo era quello di ”raddrizzare” i torti subiti dalla povera gente. Si pensa che la setta sia nata in reazione allo strapotere e ai soprusi dei nobili, che amministravano anche la giustizia criminale nei loro feudi. Il mito dei Beati Paoli è stato più volte usato da molti per testimoniare l’origine della mafia in Italia. Questa teoria, tuttavia, non può trovare accoglimento, sia per la sua natura organizzativa sia per gli effetti sulla popolazione.

Il romanzo di Natoli

Nel 1909, lo scrittore e giornalista Luigi Natoli scrisse ”I Beati Paoli”, una raccolta delle leggende tramandate oralmente su questa setta. Natoli utilizza personaggi realmente esistiti e personaggi di fantasia e ha ricostruito fedelmente la Palermo del XVIII secolo. Ha tratto preziose informazioni dagli opuscoli del Marchese di Villabianca e ne fece oggetto di un fortunatissimo romanzo pubblicato a puntate sul “Giornale di Sicilia”. Dal romanzo, è stato tratto anche un film, del 1947, intitolato I cavalieri delle maschere nere (I Beati Paoli).

Una Palermo segreta

E’ difficile stabilire la verità storica di questa setta, ma ciò che è effettivamente reale è l’ambientazione: la Palermo sotterranea, principalmente quella che ricade sotto il quartiere “Capo”. Fra le molteplici cavità che presenta il sottosuolo della metropoli palermitana, scavate dall’antico fiume Papireto, ve ne sono alcune che la fantasia popolare ha fatto proprie e che resistono alla mentalità dei secoli. Le camere dello scirocco, utilizzate durante il XVI secolo per potersi difendere dalla calura estiva, esistenti al di sotto di alcuni palazzi nobiliari, sono state spesso indicate come luoghi di riunione e sede della misteriosa setta.

La Grotta dei Beati Paoli

La “Grotta dei Beati Paoli” è una cavità sotterranea esistente nel quartiere del Capo, in prossimità della chiesa di Santa Maria di Gesù, detta S. Maruzza. Sempre secondo la leggenda, la setta degli incappucciati neri la utilizzava come tribunale. Essa si collegava attraverso tortuosi cunicoli ad altre cavità sotterranee, facendo molto probabilmente parte del complesso di catacombe cristiane, ancora esistenti nei pressi dell’antica Porta D’Ossuna.

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Questa era un’interessante curiosità della nostra amata Sicilia: i misteriosi Beati Paoli, che continuano ancora oggi ad essere nell’immaginario collettivo dei palermitani, tra mistero e leggenda, tra fantasia e realtà. Per allora non iniziare a leggere il romanzo di Natoli su questa setta siciliana segreta? Fateci sapere se vi è piaciuta questa storia accattivante![:en]Beati Paoli is the name of a secretive sect of avengers, risen in Sicily, from XII century, with the aim to vindicate poor persons. The society was born to oppose against the excessive power of Nobles, whose administered directly even the criminal justice on their fief.

In 1909 the writer Luigi Natoli gathered all the oral legends and the informations from the pampleth of the Marquis of Villabianca, and created a famous novel, pubblished in episodes on the “Giornale di Sicilia”.

It is very difficult to establish the historical truth of this sect, but the setting is real: the nether Palermo, mainly the area under the quarter called “Capo”. There are many pits under the metropolis, excavated by the ancient river Papireto, some created by the popular fancy. The “Sirocco Rooms” used in XVI century to defend from the summer sultry weather, are often suggested as site of meetings of the mysterious sect.

The famous “Grotta dei Beati Paoli” is a nether pit near the church of Santa Maria di Gesù, called S. Maruzza, where, as the story goes, the sect of the black hoods established its court. It was linked to several nether pits by tortuous tunnels, being part of the compound of early Christian catacombs, still existing near the ancient Porta D’Ossuna.

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[:it]Taormina: la perla del turismo siciliano[:en]Taormina….the pearl of the tourism in Sicily[:]

[:it]Colorata, divertente, affascinante, insolita, maestosa. E’ una delle mete siciliane preferite dal turismo internazionale nonché il luogo dei primi insediamenti greci dell’300 a.C: Taormina.

Un po’ di storia

Piccolo comune italiano di poco più di 10.000 abitanti della città metropolitana di Messina, il suo nome originale era Tauromènion; sulla sua nascita non si hanno molte notizie certe. Nacque come insediamento greco, fu un’ importante roccaforte bizantina, ma divenne anche uno dei principali centri della cultura musulmana in Sicilia cambiando il proprio nome in “Al muizziah” nel 902 d.C.

Al centro della sua bellezza sta il suo antico teatro romano edificato nel II secolo dopo Cristo, che si sviluppa in un punto che sembra collegare il mare all’Etna, il vulcano che sovrasta Catania. Avrebbe origine ellenistica, ma si presenta totalmente romano nel suo aspetto oggi visibile. In pieno e tardo Impero, l’edificio ospitò le venationes, spettacoli di lotta tra gladiatori e bestie feroci e l’orchestra si trasformò in arena. In epoca tardo antica, venne realizzato il portico alle spalle della scena. L’invasione dei Vandali e il successivo decadimento dell’Impero ne hanno determinato l’abbandono. A partire dagli anni 50, il teatro è stato utilizzato come struttura per la rappresentazione di varie forme di spettacolo, dal teatro ai concerti, dall’opera lirica al balletto.

I siti archeologici da visitare

I maggiori siti archeologici che vi consigliamo di visitare sono:

Dal XIX secolo, la città è importante tappa del Grand Tour in Europa: giovani nobili, studiosi ed intellettuali decidono di fermarsi proprio a Taormina per scrivere romanzi, studiare le antiche rovine, ammaliati dalle sue bellezze artistiche.

Oggi rappresenta il salotto “buono” del turismo di Catania, nonché fulcro di alcuni tra i principali eventi culturali dell’isola.

Eventi da non perdere a Taormina

I principali eventi ruotano attorno al Taormina Arte, l’istituzione culturale che cura l’organizzazione di tutti gli eventi artistici: il Taormina Film Fest – il festival del Cinema di Taormina, con la prestigiosa cerimonia della consegna dei Nastri d’argento dai giornalisti cinematografici al Teatro antico e il Giuseppe Sinopoli festival. Dal 2010, a Taormina si svolge Taobuk, il Taormina International Book Festival che da anni è luogo di incontri e dibattiti, con ospiti italiani e internazionali non solo della letteratura, ma anche del cinema, della filosofia, dell’arte, della musica, della ristorazione.

Nonostante Taormina stia soffrendo negli ultimi anni di uno spopolamento, quest’anno il 43º vertice del G7 sarà una buona vetrina per la città: infatti, il 26 e 27 maggio il vertice si terrà proprio al Palacongressi di Taormina! Un’occasione di rinascita a livello internazionale che darà sicuramente visibilità come meta di turismo in Italia.

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Taormina, la perla per eccellenza del turismo siciliano, è pronta ad accogliervi con le sue bellezze archeologiche, storiche e artistiche![:en]Colourful, amazing, unusual, purple..it’s one of the Sicilian destinations preferred by the international tourism as well as the place of the first Greek installations to 300 b.C: Taormina .

The original name of the little town was Tauromènion; there aren’t a lot of certain news on its birth. It was born by Greek installation, it was an important Byzantine fortress but it also became one of the principal place of the Moslem culture in Sicily changing its name in “Al muizziah” during the 902 a.C..

Today it represents the heart of the luxury tourism around Catania as well as fulcrum of some of principal cultural events of the island.

The most important tourist attraction is its ancient Roman theatre that was built in the II century after Christ and was established in a point that seems to connect the sea to the Etna, the volcano that overtops Catania.

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[:it]Monreale: gioiello architettonico unico al mondo[:en]Monreale and its treasures[:]

[:it]Monreale è un comune in provincia di Palermo, in Sicilia, ed è conosciuto nel mondo principalmente per il suo splendido duomo moresco-bizantino del XII secolo. Un gioiello architettonico capace di lasciare a bocca aperta turisti di ogni parte del mondo!

Questa chiesa è infatti monumento nazionale di Italia e una delle principali attrazioni turistiche della Sicilia. Addirittura nel 2015 il sito Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’Unesco.

Lo stile di questo monumento è composito, poiché si uniscono gusti differenti che rimandano all’architettura dell’Europa del nord e all’arte araba. Le due torri sono massicce e solenni e fiancheggiano il portico d’ingresso, costruito nel XVIII secolo. Tuttavia, non conservano la loro forma originale poichè, in seguito ad un fulmine, una è rimasta mutilata. Il prospetto principale, seguendo una tipologia francese, è racchiuso da torri angolari di cui si conservano quella meridionale, mentre il portico è d’epoca rinascimentale.

L’interno è illuminato da magnifici mosaici rilucenti d’oro che creano l’illusione di trovarsi in un luogo paradisiaco. Questi narrano l’intera storia del Cristianesimo nei momenti dell’attesa di Cristo, della sua vicenda terrena e di ciò che è avvenuto dopo la sua morte e resurrezione. Sebbene rimandino alla cultura bizantina, questi mosaici, soprattutto quelli recenti, risentono del linguaggio romanico di quelli di San Marco, a Venezia.

Il chiostro della cattedrale è un vero capolavoro dell’arte della scultura e dell’intarsio di pietre dure. Le 228 colonnine gemine, ognuna delle quali presenta decori differenti, sono sormontate da elaboratissimi capitelli che sostengono archi d’ispirazione araba. Nell’angolo meridionale, il recinto quadrato con la fontana ad alto stelo evoca la forma del tronco di una palma. Un chiaro rimando alle magiche atmosfere delle dimore orientali.

Qui il link per le info sugli orari di apertura del Duomo di Monreale. Se volete invece fare una passeggiata in città e partecipare ad eventi e feste, vi consigliamo di visitare il sito di questa bellissima città siciliana.

Un evento da non perdere per immergervi nella tradizione e nella cultura siciliana è sicuramente la grande festa dedicata al SS. Crocifisso, patrono di Monreale: durante questi giorni (indicativamente a maggio di ogni anno), la piazza e le strade del paese si riempiono di persone. Molte si recano in chiesa per assistere alla novena che si celebra nei giorni antecedenti alla processione.

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Se volete ammirare le bellezze di Monreale, non vi resta che fare le valigie e partire… che aspettate?[:en]Monreale is a town in the province of Palermo, in Sicily, and it is famous all over the world mainly for its wonderful cathedral of the XII century. The church is a national monument of Italy and one of the most important artistical attractions of Sicily.

The style of this monument is composite, made by the mix of different cultures of northern Europe and Arabian art. The main prospect is made of four corner towers and the porch is of the Reinassance age.

The inner is lightened by magnificent golden mosaics, which portray the whole history of the Christianity, from the origins to Jesus and His death and resurrection.

The cloister of the cathedral is a real masterpiece of sculpture and inlaiding rocks. It is made up by 228 little pilasters, each one with different decorations and overcome by very elaborated capitals of Arabian inspiration.

An event not to be missed to immerse yourself in Sicilian tradition and culture is certainly the great festival dedicated to the SS. Crocifisso, patron saint of Monreale: during these days (approximately in May of each year), the square and the streets of the town are full of people, many of whom go to the church to attend the novena which is celebrated in the days preceding the procession.

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[:it]Erice: tesoro medievale siciliano affacciato sul mare[:en] Erice[:]

[:it]Da una splendida posizione che sovrasta il panorama di Trapani….silenziosa, calma, tranquilla… proprio sulla sommità del Monte San Giuliano, si staglia Erice.

Un itinerario alla scoperta di Erice

Passate le sue mura di cinta (risalenti a ben il VII secolo avanti Cristo), attraversando le strette viuzze su cui si affacciano pittoreschi cortili fioriti, si ha la sensazione di essere catapultati in un’altra epoca….così perdendosi si avrà modo di visitare alcuni tra i suoi più bei tesori:

  • il Castello Normanno
  • il Duomo o Matrice
  • il Quartiere Spagnolo

Festival medievali tra le antiche chiese

Erice accoglie più di sessanta chiese, tra cui quelle di San Martino, San Cataldo, San Giuliano, San Giovanni Battista. Ogni estate, riecheggiano le musiche medievali recuperate alla memoria da artisti di fama internazionale proposte durante la Settimana di Musica Medievale e Rinascimentale.

All’origine di Erice

Il nome di Erice deriva da Erix, un personaggio mitologico, figlio di Afrodite e di Bute, ucciso da Eracle. la città ha origini antichissime: secondo Tucidide, fu fondata dai Troiani, che fuggendo nel Mar Mediterraneo avrebbero trovato il posto ideale per insediarvisi; sempre secondo la leggenda, i Troiani avrebbero poi dato vita al popolo degli Elimi. Ma Erice fu un luogo di importanza strategica e religiosa anche per Romani, Cartaginesi, Greci e Normanni. Dal 1963 è sede del Centro di cultura scientifica Ettore Majorana, dedicato agli studi scientifici. Oggi, nel centro cittadino, posto sulla vetta dell’omonimo Monte Erice, risiedono poco più di 1000 abitanti, mentre la maggior parte della popolazione risiede a valle, nell’abitato di Casa Santa, proseguo della città di Trapani.

Se vi trovate in questa splendida città siciliana durante le vacanze pasquali, non potete mancare alla Processione dei Misteri di Erice, manifestazione religiosa che si celebra il Venerdì Santo. I confrati della Congregazione del Purgatorio aprono il corteo, indossando una tunica bianca ricamata di rosso. i Misteri sono portati in spalla e vengono allineati dinanzi la chiesa di San Giuliano, luogo di partenza. I confrati, pertanto, sono pronti per percorrere le suggestive strade cittadine, per far poi ritorno alle prime luci della sera.

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Come avete letto, Erice conserva intatto il fascino di antico bordo medievale animato da botteghe di artigianato tipico: le ceramiche finemente decorate, i tappeti variopinti tessuti a mano, i tradizionali dolci come la Genovese alla crema, dolce di pastafrolla con zucchero a velo sulla parte superiore e “Mustaccioli“, antichi biscotti fatti nei conventi di clausura. Non avete ancora fatto le valigie? Questo splendido tesoro medievale affacciato sul mare vi sta aspettando![:en]On the height of San Giuliano hill, overtopping Trapani, quiet between the clouds, there is the city of Erice.

The city is surrounded by huge walls of  Elymian builiding (VII century.B.C.) with at its corners: the Norman Castle; the cathedral (1314), and the spanish quarter. The old town center has a typical Medieval city plant  with little squares, narrow and wiggly ways and amazing flowering courts.

 Erice takes more than sixty churches, such as San Martino, San Cataldo, San Giuliano, San Giovanni Battista. Every summer, you can listen old Medieval music during the Week of Medieval and Reinassance music.

Erice has very ancient origins: Thucydides tells that it was founded by Trojan, giving life to elymian folks. But Erice was a strategic and religious site also for Roman, Phoenician, Greek and Norman. From 1963 Erice hosts important scientific meetings at the Ettore Majorana center.

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As you have read, Erice preserves intact the charm of an ancient medieval border animated by typical craft shops: the finely decorated ceramics, the colorful hand-woven carpets, the traditional sweets such as the Genovese with cream, shortcrust pastry with icing sugar on the side Superiore and “Mustaccioli”, ancient biscuits made in cloistered convents. Haven’t packed your bags yet? This splendid medieval treasure overlooking the sea is waiting for you![:]

[:it]Educare in Sicilia: il racconto del silenzio di Silvia[:en]Sicilian education: Silvia’s silence tale[:]

educare in sicilia

[:it]Silvia Petrucci ci racconta la sua visione di madre sulle relazioni sociali e sull’educare in sicilia, e lo fa con lo strumento più antico a disposizione dell’uomo: l’arte della parola e della scrittura, tessendo un racconto che si nutre di immaginazione e quotidianità.

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[:it]Letteratura siciliana: Annalisa Arcoleo racconta Runk[:en]Sicilian literature: Annalisa Arcoleo speaks about Runk[:]

letteratura sicilia

[:it]

Può la letteratura siciliana spronare i giovani a dare il massimo in un’epoca dominata dal precariato e deformata dal dilemma della post-verità e dalla svalutazione di una cultura globalizzata ma sempre più frammentata?

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[:it]Farm cultural park: il festival di arte e architettura di Favara [:en]Farm Cultural Park: the Art and Architecture fest of Favara[:]

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[:it]Un festival di Arte e architettura in Sicilia? Esiste a Favara, e quest’anno celebra il suo settimo anniversario esplorando i linguaggi dell’arte contemporanea, della musica e del design!

Il declivio di Monte Caltafaraci è stato nel corso dei secoli testimone di arte e tradizioni provenienti da culture che ne hanno forgiato la storia. Per questo la città di Favara oggi è ricca di reperti che ne testimoniano il travagliato passato. Tuttavia, una città di oltre 30.000 abitanti non può vivere esclusivamente di quello che è stato: l’incedere del tempo rende obsoleta qualsiasi cosa. Così, mentre i turisti internazionali continuano e continueranno a restare a bocca aperta di fronte alle meraviglie storiche della Sicilia, c’è una generazione di giovani che non si accontenta e intende rilanciare il profilo della città all’insegna del dinamismo, cogliendo quel che di buono ha da offrire la modernità.

Farm Cultural Parkfestival di arte e architettura è un progetto che punta proprio a questo: far convivere presente e futuro in un’ottica di reciproca valorizzazione.
Il progetto, giunto alla settima edizione, consiste in un Centro Culturale Indipendente dove arte e cultura fungono da strumenti nobili per rinnovare l’identità di Favara, proiettandola in avanti. Quest’anno la voglia di mettersi in gioco è alta, tanto che i fondatori hanno organizzato un festival di 7 giorni in cui arte, architettura, musica e design si mescoleranno per regalarvi divertimento e scoperta. Tra le tante performance e iniziative che si susseguiranno durante la settimana che va dal 23 giugno all’1 luglio 2017, ve ne segnalamo alcune:
Venerdì 23 giugno: ai Sette Cortili l’Architetto Raul Pantaleo dello studio TAMassociati, già Curatore del Padiglione Italia della quindicesima Biennale di Architettura di Venezia, dopo aver incontrato i bambini di Sou della Scuola di Architettura per bambini presenterà il suo libro “La sporca bellezza”, edito da Elèuthera e frutto delle tantissime sfide di architettura affrontate dal suo studio nei posti più impervi del pianeta.

Sabato 24 giugno: al Giardino della Kolymbethra,  nel Parco Valle dei Templi di Agrigento, Farm cura una delle serate estive del FAI proponendo uno spettacolo onirico ed emozionale: “Il tempo dei limoni” a cura del Collettivo MoDem / Scenario Pubblico. A seguire Sergio Beercock + MNTY: artista anglo-siciliano che tra voce, elettronica e teatro sorprenderà il pubblicodella Valle. Infine un piccolo omaggio di Claudio Collovà a Ludovico Corrao, fondatore delle Orestiadi di Gibellina, a testimoniare un uomo che ha costruito moltissimo e che viene ricordato come un esempio unico in Sicilia.

Domenica 25 giugno:festival di arte e architettura alle 19.00 si festeggia la chiusura dell’anno di Sou, con il patrocinio del Politecnico di Milano. I bambini della Scuola presenteranno il loro progetto di fine anno: suggestione per la Città di Favara e i suoi abitanti, il progetto consiste di un complesso immobiliare da collocare nell’area del crollo che ha determinato la scomparsa delle piccole Chiara e Marianna, nella costruzione di un’accogliente casa moderna per i bambini migranti che sbarcano in Sicilia senza genitori e di un piccolo Museo per la tutela dei diritti dell’infanzia.

Martedì 27 giugno: alle 19.00 tutti al QUID per l’inaugurazione della seconda edizione del Fuori Farm, quest’anno dedicata al Giappone per celebrare il 150° anniversario delle relazioni istituzionali tra i nostri due paesi. Fuori Farm è un evento internazionale che coinvolge i visitatori in un’esperienza urbana dove arte e architettura ridefiniscono la bellezza.

Mercoledì 28 giugno: assisterete all’inaugurazione del Mercato Sette Cortili, il nuovo grande progetto Farm Cultural Park che prevede la valorizzazione dello street food siciliano nato da sforzi, sacrifici e tanta passione.

festival di arte e architetturaGiovedì 29 e Venerdì 30 giugno: Moshi moshi call from Tokyo: Farm e Favara battono bandiera giapponese! Saranno infatti due giornate di incontri, scambi, amicizia e divertimento con una delegazione di 60 artisti giapponesi appartenenti alla Japan Artists International Society.
Giovedì: alle 18.00 Farm Cultural Park inaugura al Castello Chiaramonte, a Palazzo Cafisi e ai Sette Cortili “L’Arte è di Tutti”, la 49° edizione della Japanese Today Visual Art Exhibition, che prevederà l’esibizione di ben 275 artisti giapponesi per un’immersione dei sensi nella cultura del Sol Levante. Tra gli artisti anche Kurihara Koho che si esibirà in un’intrigante performance di calligrafia.
Venerdì: Alle 19 “What is CO-Dividuality?”, esposizione che indaga il rapporto degli spazi pubblici all’interno di edifici privati -e viceversa- perpetrato dall’architettura post-individualista dell’era della Sharing Economy, con un particolare focus sul tema delle «Shared Houses», presentando progetti dei nomi più importanti dell’architettura giapponese tra cui Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa, entrambi vincitori del Premio Pritzker.
Alle ore 20 accoglieremo Hon. Samuel Kofi Ahiave Dzamesi, Ministry of Chieftaincy and Religious Affairs del Ghana, al quale sarà presentato il lavoro di residenza di arte relazionale dell’artista-antropologa italo-americana Noel Gazzano. Noel, attraverso la realizzazione di un “indumento universale”, cioè adatto a qualunque persona a prescindere da età, sesso e dimensione socio-culturale, mira a promuovere l’uguaglianza di tutti gli esseri umani.

festival di arte e architetturaSabato 1 luglio tutti pronti per soffiare le candeline: a partire dalle 19 si celebrerà in grande il compleanno di Farm Cultural Park! Sarà difficile riconoscere i Sette Cortili con la nuova facciata di Raft progettata dal collettivo portoghese di architetti Ponto Atelier, e vivacizzata da Riad Farm, il progetto curatoriale a base di musica, illustrazione e giardinaggio a cura di Chiara Manchovas e Andrea Buzzi che vi farà perdere nella suggestività della location. Infine alle 22.00 è festa: prima con il live di Nicolò Carnesi, che in 3 anni ci ha regalato i due gioielli di “Ho una galassia nell’armadio” e “Bellissima noia”, rinvigorendo meravigliosamente il panorama del cantautorato italiano, poi voglia di dance all night con il DJ Ignazio Gullo, che si preoccuperà di non farvi stare fermi neanche un istante.

Anche quest’anno i creatori di Farm Cultural Park sono riusciti a creare un festival di arte e architettura di assoluto spessore per tutti gli appassionati in materia, alzando notevolmente l’asticella della qualità in termini di valorizzazione culturale urbana. Noi di Sicily & Sicilians non possiamo far altro che consigliarvi questa esperienza che non solo vi intratterrà divertendovi, ma vi arricchirà anche a livello umano, culturale e sociale.

 [:en]

An Art and Architecture Festival in Sicily? You have one in Favara, this year celebrating its seventh anniversary by exploring the languages of contemporary art, music and design!

The slope of Monte Caltafaraci has witnessed over the centuries many arts and traditions that forged its history. For this reason the city of Favara today is full of evidences that testify a troubled past. However, a city of more than 30,000 people can’t live exclusively on passed history: the flowing of time makes everything obsolete. So, while international tourists continue to be stunned  by the historic wonders Sicily has to offer them, there’s a generation of young people who’s unsatisfied and wants to revitalize the city’s profile in the name of dynamism, taking what’s good about modernity.

farm-cultural-parkFarm Cultural Park is a project that focuses on this: to bring together present and future so that Favara’s heritage will be enhanced.
The 7th edition of FCP consists of an Independent Cultural Center where art and culture serve as noble instruments to renew Favara’s identity, projecting it forward. This year the founders have arranged a 7-day festival where art, architecture, music and design will blend to give you fun and discovery. Among the many performances and initiatives that will take place during the week from 23 June to 1 July 2017, we will point out some of them:
Friday, June 23: The Architect Raul Pantaleo of the TAM Associates, former Curator of Italy’s Pavilion of the fifteenth Venice Architecture Biennale, after meeting the Sou Children of
Children’s Architecture School will present his book “Dirty Beauty” and the result of the many architectural challenges faced by his study in the most impoverished places of the planet.

Saturday, June 24: At the Kolymbethra Garden, in the Agrigento Valley Park, Farm will take care of one of FAI’s summer evenings, offering a dreamy and emotional show: “The Time of Lemons” by the Collective MoDem / Public Scenario. To follow, Sergio Beercock + MNTY: an Anglo-Sicilian artist who will surprise the audience with voice, electronics and theater. Finally, a small tribute by Claudio Collova to Ludovico Corrao, founde

Sunday, June 25: At 7.00pm they will celebrate the closing of the year of Sou, with the patronage of the Politecnico di Milano. The children of the School will present their year-end project: a suggestion for the City of Favara and its inhabitants, the project consists of a complex property to be r of Orestiadi di Gibellina, to remember this man as a unique example in Sicily.placed in the collapsed area that led to the disappearance of the small Chiara and Marianna; in the construction of a cozy modern home for migrant children disembarking in Sicily without parents and a small Museum dedicated to the Protection of Children Rights.

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Tuesday, June 27th: At 7pm, everyone must go to QUID for the inauguration of Fuori Farm second edition, this year dedicated to Japan, in order to celebrate the 150th anniversary of institutional relations between our two countries. Outside Farm is an international event that involves visitors in an urban experience where art and architecture try to redefine beauty.

farm-cultural-parkWednesday, June 28: You will attend the inauguration of the Seven Cortile Market, the new large Farm Cultural Park project that envisages the valorization of Sicilian street food, made with sacrifices and passion.

Thursday 29 and Friday, June 30: Moshi moshi call from Tokyo:  two days of meetings, exchanges, friendship and fun with a delegation of 60 Japanese artists from the Japan Artists International Society.
On Thursday: at 6.00pm Farm Cultural Park inaugurates the 49th edition of the Japanese Today Visual Art Exhibition at Chiaramonte Castle, Palazzo Cafisi and the Seven Courtyards “L’Arte è di Tutti”, which will include the exhibition of 275 Japanese artists for an immersion of the senses in the culture of the Solomon Islands. Among the artists are also Kurihara Koho who will make an intriguing calligraphy performance.

On Friday: At 7.00pm “What is CO-Dividuality?”, An exhibition exploring the relationship between public spaces within private buildings -and vice versa- perpetrated by the post-individualist architecture of the Sharing Economy era, with a particular focus on the theme of the “Shared Houses”, featuring projects by some of the most important names of Japanese architecture including Kazuyo Sejima and Ryue Nishizawaboth winners of the Pritzker prize.
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Saturday, July 1st: get ready to blow candles as the birthday party of Farm Cultural Park is going to be celebrated! It will be difficult to recognize the Seven Courtyards with the new Raft Facade designed by the Portuguese collective of Ponto Atelier architects, and enlivened by Riad Farm, the curatorial project based on music, illustration and gardening by Chiara Manchovas and Andrea Buzzi, who will make you lose your mind. Finally, at 10.00pm, the celebration: firstly with the gig of Nicolò Carnesi, then with DJ Ignazio Gullo, who will care about not to make you stop dancing.

Even this year, founders of Farm Cultural Park managed to create an art and architecture festival of utmost importance, considerably raising the quality of the projects involved, in terms of urban and cultural enhancement. The Festival will definitely be an occasion not to be missed, that’s why this summer you have no excuses: prepare your luggage and fly to Sicily to enjoy this incredible experience!

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[:it]Sonia Benvenuto _ Pittura[:]

[:it]Pittura a olio su tela - Il Duomo Acese - Sonia BenvenutoAd Acireale nel 1989 nasce Sonia Benvenuto, una giovane artista emergente siciliana che si dedica alla pittura.

Le doti e le passioni artistiche erano presenti nell’artista sin dall’infanzia. Nel 2007 consegue la maturità presso il Liceo Artistico Brunelleschi. L’anno successivo decide di continuare gli studi artistici presso l’Accademia di Catania dove consegue la laurea di I e II livello in pittura.

La giovane artista, attraverso una continua ed instancabile ricerca artistica, arricchisce la sua conoscenza con nuovi materiali e nuove tecniche, senza mai tralasciare le solide basi formative acquisite nella sua bella Sicilia.

 

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[:it]Arianna Strano _ Fotografia[:]

[:it]Fotografia- Ponte dei Saraceni- Arianna StranoArianna Strano è una giovane artista emergente siciliana, amante della fotografia. La sua passione per la fotografia nasce nel momento in cui realizza che attraverso uno scatto può fermare il tempo, fissando un’immagine, in quell’istante, per anni e anni.

La sua fotografia non si concentra solo su un genere, in quanto ama cogliere l’attimo in base anche al contesto e al luogo in cui si trova, che sia un paesaggio, che sia davanti ad una struttura o fra gli sguardi e le espressioni della gente.

Predilige la fotografia notturna e il light painting. Inoltre ama osservare e andare alla ricerca delle espressioni sui volti delle persone.

 

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[:it]Mikhail Albano _ Pittura[:]

[:it]Pittura-Al di la del campo-Mikhail AlbanoMikhail Albano è un giovane artista siciliano emergente di origine russa.

La sua per la pittura è una passione che coltiva sin da piccolo. L’artista non ha neanche frequentato il Liceo Artistico e, solo dopo il diploma all’istituto Commerciale per Geometri, ha poi deciso di approfondire questa sua attitudine. Infatti, ha conseguito il Diploma di Pittura di I° Livello all’Accademia di Belle Arti di Catania.

Principalmente il suo lavoro riguarda la pittura ad olio ma ama spaziare e fare tutto quello che è l’arte del disegno che sia grafite, acquerello, tempera, acrilico, affresco, illustrazione, incisione o grafica.  Il realismo-figurativo lo affascina molto e sin dall’inizio dei suoi studi ha cercato di praticarlo. Il pittore realizza principalmente ritratti.

Una figura che lo ha conquistato e che è spesso protagonista dei suoi dipinti è il pachiderma.

 

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[:it]Chiara Fiorentino _ Fotografia[:]

[:it]FOTOGRAFIA- BAIDA- CHIARA FIORENTINOLa giovane artista siciliana Chiara Fiorentino nasce nel 1995 a Palermo. La fotografa utilizza il nome d’arte di Claire.

I suoi scatti raffigurano la bellezza e la semplicità di alcuni dei più celebri luoghi palermitani: Mondello, Teatro Massimo, la Cattedrale, il mercato del Capo, il Charleston, Baida, il Giardino Inglese e Termini Imerese.

Chiara non ha una tecnica precisa e scatta semplicemente quando le piace un paesaggio. Spera inoltre che un giorno questa sua passione possa divenire il suo lavoro.

Ha anche realizzato un video per mostrare a tutti la bellezza dei luoghi storici, del cibo, e del bellissimo mare che troviamo nella città di Palermo.

 

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[:it]Roberto Lombino _ Fotografia[:]

[:it]Fotografia - Ambulante sconosciuto - Roberto LombinoRoberto Lombino, aka DaddyCool91, è un giovane artista siciliano emergente, nato a Palermo nel 1991.

Attraverso questi scatti cerca di raccontare la complessità della commedia umana che da secoli si ripete inesorabilmente e meravigliosamente nei meandri della città antica di Palermo.

Queste fotografie appartengono ad un progetto ancora in divenire. L’artista non sa però ancora quando e come finirà. Di certo sa solo che le strade di Palermo vivono. Esse sono teatro perenne di vicende, movimenti e contraddizioni formali.

Crede che i volti, i gesti, delle persone che ogni giorno inconsapevolmente abitano la bellezza di questa città meritino di essere immortalati nel modo che più li si addice, prima che spariscano per sempre.

[Best_Wordpress_Gallery id=”117″ gal_title=”Roberto Lombino”]

Questo artista è stato invitato a partecipare a “Made OF Sicily”, prima MostraEvento di Sicily & Sicilians.

Scopri qui il programma della mostra a Palermo!

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[:it]Leonarda Amico _ Pittura[:]

[:it]Pittura su ceramica - Stress a palle (su fondo nero) - LedaCreaLeonarda Amico, aka LedaCrea, è una giovane artista emergente siciliana che dopo gli studi presso il Liceo Artistico di Trapani, si trasferisce a Caltagirone dove, presso un maestro vasaio, impara l’arte del tornio. Da lì nasce l’idea di aprire un laboratorio nel suo paese natìo: Erice.

Così nel 2005 comincia il lavoro di ricerca basato sull’interpretazione della ceramica tradizionale, alla quale aggiunge un tocco di originalità giocando con i colori (periodo che l’artista definisce “verde” e “periodo giallo”). L’estro creativo le apre nuovi orizzonti e così, fra nuovi decori e modellati, nasce il “periodo rosso”, caratterizzato da decori floreali verde ramina su campiture rosso corallo.
Durante il suo cammino di ricerca di un suo personale linguaggio artistico non trascura la vanità femminile e crea una linea variegata di bigiotteria in ceramica e terracotta.

La Laurea in Beni Culturali (con tesi sulle protomaioliche tipo Gela), conseguita nel 2013, chiude il cerchio aggiungendo un tassello importante al suo cammino e contribuendo alla sua formazione professionale. Attualmente sta sperimentando il suo linguaggio applicandolo su supporti differenti dalla ceramica come legno, stoffa, plexiglas. 

 

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[:it]Valeria Gandolfo _ Fotografia[:]

[:it]Fotografia - Far Away - Valeria GandolfoValeria Gandolfo, aka walegando, è una giovane artista emergente siciliana, studentessa all’ultimo anno di specialistica in Didattica Museale.

L’artista dice di essere attratta da qualsiasi forma d’arte ed essendo arte anche la fotografia, anch’essa è divenuta in modo naturale un’ennesima sua passione. E’ parte di lei da circa 8 anni e benché sia nata come una dilettevole passione, cresce e prende forma con lo studio e l’impegno profuso durante i corsi frequentati presso l’Accademia di Belle Arti.

L’amore nei confronti di Palermo nasce proprio dal momento in cui decide di condurre i suoi studi accademici in questa città. La fotografa ritiene che non si possa far altro, ritrovandosi in essa, che porsi sempre nelle condizioni di ricercare la bellezza che la contraddistingue ed è proprio da lì che prende vita il suo scopo.

Vuole raccontare ciò che è il bello di questa Palermo, con un taglio personale e singolare.

Nei suoi progetti futuri c’è la volontà di unire le sue due più grandi passioni: l’amore per l’arte e la fotografia, mettendo in luce quello che è il bello della comune e odierna routine in cui si vive, che molto spesso la frenesia dei giorni e del tempo non ci permette di cogliere. Vuole donare all’osservatore quella seconda possibilità che molto spesso non è concessa, al fine di rivivere un’istante perso.

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[:it]Antonino Di Trapani _ Fotografia[:]

[:it]Fotografia - Sicilia, le acque dell'Alfa tra le spine dell'Omega - Antonino Di TrapaniL’artista emergente siciliano Antonino Di Trapani, aka il Re poesia, è da sempre un appassionato della fotografia artistica.

Ritiene infatti che uno scatto possa essere una poesia istantanea, con il potere di fermare il tempo a nostro favore. Oltre ad essere un amante della fotografia, Antonino è uno scrittore che ha pubblicato ben 4 libri di poesie. Altre 6 opere letterarie già terminate attendono invece pubblicazione.

Scrive inoltre versi in francese, inglese, spagnolo, siciliano, riflessioni filosofiche e testi canori e colleziona scatti fotografici a sfondo artistico che a breve faranno parte di un libro. Recita anche in teatro ed ha partecipato a diverse trasmissioni televisive regionali dove ha presentato i suoi libri e declamato poesie.

 

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[:it]Francesco Gaita _ Videoart[:]

[:it]Francesco Gaita, aka Domopak, è un giovane artista siciliano emergente di 20 anni, che sogna di fare il videomaker.

Sin da piccolo smanettava con la camera in VHS del padre e guardava milioni di cassette, crescendo così con il mito del cinema.

Con gli anni ha studiato da autodidatta, partecipando a numerosi concorsi come la Convention Pirandelliana con il corto “L’uomo allo Specchio”. Ha anche vinto il terzo premio a livello regionale in un concorso sulle dipendenze ed ha partecipato per tre anni consecutivi alla manifestazione “Palermo Scienza”, vincendo il video contest al suo secondo anno di partecipazione con il video-documentario “The Falling Energy”. Finiti gli studi liceali ha intrapreso gli studi in Accademia per concretizzare quello che da poco era diventato un “lavoretto”.

Attualmente il giovane artista sta lavorando a numerosi progetti, ma tra web series e corti quello che lo preme maggiormente è il suo primo lungometraggio.

 

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[:it]Giuseppe Traca _ Videoart[:]

[:it]Il giovane artista emergente siciliano Giuseppe Traca, aka Pepinho, è nato nel 1984 a Caltagirone e si definisce un Siciliano DOC.

L’artista si ritiene eternamente distratto dal sole e dal mare della sua terra, che ama profondamente. Proprio per questo, cerca di raccontare, a suo modo, attraverso i contenuti che crea, tutte le meraviglie della natura siciliana che ha la fortuna di vedere ogni giorno.

Giuseppe è un “creators”: utilizza ogni strumento a sua disposizione per dare libero sfogo a tutta la sua creatività. Realizza contenuti che condivide sul web, tramite i quali esprime se stesso ed il suo constante bisogno di comunicare, sempre nella costante ricerca di nuovi punti di vista.

 

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[:it]Sergio Sciortino _ Pittura[:]

[:it]Pittura - DA'DA' - Sergio SciortinoSergio Sciortino è un giovane artista siciliano emergente che, per la realizzazione delle sue opere, utilizza tecniche e materiali differenti. Ciò si accorda con l’ esigenza del pittore di ragionare per prospettive diverse, stimolando la curiosità dell’osservatore, curiosità che origina e narra “esperienza”.

Nell’esaltazione di una parte della realtà, all’interno delle varie opere pittoriche, xilografiche , scultoree e nella scelta di stili e soggetti differenti, spesso in contrasto, altre volte allegorici, l’artista manifesta l’istintivo e inesauribile desiderio di scoperta. Coglie così cose anche piccole, apparentemente irrilevanti, da cui possiamo imparare più di quanto sembra.

Le “forme” e la cifra stilistica carica di ironia, tendono quasi sempre ad una “autenticità primitiva”, che in realtà deriva soltanto dalla necessità di estendere questo valore a tutti e a tutto e di procedere verso l’unità senza rinnegare le origini. In ogni dettaglio e in ogni scelta di colore, in ogni intaglio, in ogni sequenza narrativa di una rappresentazione, sta la promessa di un valore che dobbiamo cercare e portare alla luce.

Bisogna quindi sacrificare una parte della realtà per esaltarne un’ altra, in una molteplicità di punti di vista, nessuno dei quali è considerato assoluto. Nella creazione di limiti, sta la negazione che giustifica il progetto di una totalità da conquistare.

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[:it]Lilian Russo _ Pittura[:]

[:it]Pittura - 1°Mondo - Lilian RussoLa giovane artista siciliana emergente Lilian Russo dipinge da sempre.

Dopo la laurea in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Palermo nel 2006, si è specializzata in Arti Visive presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano nel 2009. A Milano ha collaborato poi per tre anni in qualità di assistente presso una galleria d’Arte Contemporanea, la BAG: Bel Art Gallery. Per quasi due anni ha avuto l’onore di dipingere presso lo studio del pittore Marco Cingolani. In quegli anni ha collaborato con diversi artisti e preso parte a numerose esposizioni collettive nei pressi di Brera.

La pittrice ama sperimentare ed utilizzare numerose tecniche, differenti materiali e formati. Predilige la pittura olio su tela ma si trova anche molto a suo agio anche con il disegno.

La sua ricerca pittorica è incentrata sulla necessità dell’espressione e sulla necessità che ha l’uomo di trovare risposte attraverso la riflessione. Per lei la pittura è un esercizio zen. E’ meditazione, ma è anche azione. E’ poesia ed è spiritualità. Per Lilian la pittura è matematica, è chimica, è musica, è filosofia, è geometria e giunge a livelli a cui la parola non sempre ha accesso.

 

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[:it]Davide Di Martino _ Videoart[:]

[:it]Davide di Martino, aka davidepax, è un giovane artista emergente siciliano. Si definisce un artista digitale in primis, video maker e fotografo in secundis. Seguendo le sue passioni, plasma nuove realtà.

Matura la sua esperienza nel video editing dal 2010; questa sua passione è nata e cresciuta grazie agli studi accademici ma non solo. Ha collaborato con Canecapovolto, un’associazione culturale famosa per il concept ed il cinema sperimentale. Quest’esperienza gli ha permesso di ampliare le sue conoscenze professionali anche nel campo dello sperimentale e del documentario. Insieme ai ragazzi dell’associazione ed altri enti ha realizzato le riprese per un documentario sull’Outsider art siciliana e alcuni videoclip di vario genere. Inoltre, l’esperienza con la televisione (Rai 2) ha confermato ed aumentato le sue capacità tecniche.

Tutte queste esperienze lavorative nel settore privato e non, gli hanno permesso di crescere dal punto di vista umano e professionale, soprattutto nella realizzazione dei documentari e nella ricerca personale di stile ed evoluzione poetica. Davide è un’amante del suono e grazie alle collaborazioni precedenti ha maturato esperienza nel campo sonoro.

 

Questo artista è stato invitato a partecipare a “Made OF Sicily”, prima MostraEvento di Sicily & Sicilians.

Scopri qui il programma della mostra a Palermo!

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[:it]Margherita Atzori _ Scultura[:]

[:it]Crochet Food- Polvere D'oro- Margherita AtzoriL’artista emergente sarda Margherita Atzori s’interessa di Street Art, principalmente del movimento artistico dello Yarn Bombing, che per la prima volta ha fatto debuttare a Cagliari nel 2011 attraverso le prime installazioni in lana. Il progetto è molto amato e portato tuttora avanti con successo sotto il nome di “Guerrilla Crochet Casteddu”.

I lavori hanno lo scopo non solo di denunciare e combattere il degrado urbano ma anche quello di far riflettere il passante attraverso dei messaggi che spesso accompagnano i manufatti.

Il Crochet Food art è l’arte di creare cibi e pietanze dall’aspetto il più possibile veritiero. La nuova tendenza viene dagli States, con la complicità del Giappone. La tecnica utilizzata in questi manufatti vuole essere una promozione di alcuni dei prodotti gastronomici siciliani in chiave ironica, fresca e giovane.

 

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[:it]Marco Maiorana _ Fotografia[:]

[:it]Fotografia - Sweet Fall - Marco Fato MaioranaIl giovane artista emergente siciliano Marco Maiorana, aka Marco Fato, ha sempre rifiutato l’idea di un insegnamento tecnico/accademico e, nonostante abbia frequentato un corso settoriale, si considera un autodidatta.

Adora sperimentare ed imparare dagli errori e reputa sia questa, secondo l’artista, la vera scuola da seguire: quella interiore, quella personale, quella istintiva che ti permette di non avere schemi mentali e possibili blocchi artistici.

Non ama l’artificialità nella fotografia. Predilige per questo scattare con la luce naturale e soprattutto nei ritratti ama giocare con quello che ha a disposizione in quel determinato momento. In qualche maniera, questo modo di fare poco convenzionale lascia una firma indelebile sui suoi scatti, senza però alterarli.

Attualmente non ha alcun progetto fotografico specifico in atto ed è sempre alla ricerca di nuove ispirazioni. Marco è anche un iger (nome account: ill.fato).

 

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[:it]Luciano Giaconia _ Fotografia[:]

[:it]Fotografia- San Vito Lo Capo - Vista dal molo - Luciano GiaconiaLuciano Giaconia è un giovane artista siciliano emergente, i cui scatti nascono dall’ispirazione del “momento” che cattura e porta via con sè. Non si reputa un professionista anche perché quello che ha prodotto lo ha imparato da autodidatta. Quello che lo spinge a migliorarsi è l’ambizione di riuscire sempre più a condensare e trasmettere le sue emozioni tramite i suoi scatti. Vuole creare un filo conduttore diretto occhi-anima.

Nei suoi lavori non segue una linea guida fissa. Ama variare, passare dalle lunghe esposizioni alla street photography. Ha operato questa selezione di lavori cercando di mantenersi vicino al tema dei tesori della nostra terra.

Non potevano mancare scatti del percorso arabo normanno, senza dimenticare la bellezza di autentici gioielli come la valle dei templi, San Vito Lo Capo e Cefalù, e mostrando anche un pizzico di quel che concerne il folklore siculo, come nello scatto del suggestivo tataratà Castelterminese. I colori delle Madonie e di un mercato storico Palermitano completano un po’ il quadro.

 

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[:it]Nadia Musmeci _ Fotografia[:]

[:it]Fotografia-Digitale-Etna-Nadia MusmeciLa giovane artista emergente siciliana Nadia Musmeci nasce a Catania nel 1986.

Al fine di seguire le proprie passioni artistiche, intraprende gli studi presso l’Accademia di Belle Arti di Catania, conseguendo nel luglio 2016, la Laurea di primo livello in “Pittura”, con valutazione finale di 110 e lode. Centro di interesse dei suoi studi sono le arti visive.
Tra le esperienze artistiche più significative si segnala la partecipazione al “19° concorso internazionale Scultura da vivere”, fondazione Peano, Cuneo, 2015. Recentemente, ha ricevuto da parte del MIUR un importante riconoscimento; il 2° premio nella categoria “Installazioni Multimediali”, con il progetto multimediale di gruppo: “Paesaggi dell’anima” nell’ambito del Concorso Nazionale Premio “Claudio Abbado” 2015, indetto dall’Accademia di Belle Arti di Roma. Attualmente frequenta il biennio specialistico in fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Catania.

La sua convinzione più grande è che l’arte lasci ogni artista libero a molteplici possibilità creative, interpretative ed espressive del mondo circostante. Per tale motivo, ognuno di noi filtra con la propria sensibilità e il proprio sguardo ciò che ci circonda, fornendo molteplici punti di vista di uno stesso soggetto, di uno stesso attimo, di uno stesso luogo. In questo senso la fotografia, secondo Nadia Musmeci, contribuisce a creare “tracce della propria esistenza”.
Ed è proprio con questo spirito che l’artista ha scelto le fotografie del progetto, nel tentativo di fornire una molteplicità di interpretazioni sulle mille sfaccettature culturali, cromatiche ed estetiche della Sicilia.

 

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[:it]Luca Mannino _ Scultura[:]

[:it]Scultura- Trinacrina cicciottina 1- Luca ManninoL’artista siciliano emergente Luca Mannino nasce a Palermo nel 1980. Oltre ad essere uno scultore è anche uno scenografo e illustratore grafico.

Dopo la laurea nel 2007 in pittura, fonda e dirige il collettivo artistico BOX36, partecipando allo stesso tempo a numerose mostre personali e collettive in tutto il territorio nazionale e internazionale.

Ha realizzato scenografie per il teatro, pubblicità e videoclip, illustrato fiabe e disegnato copertine per romanzi e album musicali. Dal 2010 tiene laboratori artistici per bambini e giovani adulti affetti dallo spettro autistico, utilizzando l’arte come strumento per favorire l’inclusione, la coesione e la collaborazione tra individui.

 

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Questo artista è stato invitato a partecipare a “Made OF Sicily”, prima MostraEvento di Sicily & Sicilians.

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[:it]Lucrezia Bonaventura _ Fotografia[:]

[:it]Fotografia- 6 - Lucrezia BonaventuraLa giovane artista siciliana emergente Lucrezia Bonaventura è nata a Catania nel 1990.

Sempre nella stessa città ha intrapreso gli studi all’istituto statale d’arte e successivamente si è diplomata a Cambridge, dove si è specializzata in grafica pubblicitaria. Una volta terminato il liceo, ha poi iniziato una scuola di cinematografia a Barcellona, con indirizzo fotografia e postproduzione.

Le 15 foto qui presentate sono state scattate negli anni e in lungo e in largo per la Sicilia. Le città raffigurate sono: Catania, Siracusa, Palermo, Trapani, Portopalo, Agrigento, Favignana.

 

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[:it]Nicola Castello _ Fotografia[:]

[:it]Fotografia - Gangi - Nicola CastelloL’artista siciliano emergente Nicola Castello nasce a Nicosia nel 1971 ma attualmente vive ed opera a Gangi.

Nicola rende chiaro di non voler fare il fotografo di professione ma di voler semplicemente fotografare, senza avere alcuna restrizione ed essere sottoposto a regole.

L’artista non ha alcun vincolo legato a commesse e committenti e ha quindi la conseguente libertà di scattare solo quando e se ne ha voglia. Ama realizzare i suoi lavori soprattutto per strada, per raccogliere la vera anima dei luoghi e delle persone.

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[:it]Vincenzo Lo Scrudato _ Digitalart[:]

[:it]Fotografia- 8 specchiamento-metamorfosi n.8-Vincenzo Lo ScrudatoIl giovane artista siciliano emergente Vincenzo Lo Scrudato è uno studente all’ultimo anno di Graphic Design all’Accademia di Belle Arti di Palermo.

Si approccia all’arte studiando fotografia, inizialmente in maniera “classica”, producendo un progetto profondamente inspirato a Edward Weston in bianco e nero.
In seguito inizia il progetto “Metamorfosi” inspirandosi alla poetica e alle tecniche delle sperimentazioni fotografiche cubiste.

Le opere, nonostante facciano parte della stesso progetto “Metamorfosi”, si suddividono  in due sottofamiglie: nella prima (n.1-n.5) l’opera si pone al di sopra dello spettatore travolgendolo di significato e di carico emotivo; al contrario, nella seconda fase (n.6-n.10) è lo spettatore che unisce significante e significato facendolo suo, in rapporto diretto con l’opera, proiettandosi dentro se stesso.
Il giovane fotografo ritiene che il suo progetto sia ancora aperto ed in continuo sviluppo.

[Best_Wordpress_Gallery id=”103″ gal_title=”Vincenzo Lo Scrudato”]

Questo artista è stato invitato a partecipare a “Made OF Sicily”, prima MostraEvento di Sicily & Sicilians.

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[:it]Laura Adragna _ Fotografia[:]

[:it]Fotografia- Lo sguardo- Laura AdragnaLa giovane artista emergente siciliana Laura Adragna, aka Laura1994, si ritiene una semplice ragazza di 22 anni alla ricerca e alla scoperta di se stessa e del mondo.

Il suo più grande desiderio è quello di viaggiare e di poter immortalare, attraverso la fotografia, tutto ciò che la circonda.

Il genere di fotografia che predilige è la street photography. E ‘ proprio la sua grande passione per quest’ultima che l’ha spinta a decidere di studiare all’Accademia di Belle Arti in Olanda, dove attualmente vive.

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[:it]Giovanni Surdi _ Fotografia[:]

[:it]Fotografia-Al centro di Palermo-Giovanni SurdiL‘artista emergente siciliano Giovanni Surdi, aka GShark80, ha cominciato a fotografare circa un anno fa per puro caso e da quel giorno l’amore per la fotografia non lo ha più lasciato.

Attraverso i suoi scatti cerca di lasciar trasparire i sentimenti e le emozioni che prova quando si perde ad osservare ciò che si trova davanti all’obiettivo della sua reflex.

Nelle sue opere l’artista risalta l’amore per la sua splendida città, Palermo, la passione per le bellezze architettoniche e i tesori d’arte, il cielo, il mare, le tradizioni, la sua Terra. La sua ricerca artistica si ritrova nei dettagli e in tutto ciò che suscita in lui profonde emozioni pronte per essere fissate in uno scatto.

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[:it]Fulvio Governale _ Scultura[:]

[:it]Scultura - Interiore - Fulvio GovernaleIl giovane artista siciliano emergente Fulvio Governale, aka FuGo, nasce a Palermo nel 1991.

Fin da piccolo sviluppa un particolare interesse per il disegno tanto che decide di iscriversi prima al liceo artistico della sua città e successivamente all’Accademia di Belle Arti di Palermo, seguendo il corso di I livello in scultura. Qui apprende diverse tecniche scultoree e a lavorare diversi materiali come: l’argilla, il gesso, la resina, gomme siliconiche, pietre, marmo e il legno.

La sua poetica si incentra sulle emozioni interiori dell’uomo e usa la scultura come mezzo per esprimerle. Parallelamente crea anche oggetti e personaggi legati al mondo della letteratura e del cinema.
Nel 2016 alcuni suoi lavori sono stati pubblicati nel catalogo “Arte e artisti contemporanei” della casa editrice Pagine.
I suoi progetti futuri comprendono principalmente il completamento degli studi con l’iscrizione al corso di II livello in scultura, sempre presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo.

 

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[:it]Fabio Megna _ Pittura[:]

[:it]Pittura- 3-Fabio MegnaIl giovane artista emergente siciliano Fabio Megna nasce a Palermo nel 1993. Attualmente frequenta il biennio specialistico all’Accademia di Belle Arti, dove nel 2016  consegue il titolo di diploma accademico di primo livello.

Il giovane artista, adesso orientato verso una pittura surreale, simbolica e gotica, in precedenza ha affrontato diversi stili e tecniche artistiche, dalla pittura tradizionale alla street art, fino ad arrivare alla progettazione e alla realizzazione di installazioni su plexiglass. Il suo lavoro attuale si concentra sulla creazione di uno spazio di narrazione surreale, abitato da figure grottesche, bizzarre e mostruose, che suscitano stupore e ricordano di gran lunga le cupe raffigurazioni della tradizione medievale nordica e la favolistica siciliana, non priva di altrettanto macabre rappresentazioni.

L’intento dell’autore è lo sbigottimento dato nel mostrare figure deformi che, ad un primo impatto, la nostra coscienza si limiterà ad aborrire, relegandole al mondo artistico. Ma chi vi scruterà all’interno, chi vi riporterà attenzione, potrà scorgere elementi così comuni a noi esseri umani, portandoci a credere che queste creature siano più vicine a noi di quanto pensiamo.

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Questo artista è stato invitato a partecipare a “Made OF Sicily”, prima MostraEvento di Sicily & Sicilians.

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[:it]Emanuele Bonaventura _ Fotografia[:]

[:it]Fotografia- Al di qua del deserto - Emanuele BonaventuraLa fotografia come il cinema, per il giovane artista siciliano emergente Emanuele Bonaventura sono stati amori a prima vista.

Innamorato di entrambe le arti, le definisce come due sorelle gemelle differenti tra loro, ma con tratti più che comuni. Ha maturato la sua formazione accademica presso l’università “Sapienza” di Roma, dove era iscritto al corso di studi “Arti e Scienze dello Spettacolo”. In quel periodo romano, alimenta la passione  per le arti visive non solo a livello universitario, ma  frequentando anche corsi di cinema e di fotografia e studiando da autodidatta nelle mura domestiche. Finito il percorso universitario, si divide tra l’insegnamento e la cura di progetti personali come mostre, video clip e cortometraggi.

Gli scatti fotografici che ha realizzato mostrano quasi sempre lo stesso core, cercano di raccontare, contesti, colori e storie  generate dall’immaginario, come in un film sul grande schermo. Attraverso la  fotografia, l’artista vorrebbe stimolare delle domande in chi guarda, come ad esempio: cosa si nasconderà in fondo a quel vicolo? Come mai c’è una porta aperta? Dove si  staranno dirigendo i protagonisti di questa storia?

Attualmente si dedica allo studio delle ombre, ricercando il suo significato più inconscio e filosofico. Precedentemente aveva analizzato le architetture e le infrastrutture delle grandi metropoli, focalizzandosi sulle grandi opere realizzate da artisti con una sconfinata immaginazione.

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[:it]Elisa Anna Bono _ Pittura[:]

[:it]Pittura-Coralli-Elisa Anna BonoLa giovane artista emergente Elisa Anna Bono nasce a Castelvetrano nel 1980 ma ha sempre vissuto a Sciacca (AG) dove tutt’ora esercita l’attività artistica nel campo della pittura e della ceramica. Dopo aver conseguito il diploma di “Maestro d’arte”, ha immediatamente intrapreso il mestiere di ceramista presso alcune botteghe locali, maturando un’esperienza che si  ben presto affinata, fino a dare vita ad un’arte che vede l’uso di tecniche miste nella realizzazione di pezzi resi unici dall’utilizzo di materiali di vario tipo.

L’arte di Elisa Bono è ormai riconosciuta sul territorio saccense, poiché le sue opere sono presenti in varie manifestazioni estive legate alla promozione della cultura e dell’arte come veicolo di comunicazione. Piace ricordare quanto l’artista ami mettere a disposizione le sue doti di artista nel sociale, dedicandosi ad attività di volontariato con le scuole locali e le comunità che ospitano ragazzi disabili.

Il nome di Elisa Bono è ormai conosciuto anche sul territorio nazionale da quando ha dato lustro alla sua città esponendo le sue opere alla Biennale della creatività di Verona, alla Biennale di Parigi Hôtel Bank, non ché dopo la pubblicazione su “Protagonisti dell’arte 2014-dal XIX secolo ad oggi“, curato da Paolo Levi, di  una sua opera, “La solitudine”. Ha partecipato anche alla X Biennale d’arte di Firenze dal 17 al 25 ottobre 2015, con le opere “Insoddisfazione Umana” e la “ Solitudine”.

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[:it]BEST PRACTICE MADE IN SUD: Antonino Di Trapani[:]

[:it]Credete che la poesia sia oramai un genere letterario morto? Specialmente quella scritta in dialetto? Oggi vi presentiamo un giovane siciliano che vi farà ricredere su tutto quello che avete pensato fino ad ora.  Antonino Di Trapani, classe 1978, è un poeta-filosofo “siciliano doc” che compone poesie scritte in dialetto siciliano e che proprio per questa sua passione si fa chiamare “Il Re Poesia”. Il giovane poeta, oltre che scrivere nel dialetto locale, compone opere anche in numerose lingue straniere ma la sua preferita rimane comunque l’antica lingua della sua amata Terra: la Sicilia. Incuriositi e desiderosi di capire cosa significhi essere un poeta nel 2017, abbiamo rivolto una breve intervista ad Antonino Di Trapani.

 

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Ciao Antonino, innanzitutto complimenti per la tue poesie! Spiegheresti ai nostri lettori chi sei e cosa fai?

Ciao ragazzi, un caro saluto a voi e ai vostri lettori! Sono un poeta-filosofo palermitano, vivo e creo suggestioni letterarie a Palermo. Scrivo versi non solo in italiano e in lingua siciliana, ma altresì in francese, inglese, e spagnolo; finora ho pubblicato quattro sillogi poetiche: “Le voci del cuore” nel 2015, “Au nom de l’amour”, “Fino alla morte del sole”, e “Faiddi d’infinitu” nel 2016. Quest’ultima fresca vincitrice della diciottesima edizione del premio Ignazio Buttitta, contiene al suo interno la lirica “Cusu ricordi” premiata alla kermesse letteraria internazionale Città di Marineo. Altre sei opere letterarie già terminate attendono invece prossima pubblicazione. Tra esse c’è una ricca raccolta di riflessioni filosofiche, collezioni di poesie in lingua straniera, nazionale e regionale. Sono anche paroliere di testi canori e un collezionista di scatti fotografici personali a sfondo artistico.

Se ti dovessi descrivere utilizzando solo 3 parole, quale useresti?

Idealista, Sincero, Romantico.

Da dove nasce questa tua passione?

Nasce dal desiderio di riuscire a scindere l’atomo della verità, affinché si sprigioni una benefica energia rinnovabile d’amore, accessibile a tutti coloro che ambiscono a rivendicare il loro status d’essere umani pensanti, a tutti i cocciuti che rimangono ad oltranza padroni di sogni inalienabili.

FAIDDI D'INFINITU- Antonino di trapaniCom’è la vita di un giovane poeta siciliano nel 2017?

Come la vita di un Eschimese a Marrakech, trovatosi davanti a un caotico bazar di voci dissonanti nella canicola africana del 15 Agosto. La società attuale è succube della precarietà emotiva; la crisi economica e la susseguente mancanza di soddisfacenti visioni prospettiche, che portino a credere con fiducia nel futuro, hanno favorito l’attuale decadenza, il drastico ridimensionamento della resilienza collettiva e l’allontanamento degli uomini dalla cultura, dalla spiritualità dell’arte. Oramai viviamo nella barbarie dell’egocentrismo assoluto che svilisce i fertili sentimenti. Dove regna l’egoismo non c’è posto per la sensibilità, non c’è spazio per l’unità che rivendica bisogni e diritti. Il sole ha un’importanza rilevante perché opera in un sistema di pianeti fluttuanti tra forze d’equilibrio, che generano unità negli intenti universali di madre natura. Nonostante quindi il campo esistenziale del 2017 presenti voragini inquietanti e un evidente processo di laterizzazione, l’aratro della mia penna rifiuta la resa, hasta la cosecha siempre! Trigo o muerte, venceremos!

Tu sei un ottimo esempio di artista che non segue le mode e che anzi cerca, in controtendenza, di far rivivere le tradizioni del passato. Noi di Sicily & Sicilians vogliamo esaltare le eccellenze sicule e tu rappresenti proprio una di queste. Proprio per questo motivo, vuoi dire qualcosa a tutti i tuoi giovani conterranei che magari come te hanno una passione “atipica” ma si sentono “fuori luogo” e mettono il loro talento da parte per omologarsi alla contemporaneità?

La tradizione è una verità che viene dal passato. Non ha la scadenza come lo yogurt, dunque è cosa buona e giusta tenerla cara anche nel presente e nel futuro. Ai giovani dico che rinnegare sé stessi significa conoscere la morte in anteprima respirando ancora, l’arte rende liberi anche gli schiavi in catene.

 

Qui il link del profilo delle opere artistiche di Antonino, enjoy! :)[:]

[:it]Deborah Di Gregorio _ Pittura[:]

[:it]Pittura-1-Deborah Di GregorioLa giovane artista emergente siciliana Deborah Di Gregorio, aka Ddg, ha conseguito il diploma di Maestro d’arte in Oreficeria e successivamente si è laureata all’Accademia delle Belle Arti nella sezione Pittura. Attualmente è iscritta alla Magistrale in Storia dell’Arte dei beni culturali.

La sua tecnica sta nell’utilizzo di numerosi e svariati materiali e profumi di origine siciliana. L’artista utilizza colori ad olio, acrilici, sabbia vulcanica, sassolini di mare, agrumi di Sicilia tra cui cedri, limoni, arance, fiori e piante di Pesco essiccate colorate e profumate.

Tutte le sue opere sono frutto di molteplici studi per approfondire le vere legende sulla nostra terra: la Sicilia.
Per portare avanti tutto ciò che in precedenza altri artisti non hanno saputo cogliere, Deborah ricerca tecniche uniche non utilizzate prima per far riscoprire la ricchezza e l’anima della nostra terra.

[Best_Wordpress_Gallery id=”96″ gal_title=”Deborah Di Gregorio”][:]

[:it]Davide Dimartino _ Scultura[:]

[:it]Scultura-Contadino-Davide DimartinoLo scultore emergente siciliano Davide Dimartino ha ottenuto il diploma presso l’istituto tecnico industriale di Ragusa.

L’artista si ritiene fortunato ad aver conosciuto un bravo ceramista operante a Ragusa di nome Criscione, che gli ha permesso di frequentare la sua bottega per un breve periodo molto proficuo però per Davide.

E’ sempre stato affascinato dalla scultura antica classica greca e romana così come, allo stesso modo, dai costumi tipici della nostra terra siciliana.

Le sue sculture prendono ispirazione dalla semplicità dei contadini e delle contadine siciliane; raffigurano sia la loro sofferenza nella vita quotidiana immersa nel duro lavoro dei campi sia mestieri antichi oramai soppiantati dalle nuove tecnologie.

[Best_Wordpress_Gallery id=”95″ gal_title=”Davide Dimartino”]

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[:it]Daniele Marsala _ Fotografia[:]

[:it]Fotografia - Panorama Termitano - Daniele MarsalaDaniele Marsala è un giovane regista emergente termitano che, attraverso la sua arte,  vuole veramente cambiare il modo di vedere delle cose, esaltando allo stesso tempo le tradizioni popolari e le feste di paese.

La sua ricerca spazia nel territorio siciliano, dove ritiene che ci sia la più bella luce che ogni lente può cogliere. I lavori, con i quali ha fatto conoscere la sua poetica, sono dei cortometraggi sulle feste religiose della sua città, sulle problematiche del territorio, su tematiche sociali, su brani musicali e su storie comiche.

Attualmente ha in fase di lavorazione altri tre cortometraggi che andranno online nei prossimi mesi. Nel tempo libero si dedica alla pittura e all’infiorata, che ogni anno organizza, disegnando più di 50 metri di tappeto infiorato. L’artista si dedica anche alla musica e all’arte della cartapesta.

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[:it]Cinzia Assennato _ Pittura[:]

[:it]Tecnica mista - Nostalgico Paesaggio - AiznicLa formazione pittorica della giovane artista siciliana Cinzia Assennato, aka AIZNIC, nasce da un’ossessione per la ricerca cromatica.

La pittrice ritiene che i colori siano gli elementi principali che le permettono di trovare la sua essenza come artista. Si serve della natura e delle sue forme bizzarre per poi plasmarle sulla tela secondo il suo stato d’animo.

Inoltre cerca di dare spessore alle sue opere inserendo delle carte ruvide o addirittura delle garze, che poi evidenzia con un effetto cromatico contrastante.

Ogni volta che l’artista realizza i suoi lavori, cerca di rappresentare ciò che la rende felice, mettendo così in scena sulla tela gli attimi più importanti della sua esistenza.

[Best_Wordpress_Gallery id=”93″ gal_title=”Cinzia Assennato”][:]

[:it]Mario Paisello _ Scultura[:]

[:it]Scultura-Assemblage-Stella di Madelyn-StarokL’artista emergente Mario Paisello è un restauratore di mobili antichi oltre che uno scultore che usa il nome d’arte Starok.

La tecnica utilizzata da Mario per la realizzazione dei suoi lavori è l’assemblaggio compositivo figurativo.
La sua poetica è racchiusa nella frase “L’arte è gioia di spirito, fiore dell’ immaginazione e frutto di lavoro che dal nulla crea bellezza!
Lo scultore è alla continua ricerca di una geometria “caleidoscopica” che possa esprimersi in una diversa forma-d’arte innovativa.

Tra gli attuali progetti ha dei lavori in corso d’opera, grazie ai quali spera un giorno di affermarsi in campo artistico. Da circa due anni partecipa anche al Fuorisalone di Milano.

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[:it]Maria D’Atria _ Fotografia[:]

[:it]Fotografia- A postcard from Palermo- Maria D'AtriaLa fotografia per la giovane artista emergente Maria d’Atria è sempre stata una grande passione.

Infatti è stata da sempre affascinata dall’idea di poter immortalare momenti, paesaggi, bellezze architettoniche. L’interesse per immortalare la bellezza di monumenti e particolarità architettoniche è cresciuto anche grazie agli studi che la giovane ha compiuto presso un Istituto per Geometri.

Seppur non utilizzi attrezzature altamente professionali, la fotografa emergente cerca sempre di scattare fotografie che possano farle ricordare la bellezza del soggetto della fotografia e le emozioni provate in quel momento.

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[:it]Chiara Antoci _ Fotografia[:]

[:it]Fotografia- Agrigento- Antoci ChiaraLa giovane artista siciliana emergente Chiara Antoci nasce a Siracusa nel 1986. Si appassiona di fotografia quando era ancora una bambina, grazie al padre che era un fotografo professionista e al quale faceva da assistente.

Man mano che gli anni passano, la giovane artista capisce che sarebbe diventata una fotografa di professione. Così inizialmente partecipa a diverse mostre e scatta soggetti sconosciuti fino a quando, come ogni altro artista, non trova la sua personale linea fotografica.

La fotografa ama girare la sua bella Sicilia e i suoi luoghi per immortalare tutti quei paesaggi stupendi con la sua macchina fotografica, che porta sempre con sé ovunque vada.

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[:it]Stefano Liga _ Fotografia[:]

[:it]Fotografia - Isolato - Stefano LigaStefano Liga è un giovane artista emergente siciliano, che ha cominciato a fotografare circa un anno fa e ritiene di essersi innamorato da subito della fotografia.

Dopo un primo periodo di studio da autodidatta, ha frequentato un corso di fotografia presso l’associazione Imago a Palermo e continua ancora oggi ad avere rapporti con l’associazione per la quale ha anche organizzato diverse uscite fotografiche principalmente di street photography.

Stefano cerca, attraverso le sue foto, di raccontare Palermo e la Sicilia focalizzandosi sull’eterogeneità di questa terra che, nonostante tutte le contraddizioni e i suoi lati spesso poco felici, offre notevoli spunti di espressione artistica.

[Best_Wordpress_Gallery id=”88″ gal_title=”Stfeano Liga”]

Questo artista è stato invitato a partecipare a “Made OF Sicily”, prima MostraEvento di Sicily & Sicilians.

Scopri qui il programma della mostra a Palermo!

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[:it]Laura Lauricella _ Fotografia[:]

[:it]Fotografia - Isola pedonale - Laura LauricellaL’interesse per l’arte per la giovane artista emergente siciliana Laura Lauricella nasce colorando i bozzetti degli abiti che la nonna cuciva in casa e continua facendo la piccola guida turistica a Palazzo Branciforte, in occasione della manifestazione “Palermo apre le porte. La scuola adotta un monumento”, con i compagni delle elementari.
Dopo essersi diplomata al liceo artistico “E. Catalano” di Palermo, indirizzo pittura, ha frequentato il corso di scenografia all’Accademia di Belle Arti.

La sua passione per la fotografia è venuta fuori grazie alla realizzazione di un video per un esame da sostenere. Il video intitolato “Era una volta”, nato con l’intento di mettere in evidenza quello che Palermo ha perso dal punto di vista storico/architettonico nel corso del ‘900, mette a confronto tra passato e presente diversi angoli della città attraverso una serie di foto in dissolvenza.

Così, dopo la laurea, ha continuato a girare per il centro storico addentrandosi in vicoli e cortili scoprendolo per davvero, volgendo un attenzione particolare su chiese e edifici storici abbandonati e ha iniziato a creare un archivio che conta, al momento, circa 160 monumenti.

La sua idea è quella di far conoscere, attraverso le sue foto, angoli e tesori nascosti di Palermo, sia ai turisti sia agli stessi palermitani che, aldilà dei monumenti più famosi, non sembra conoscano altro.

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[:it]Linda Di Salvo _ Pittura[:]

[:it]Pittura -Il girasole-Linda Di SalvoLinda Di Salvo è un’artista emergente siciliana che nasce come disegnatrice.
Ha studiato presso il Liceo artistico “E.Catalano” e successivamente ha proseguito gli studi umanistici all’università.

Le tematiche che l’artista tratta nelle sue opere sono diverse: dall’amore sofferto e non corrisposto passa all’ispirarsi alle persone che la circondano ed a ciò che le succede intorno. Inizialmente per enfatizzare il senso di tragicità, che era presente nella sua vita, usava il segno e l’effetto materico.

Dopo 12 anni di attività, ora la ricerca è sempre rivolta all’inserimento di elementi originali. Elementi che si ritrovano in tutte le cose che affronta nella vita e che crea nel campo artistico. La pittrice vanta anche esperienze in scenografia e come fast painter.

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[:it]Girolamo Botta _ Pittura[:]

[:it]Pittura - U piscaturi - G.BottaGirolamo Botta è un giovane pittore emergente autodidatta, nato nel 1985 a Palermo. Attualmente l’artista vive e opera a Sulmona.

Da sempre appassionato di arte, dopo il diploma all’istituto d’arte da il via alla sua carriera artistica partecipando a diverse collettive pittoriche ed estemporanee nel territorio natale. Nel 2013 si trasferisce in Abruzzo, dove comincia la sua vera e propria attività artistica.

L’artista non dimentica le sue origini palermitane, che contraddistinguono visibilmente le sue opere. Infatti i colori e il tratto della linea di confine delle sue opere ricordano quelle delle figure della pittura popolare siciliana.

Dal 2015 comincia una produzione di marionette in stile pupi siciliani costruendo anche un teatrino con apposite quinte, rispettando la tradizione di scuola palermitana.  Il suo futuro progetto è quello di portare in tourné per il centro italia l’apposito teatro con i pupi.

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[:it]Gianluca Patti _ Fotografia[:]

[:it]Fotografia-Il Paradiso-PattiGianluca Patti è un giovane artista emergente siciliano che ha intrapreso l’arte della fotografia da autodidatta, studiando sui libri e facendo tanta pratica. Gianluca fotografa per passione.

Successivamente ha lavorato per un anno come assistente presso un fotografo del suo paese d’origine. Ama molto la fotografia di strada, la “street photography”, e usa spesso il bianco e nero. Gianluca dice di essersi innamorato della fotografia grazie ad un’altra sua grande passione, il cinema.

Negli scatti è sempre alla costante ricerca dell’emozione. Emozione che prova proprio mentre realizza i suoi lavori . Proprio per questo motivo, ritiene che continuerà a fotografare per sempre. Tra i vari progetti per il prossimo futuro, il giovane fotografo ne ha in mente uno che inizierà a breve nel suo paese d’origine, Gangi.

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Questo artista è stato invitato a partecipare a “Made OF Sicily”, prima MostraEvento di Sicily & Sicilians.

Scopri qui il programma della mostra a Palermo!

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[:it]Alketa Delishaj _ Pittura[:]

[:it]Pittura- Splash2-Alketa DelishajAlketa Delishaj è una giovane artista emergente albanese che dal 2001 vive a Verona.
Fino ad ora ha collaborato con numerose gallerie ed istituzioni internazionali, tra cui il Ministero della Repubblica della Diaspora del Kosovo e le sue opere fanno parte di collezioni private e sono state esposte in diversi paesi, come la Germania, l’Italia, la Turchia, New York, Londra, Olanda, Kosovo, etc.

I suoi lavori vengono realizzati con diversi materiali e strumenti a secondo del lavoro e riflettono profondamente l’esperienza di vita e le persone che hanno modellato il percorso personale della pittrice.
I suoi ultimi dipinti sono stati realizzati con i colori acrilici e inchiostro e sono per lo più concentrati su atmosfere enigmatiche e concettuali, parlano una lingua onirica e simbolica e sono completamente immersi in paesaggi immaginari.

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[:it]Roberto Turano _ Fotografia[:]

[:it]Fotografia - Particolari senza tempo - Roberto TuranoRoberto Turano è un giovane artista siciliano emergente che si definisce un normale ragazzo di 21 anni, solare, cordiale, paziente.
E’ un appassionato di automobilismo, fotografia, social e informatica.

Non scatta sempre foto e non è un professionista. E’ semplicemente un ragazzo appassionato che cerca di immortalare, grazie agli strumenti di fotografia, alcuni particolari che a volte sfuggono ai nostri occhi. Fotografa dunque per passione.

Roberto ritiene che la sua soddisfazione più grande stia nei numerosi complimenti che riceve per le sue foto.

Tra i suoi futuri progetti, c’è quello di realizzare una mostra personale, per esporre così i suoi tanto amati lavori.

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[:it]Elena Buscemi _ Fotografia[:en]E[:]

[:it]Fotografia digitale - Ci siamo persi - Elena BuscemiElena Buscemi, aka helendx, è un architetto di professione, siciliana di origini ma attualmente vive e lavora a Milano.

Ha studiato come fotografa all’Istituto d’Arts visuels d’Orleans dove si è specializzata in fotografia analogica e sviluppo in pellicola e stampa. Da tempo ha cominciato a sviluppare la sua ricerca fotografica legata al sogno, alla memoria ed ai luoghi sospesi nel tempo.

Alla giovane fotografa interessa stabilire un legame emotivo con l’immagine fotografica. Le interessano i luoghi onirici e gli spazi della memoria; scatta per creare un’affezione per i luoghi. Quello che Elena si domanda ogni volta che scatta una fotografia è se gli altri potranno mai riuscire a comprendere fino in fondo, attraverso la foto, ciò che vede lei con i suoi occhi.

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[:it]Danilo Battaglia _ Pittura[:]

[:it]Nato a Vittoria in provincia di Ragusa, in Sicilia, nel 1977, l’artista emergente Danilo BattaPittura -Tre - Danilo Battagliaglia ha iniziato la sua formazione artistica presso l’Istituto d’Arte di Comiso. Tra il 1998 e il 2003 frequenta l’Accademia di Belle Arti di Catania laureandosi con il massimo dei voti e la lode. Nell’ Aprile del 1999 partecipa all’esposizione collettiva “Anatomia Artistica” organizzata presso l’Accademia di Belle Arti di Catania.

Nel Gennaio 2003 partecipa all’esposizione collettiva “Prima Parete in concerto” presso il  castello Ursino di Catania, organizzata dall’Accademia di Belle Arti in collaborazione con l’Accademia di Musica “Vincenzo Bellini” di Catania, vincendo il primo premio, consistente in una borsa di studio. Nello stesso periodo incontra a Catania il pittore Erwin Pfrang, esponente dell’ultimo neoespressionismo tedesco, traendone una forte ispirazione che si evidenzierà con una personale vena pop.

Nel gennaio 2007 si trasferisce a Las Palmas, nell’ isola di Gran Canaria (Spagna) dove si dedica alla poesia e  partecipa all’esposizione collettiva  “Premio de Pintura de la  Caja Canaria”. A Luglio termina la serie dei dipinti ispirati ai colori e alla cultura canaria. A Settembre torna in Italia, trasferendosi a Verona, dove  attualmente vive e lavora, collaborando con la galleria d’arte contemporanea “Selezione Arte”  dedicandosi nel contempo alla pittura e alla poesia.
Da marzo 2011 è stato inserito tra gli artisti  dell’accademia Telemarket.

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Questo artista è stato invitato a partecipare a “Made OF Sicily”, prima MostraEvento di Sicily & Sicilians.

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[:it]Alessandro Cannella _ Fotografia[:]

[:it]Il giovane artista emergente Alessandro CannelFotografia - Isola - Alessandro Cannellala nasce a Palermo nel 1984.

Il fotografo ritiene di aver capito da subito quale fosse la sua vera vocazione. Difatti ricorda un’infanzia piena di momenti felici in cui giocava con i mattoncini lego. Dopo aver completato il liceo artistico, studia architettura. L’artista prende poi la decisione di andare a vivere in Spagna per un breve periodo; successivamente ritorna nella sua Palermo. Con la sua terra natia, il giovane ammette di vivere un mix di sensazioni contrastanti, tali da chiamare la sua raccolta fotografica “Croce e delizia”.

Nel settembre del 2016 dà vita ad Alo Design, un progetto personale che include arte, grafica, recicle design e fotografia. Alessandro si considera una persona sempre pronta a viaggiare e a scoprire nuovi posti e nuove tradizioni. Tra le sue tante passioni ci sono anche il cinema e la musica.

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[:it]Maria Pia Barraco _ Fotografia[:]

[:it]Maria Pia Barraco è una giovane artista siciliana emergente di 2Fotografia- Aurea blu- Barraco Maria Pia2 anni che fotografa da quando aveva 9 anni.

La giovane fotografa per raccontare attraverso i suoi lavori le sue emozioni, i suoi pensieri, le sue storie. Per lei fotografare è molto più di una semplice passione. Dice infatti di fotografare per sentirsi viva, per catturare un momento che non si ripeterà più.

Maria Pia ha partecipato come artista emergente a due mostre fotografiche: la prima “Art in progress” nel 2014  e nel 2017 a “Tesori di palermo”. Ha anche vinto un premio dopo aver partecipato ad un contest fotografico con la pagina instagram “vivendopalermo”.

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[:it]Antonino Gaeta _ Pittura[:]

[:it]Antonino Gaeta è un artista palermitano emergente che si definisce un pittPittura-9-Antonino Gaetaore futurista. Vive ed opera nella stessa città dove ha studiato inizialmente presso il Liceo artistico e successivamente all’Accademia di Belle Arti.

Da circa 20 anni lavora nel campo delle arti visive sperimentando sia materiali che tecniche diverse come il vetro, la plastica, le tele ed i supporti lignei. Fondatore del Nuovo Gruppo Futurista Siciliano e creatore dello “Studio Futurista ARTE”, persegue un ideale di libertà e di rinnovo delle Arti, svincolandosi da tuttò ciò che riporta l’arte ad un cupo accademismo

Dopo un brillante inizio, tutto interno all’astrattismo, scopre, alla fine degli anni 90, una pittura quasi figurativa, caratterizzata da un l’uso di colori accesi in composizioni complesse, con figure umane che emergono da un tessuto abitato da animali fantastici, in cui è spesso riconoscibile un richiamo al fuoco ed alle ali ed alle piume degli uccelli.
Dopo una crisi mistica, decide di abbandonare la pittura, per cinque lunghi anni, proprio nel momento in cui stava ottenendo successo e riconoscimenti.
Nel 2014 avviene la svolta che porta Gaeta al di là della pittura. Il percorso di Gaeta raggiunge un equilibrio perfetto tra forma e contenuto ed una assoluta originalità nel mondo dell’arte figurativa contemporanea.

Elemento fondamentale è il colore che, oltre al grande impatto visivo, viene investito da un valore “escatologico”. Diventa quindi veicolo di storia, di un racconto umano e simbolico. Le gradazioni dei colori sembrano piatte, variando dalle tinte scure a quelle chiare, come se emergessero dal buio verso la luce, così come avveniva nell’icona.

In alcune delle sue ultime creazioni, Gaeta utilizza delle vere forme tridimensionali, da lui plasmate nel gesso e poi incorporate nell’opera, con risultati molto interessanti. Gaeta recupera la manualità di tecniche antiche, da lui apprese da ragazzo, come l’intaglio del legno e la modellazione in gesso, e le utilizza come se fossero nuove tecnologie.
In alcune opere, in aggiunta alla dinamica spaziale, esiste anche una dinamica temporale. Le opere formano infatti una sequenza, in cui ognuna contiene un link alla precedente, simbolicamente rappresentato con una piccola versione della sua tavolozza. La lettura dell’intera sequenza permette di comprendere appieno quello che l’artista ha inteso narrare.

Le opere di Gaeta nascono da un pensiero scritto, da un’emozione che viene tradotta prima nero su bianco e poi trasferita nel supporto da lui scelto. Gaeta ritiene infatti che le parole siano un mezzo privilegiato per veicolare le sue emozioni. 

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[:it]Benny Ilardo _ Scultura[:]

[:it]Un connubio di artigianalità ed innovazione hanno portatoScultura-Legno d'ulivo, argento dorato e oro zecchino-Benny Ilardo il giovane artista siciliano emergente Benny Ilardo a reinventare lo stereotipo di gioiello per dare vita ad una linea di grande impatto ornamentale con materiali puramente mediterranei: legno, perle, coralli e pietra lavica.

Tramite un sapiente studio progettuale alla base di lunghi anni di ricerche stilistiche, la nuova linea si propone ad un pubblico non convenzionale, attendo alle esigenze contemporanee ed alla ricerca del dettaglio che rende ogni pezzo unico e pregiato. Il legno, materia primordiale, si dispone in forme regolari, per dare maggior risalto alle striature e venature irregolari dai contrasti cromatici accentuati di un calore mediterraneo che rispecchiano i luoghi di provenienza: colline dorate baciate dal sole che affiancano i neri crateri dell’Etna, in uno scenario incantato.

Ad impreziosire ulteriormente dei gioielli già di per sé eleganti, un intarsio minuzioso in oro 24Kt ne definisce la preziosità ed unicità del monile. Lavorato interamente in maniera artigianale, il legno segue diversi processi e fasi di realizzazione per garantire la stabilità nel tempo, mantenendo sempre inalterate le caratteristiche fisiche dell’oggetto.

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[:it]Centri d’innovazione in Sicilia[:]

[:it]Arte, cultura, ICT, fashion… sono davvero tanti i settori in cui la Sicilia è molto più ricca di innovazione di quanto mai si possa pensare! Come ben sapete ormai, in questi mesi abbiamo cercato, mappato, intervistato i più significativi ed importanti centri d’innovazione che abbiamo nella nostra bella Sicilia e ora abbiamo pensato di farvi appositamente una mappa. Sono davvero tanti i giovani che, seppur affrontando mille difficoltà, lottano per realizzare il loro sogno rimanendo allo stesso tempo in Sicilia, terra non nota per la sua innovazione; noi d’altro canto ovviamente non possiamo che esserne super-fieri!

Speriamo che tramite questa mappa riusciate ad identificare meglio questi poli innovativi e chissà…magari a breve deciderete di andare a visitarli! 🙂
Mentre noi continuiamo la nostra ricerca in lungo e in largo (l’innovazione non finisce mai!), voi godetevi intanto questi nostri piccoli suggerimenti…

I progetti che abbiamo selezionato sono frutto di idee innovative di giovani siciliani di talento e si concentrano nelle più importanti città dell’isola. Qui di seguito trovate l’elenco.

Per la Provincia di Palermo al momento abbiamo selezionato:

Per la Provincia di Catania invece ecco qui il progetto scelto:

Per la Provincia di Agrigento abbiamo infine:

Per la Provincia di Ragusa abbiamo:

Per la provincia di Caltanissetta:

 

Per la Provincia di Siracusa infine:

 

 

Conoscete altri centri d’innovazione nella nostra Sicilia e volete farcelo sapere? Siete andati in quelli che vi abbiamo segnalato e volete raccontarci la vostra esperienza? Scriveteci qui![:]

[:it]Sabrina Rosalia Mancini _ Pittura[:]

[:it]Arte e Natura sono il binomio attraverso cui si muove la produzione delchina su carta alimentare e cartoncino - Mare Nostrum 8 - Sabrina Rosalia Mancinila giovane artista emergente siciliana Sabrina Rosalia Mancini.

Dopo il diploma in grafica pubblicitaria e fotografia, sotto la spinta della sua passione per l’ambiente e la natura, intraprende la carriera universitaria presso la facoltà di Agraria dell’Università degli studi di Palermo. Trovando ispirazione nel disegno botanico, lascia gli studi di Agraria per iscriversi al corso di Arte ambientale e Linguaggi sperimentali dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, dove è attualmente iscritta.

La giovane pittrice sperimenta i diversi linguaggi dell’arte: la pittura, la fiber art, il libro d’artista, lo stop motion.

I suoi lavori grafici e pittorici nascono su piccole superfici, per poi essere assemblati in opere che vanno dal medio al grande formato. Predilige un approccio timbrico e utilizza prevalentemente materiali come la carta, gli inchiostri, ma anche tele, acrilici e idropittura. I suoi soggetti sono corpi dalle forme straziate, esasperate. Identità esanime che vagano a lungo in mare, in cerca di una terra sulla quale posare i piedi. Ma sono anche ‘vestiti’ vuoti, identità approssimate, animati e inanimati: neri come la morte, bianchi come il vuoto e rossi come il sangue.

Nel 2014 il suo libro d’artista “Identità metropolitane” è selezionato per partecipare alla selezione di opere degli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Palermo “Start up” presso Villa Niscemi. Tra le esperienze performative risulta incisiva la performance “+12-1”, a cura di Marco Rigano, che la porterà alla realizzazione di una serie di disegni. Nonostante la giovane età va anche menzionata l’esperienza come ceramista: nel 2015 collabora con Scianna Ceramiche.

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[:it]Antonio Aiello _ Fotografia[:]

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Fotografia- Strade siciliane- Antonio Aiello

Antonio Aiello è un artista siciliano emergente di 23 anni.

Oltre ad essere un fotografo palermitano emergente, Antonio è anche uno studente universitario a tempo pieno. Le sue più grandi passioni sono la musica, i viaggi e ovviamente la fotografia. Antonio si è approcciato al mondo della fotografia ed ha iniziato a praticarla circa quattro anni fa. Ha cominciato a fotografare e a realizzare i suoi lavori completamente da autodidatta, senza seguire alcun corso.

Si diletta a fotografare alcuni elementi tipici della tradizione siciliana; cattura nei suoi numerosi scatti tutto ciò che lo colpisce: che siano i riti folkloristici tipici dell’isola o l’incantevole mare che la circonda.

Nella sua personale scelta fotografica il giovane artista predilige i generi street e reportage.

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[:it]Daniela Pisciotta _ Pittura[:]

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Tecnica mista su tela - L'amore vince su tutto- Daniela Pisciotta

La formazione dell’artista emergente siciliana Daniela Pisciotta, aka La Tinta Sicula, è prettamente artistica.

L’artista sta cercando di specializzarsi in vari campi, allargando così i suoi orizzonti. Dalla pittura e dalla scultura passa alla fotografia e all’amore per le arti minori.
Nei suoi lavori utilizza sempre come base vari colori acrilici e adopera una tecnica mista fusa con inserti di vari materiali come carta o plexiglas.

I suoi quadri sono dettati da un automatismo psichico che, mediati da una introspezione ragionata, esprimono le sue emozioni più nascoste. Spesso le emozioni di Daniela sono rivolte alle ferite umane universali con una maggiore focalizzazione su quelle che caratterizzano l’universo femminile.

In questo momento ha lavorato parecchio su un tema – purtroppo – quanto mai attuale in questo periodo: il femminicidio.

Non mancano echi alla sua terra e all’appartenenza dell’artista al territorio siciliano, fattore fondamentale per la pittrice.

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[:it]Sonia Pennino _ Fotografia[:]

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Fotografia-cattedrale di Palermo- Sonia Pennino

L’artista emergente Sonia Pennino è una fotografa sociale palermitana che ama foto in bianco e nero. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti dove si è laureata con il massimo dei voti, presentando una tesi in fotografia chiamata “Oltre il quinto senso”, che racconta la storia di 11 non vedenti e ipovedenti che si occupano di arte.

La giovane fotografa ama raccontare attraverso i volti dei siciliani le loro storie, anche quelle più intime e originali.

Attualmente insegna fotografia ai detenuti del carcere Pagliarelli di Palermo.

Con diverse associazioni si occupa di realizzare corti e lungometraggi a sfondo sociale occupandosi in particolar modo della fotografia di scena.

Le fotografie di Sonia Pennino raccontano con un’aria poetica Palermo e la sua gente.

Da una parte, fotografa le piante e i fiori dell’orto botanico di Palermo in foto che lei chiama “realtà capovolte”. Con questi suoi scatti invita l’osservatore a guardare la realtà da un altro punto di vista… meno convenzionale.

Dall’altra, Sonia ama anche fotografare i bambini della Magione davanti alla “Vampa di S. Giuseppe”, festa tradizionale palermitana o anche i tipici mercati locali.

 

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[:it]Davide Bica _ Pittura[:]

[:it]Davide Bica è un giovane artista emergente siciliano chPittura - guerra e pace- Davye firma le sue opere di pittura utilizzando il nome d’arte Davy.

Davide ha studiato pittura da autodidatta; anno dopo anno ha affinato la sua tecnica arrivando ad esporre i suoi lavori in diverse esposizioni siciliane d’arte.

La sua concezione di arte è basata sull’osservazione e sulla conquista di determinate immagini spesso dell’iconografia isolana che l’artista stesso riproduce poi su tele di varia misura.

Ha da poco tempo iniziato un nuovo progetto culturale letterario ed artistico che sebbene affondi le radici nella storia, riesce al tempo stesso ad avere una forte attualità sociale. Ad esempio, per la realizzazione di un suo ultimo progetto il giovane pittore si ispira agli amori narrati dall’Ariosto nel poema dell’ “Orlando furioso” soffermandosi su un Oriente prepotente e su un’Europa molto in difficoltà.

Davide sottolinea come le sue opere vivano il contesto del poema letterario dell’Ariosto, in cui è presente il tema delle conquiste saracene proprio in Sicilia, terra amata e protagonista.

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[:it]Veronica Ribbeni _ Pittura[:en]V[:]

[:it]Veronica Ribbeni è una giovane artista emergente che si è apPittura_olio_installazione_L'una_Soqquadri- Veronica Ribbeniprocciata alla pittura grazie a “Nanni” e poi grazie ad una cara amica.

Nanni, che ha dato per la prima volta pennelli e colori alla nipote, è sempre presente nei ricordi d’infanzia quando Veronica ancora molto inesperta si divertiva tra fogli e acquarelli.

In occasione del suo trentaduesimo compleanno, è invece Marika, una cara amica, che regala a Veronica un viaggio nel mondo della pittura.

Ad anni trascorsi nell’improvvisazione di installazioni che goffamente esternavano le sensazioni e le emozioni di una adolescente, sono seguiti anni di studio e laboratorio presso Mialò Art, associazione artistica operante a Palermo. Sonny Insinna e Carmela Gulino insegnano, condividono e accompagnano la giovane artista.

Il suo è un viaggio tra oli acrilici, vernici e sabbie vulcaniche percorsi e vissuti attraverso la scomposizione, la sgocciolatura e gli spruzzi di colore.

Gli oli con spruzzi o sgocciolature, prescindendo dalla rappresentazione naturalistica della realtà, talvolta in sinergia con vernici sabbie o pigmenti, narrano luoghi ed emozioni sulle tele che sono il focus della ricerca di Veronica.

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[:it]Gianni Colangelo _ Scultura[:]

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Scultura-Pendolo-della-morte-Gianni ColangeloLa produzione artistica del giovane scultore emergente Gianni Colangelo si fonda essenzialmente sul concetto di riuso e recupero del materiale.

Il forte legame che l’artista ha con la sua terra e le tradizioni ad esso legate lo hanno portato a fare del recupero la poetica della sua attività artistica.

Per non dimenticare le sue radici, caratterizzate da un popolo fatto di contadini e pastori, ha deciso di prendere ciò che resta di quel mondo ormai dimenticato e trasformarlo in qualcosa di nuovo, dandogli dignità e possibilità di dialogo con le generazioni a venire. Il ferro, materiale che assembla attraverso la saldatura ad elettrodo e che recupera da vecchie stalle e cantine, ha in sé storie da raccontare che riemergono nell’opera finale.

La ruggine diventa valore aggiunto, anzi componente fondamentale del lavoro stesso.

Dietro quella zappa o pala c’è il lavoro e il sudore di chi l’ha usato per anni come strumento di lavoro e unica fonte di sostentamento possibile in una terra che non ha mai offerto altro, ma che porta avanti sé stessa con coraggio. E’ questo che dà all’opera e a tutto il suo lavoro vera rilevanza, non solo l’immagine puramente estetica che ne scaturisce. Un concetto che Gianni Colangelo tiene a ribadire sempre è che lui non è l’unico autore delle opere, perché insieme a lui hanno lavorato tutti coloro che avevano utilizzato quegli attrezzi che alla fine l’artista trasforma in qualcosa d’altro.

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[:it]BEST PRACTICE MADE IN SUD: Ludwig[:en]BEST PRACTICE MADE IN SUD: Ludwig [:]

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Quello che stiamo per presentarvi oggi è un progetto made in Sicily che vi cambierà la vita o perlomeno faciliterà sicuramente le vostre traduzioni in inglese. Grazie ad un gruppo di giovani siciliani nasce Ludwig, un motore di ricerca linguistico che ti aiuta a scrivere in un inglese perfetto e che prende il nome da un celebre filosofo. Il cugino italiano di Google, così come lo definiscono i suoi creatori, sta lentamente ottenendo così tanto successo che presto sarà disponibile per cellulare e tablet. Sappiamo bene quanto il percorso di una start-up verso il successo sia difficile e pieno di sfide, soprattutto se si decide di puntare su di un progetto innovativo e restare allo stesso tempo in una terra come la Sicilia; ma proprio per questo vogliamo spronare i giovani e parlare di chi “ce la sta facendo”… così abbiamo rivolto alcune nostre domande a Daniele Tagliavia, uno dei membri del team della start-up creatrice di Ludwig.

In modo molto semplice, cos’è Ludwig?team Ludwig 1

Ludwig è un motore di ricerca linguistico pensato per consentire a chiunque di scrivere in un perfetto inglese. É un sistema di supporto alla scrittura basato sull’imitazione di testi provenienti da fonti affidabili (giornali, pubblicazioni scientifiche, etc.). A noi piace descriverlo come un cugino di Google, specializzato in linguistica computazionale.

Perché avete scelto proprio questo nome? 

Ludwig è il nome di battesimo di Wittgenstein, padre della filosofia del linguaggio e da sempre fonte d’ispirazione per il nostro progetto!

Dato il successo che state ottenendo, cosa vi aspettate che accada nei prossimi anni?

Difficile per una startup guardare così in avanti nel tempo. Nei prossimi mesi ci occuperemo di allargare la nostra già numerosa user base. Continueremo a sviluppare Ludwig per renderlo più performante. Il salto di qualità arriverà con il rilascio – ormai prossimo – delle app per tablet e cellulare.

Diciamo che la Sicilia non è la terra più facile dove fare innovazione ed è proprio per questo che “vi adoriamo”… ritenete che con un progetto così internazionale e tecnologico riuscirete a portare avanti la vostra iniziativa continuando a far base ancora in “terra sicula”? 

Uno dei nostri obiettivi nel lungo pteam Ludwig 2eriodo è crescere abbastanza da riuscire ad attrarre talenti da ogni parte del mondo, ma sappiamo che non sarà facile. Amiamo la Sicilia ma ci sentiamo comunque lontani dal cliché dei siciliani partiti con la valigia di cartone, tornati per cambiare le sorti dell’isola. Noi vogliamo che Ludwig cresca e che funzioni, se sarà in Sicilia ne saremo felicissimi, ma siamo pronti a spostarci anche al Polo Nord se necessario.

Intanto lavoriamo, cresciamo e quando sarà il momento decideremo.

Così come anche Sicily & Sicilians anche Ludwig nasce dall’idea di un gruppo di giovani siteam Ludwig 3ciliani. Cosa suggerite ai vostri concittadini che spesso a causa di varie difficoltà, rinunciano a realizzare il proprio sogno?  

Come recita un adagio popolare siciliano “Cu nesci, arrinesci”. Oltre al trasloco fisico e sempre salutare ad altre latitudini, oggi anche internet aiuta. Permette di superare le barriere geografiche, sociali, economiche e infrastrutturali che impastoiano questa terra. Non ci sono bacchette magiche, né ricette valide per tutti. Le uniche cose che contano sono tantissimo impegno, una dedizione incrollabile ma soprattutto molto molto coraggio.

 

Per saperne di più vi invitiamo a visitare il sito ufficiale dei nostri amici: https://ludwig.guru

 [:en]That which we present today is a project made in Sicily that will change your life, or at least will surely facilitate your translations into English. Thanks to a group of young Sicilians born Ludwig, a linguistic search engine that helps you write in perfect English, and which takes its name from a famous philosopher. The Italian cousin of Google, as well as define its creators, is slowly getting so successful that soon will be available for mobile and tablet. We know how the path of a start-up to success is difficult and full of challenges, especially if you decide to bet on an innovative project and stay at the same time in a land like Sicily; but for this we want to encourage young people and talk about those who “is doing” … so we asked some questions to Daniele Tagliavia, one of the start-up of Ludwig creative team members.

Quite simply, what is Ludwig?
team Ludwig 1
Ludwig is a linguistic search engine designed to allow anyone
to write in perfect English. It is a write support system based on the imitation of texts from trustworthy sources (newspapers, scientific publications, etc.). We like to describe it as a cousin of Google, specializing in computational linguistics.

Why did you choose this name?

Ludwig Wittgenstein is the name of baptism, the father of philosophy of language and always a source of inspiration for our project!
Given the success that you’re getting what you expect to happen in the next few years?
Difficult for a startup look so forward in time. In the coming months we will broaden our already large user base. Ludwig will continue to develop to make it more efficient. The breakthrough will come with the release – now close – the app for tablet and phone.

Let’s say that Sicily is not the land easier where to innovate and that is why “we love it” … believe that with such an international project and technology able to carry on your initiative continuing to still based on “land of Sicily” ?

One of our long-term target is team Ludwig 2to grow enough to be able to attract talent from all over the world, but we know it will not be easy. We love Sicily but we still feel far from the cliché of the Sicilians started with the cardboard suitcase, went back to change the island’s fortunes. We want to grow and Ludwig that works, whether it will be in Sicily we will be happy, but we are also prepared to move to the North Pole if necessary.
Meanwhile, work, grow and we will decide when the time.

So as well as Sicily and Sicilians also Ludwig is the brainchild of a group of young Sicilians.team Ludwig 3 What do you suggest to your fellow citizens that often due to various difficulties, give up to realize their dream?

As stated in a Sicilian popular adage “Cu nesci, arrinesci”. In addition to the physical relocation and always say hello to other latitudes, also it helps internet today. It allows to overcome geographical barriers, social, economic and infrastructure that entrench this land. There are no magic wands, or recipes that apply to all. The only things that count are a lot of commitment, unwavering dedication and above all very much courage.
To learn more please visit the official website of our friends.[:]

[:it]Sebastiano Cesario Tuccitto _ Fotografia[:]

[:it]Sebastiano Cesario Tuccitto è un artista emergente siciliafotografia - l'attesa vana - sebastiano tuccittono, da sempre amante della fotografia.

L’artista ritiene fondamentale la storia della sua Sicilia; crede infatti che la storia di un’isola passi in particolar modo anche attraverso gli innumerevoli sapori, i bellissimi colori, i profumi che da secoli la caratterizzano. Questa storia è una storia che si ripete e che ogni cittadino deve tramandare ai propri posteri. La stessa si perfeziona poi di volta in volta nell’unicità di ogni isolano.
A Sebastiano piace soprattutto chiudere gli occhi per catturare tutto ciò che è invisibile a livello materiale ma che esiste solo per lui.

Il fotografo considera fondamentale l’azione dell’immaginare. Questo atto permette ad ognuno di noi di andare oltre alla semplice apparenza che caratterizza il nostro vivere quotidiano… anche attraverso una semplice fotografia, secondo Sebastiano, possiamo immaginare la nostra vita: possiamo immaginare dentro di noi quello che è stato e quello che sarà.

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[:it]Francesca Tesoriere _ Digitalart[:]

[:it]Francesca Tesoriere è un’artista emDigitalart_Francesca Tesoriere_Decoriergente siciliana, che si dedica alla digitalart.

L’artista è sempre stata appassionata di disegno sin da quando era piccola. Tuttavia è durante un soggiorno di studio in Spagna che decide di dedicarsi agli studi artistici. Dopo aver avuto l’occasione di seguire un corso di disegno prende la decisione da quel momento in poi di approfondire le tecniche del disegno illustrativo.

Francesca fino ad oggi ha collaborato con diverse agenzie e studi grafici sia in Italia che all’estero. Attualmente si rivolge principalmente al campo dell’Art Licensing ed ha pubblicato diversi volumi illustrati per ragazzi. La digitalartist siciliana combina le tecniche tradizionali a quelle digitali per eseguire i propri svariati lavori, variando agevolmente la tecnica di esecuzione in base al tipo di lavoro richiesto. L’artista è una docente di arte e immagine nella scuola secondaria di primo grado.

Qui ci presenta alcuni dei lavori che ha eseguito su commissione negli ultimi dieci anni. In questo periodo ha lavorato come illustratrice freelance. I suoi clienti sono stati di volta in volta editori, agenzie e privati, personalità della cartotecnica alimentare e food.

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[:it]Pietro Librici _ Pittura[:]

[:it]Pietro Librici è un artista emergente che si definisce nordico per casoajaxmail-8, siciliano per appartenenza; vive tra la Lombardia e la Sicilia.

Dall’amore per la severa magnificenza dei templi, la ricchezza del barocco, il blu del mare, l’inesplicabile amalgama della pasta di mandorle arriva forse la scelta stilistica dell’artista. Da una parte fa del proprio corpo un esercizio di armonia, attraverso i lunghi anni di studio della danza classica; dall’altra compie gli studi accademici a Brera laureandosi in restauro e specializzandosi anche in restauro dell’opera d’arte contemporanea.

L’artista è un viaggiatore solo sulla spinta di richiami
(amore, lavoro, tracce misteriose); coltiva dentro di sé l’erranza verso fantasie illimitate (la serie dei dipinti fantastici) e la fedeltà agli amati (i ritratti). Esalta la natura sensuale (i dipinti floreali) e gli abbracci tra mortali non più in lotta con gli dei (le recenti tele bianche da cui emergono lacerti di immagini).

E’ partito da un approccio colto e classico alla figura . Man mano che tocca la verità della propria vita, della propria essenza introduce nuovi elementi. Aggiunge nel proprio lavoro elementi di esplorazione e ricerca che comunque non ne fanno un lavoro sperimentale bensì rendono lui stesso uno sperimentatore.

Pietro Librici ascolta musica da tutti i tempi, i popoli, i mondi.

E’ uscito in estasi da una mostra di Rodin ma dice che potrebbe altrettanto estaticamente impietrirsi davanti alle opere di Bill Viola o Anish Kapoor. Coltiva un’attenzione accorta per l’invisibile ma quella stessa attenzione la può allegramente dedicare alla salsa di pomodori che non manca di preparare ogni estate in un rito familiare. Un rito che è, innanzitutto, un modo di ringraziare la vita.

Per lui arte e vita sono l’una posta a disposizione dell’altra, senza limiti di esplorazione.

Il suo progetto artistico contempla l’uso di diversi elementi: tecniche rigorose, materiali eccellenti, lunghe preparazioni stanno cercando forme di espressione originali; il tentativo, l’errore sono al contempo limite e nuovo orizzonte.

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Questo artista è stato invitato a partecipare a “Made OF Sicily”, prima MostraEvento di Sicily & Sicilians.

Scopri qui il programma della mostra a Palermo!

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[:it]Camillo Campisi _ Fotografia[:]

[:it]Il giovane artista emergenFotografia-Sguardi-Camillo Campisite siciliano Camillo Campisi nasce a Caltanissetta il 24 novembre del 1992.
Fin da piccolo mostra un grande interesse per le arti visive; questo primario interesse con il passare degli anni si trasforma in una fortissima passione per la fotografia. L’artista è attento a tutto ciò che lo circonda; le sue immagini immortalano svariati momenti di quotidianità, cogliendone sfumature e particolari che restano nella memoria di ognuno di noi.

Grazie alla fotografia conosce Gabriele Viviani, un famoso fotoreporter ascolano. Proprio lui, cogliendone il talento lo coinvolge nel 2013 in un viaggio ad Istanbul dove vive l’esperienza di una protesta popolare di piazza. Questo episodio lo rafforza artisticamente e lo indirizza verso il reportage; è così che dal 2013 l’artista comincia la collaborazione con diversi giornali, anche di carattere nazionale.

Nella primavera del 2015 Camillo Campisi parte per l’India e realizza un reportage sulla festa Holi a Mathura. Uno degli scatti “Il sorriso”, fatto durante quest’ultimo viaggio, arriva in finale all’ International Photography Award 2015 di Siena. Nell’Agosto del 2015 realizza un reportage in Brasile per Agata Smeralda.
Nello stesso periodo ha una collaborazione con Mondadori Libri S.p.A per la copertina dell’edizione italiana del libro MAGISTERIUM 2 di Holly Black e Cassandra Clare.

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[:it]Marco Bennici _ Fotografia[:]

[:it]Marco Benfotografia- Gibellina Cretto Burri - marco bennicinici oltre ad essere un artista emergente è anche architetto, o meglio un progettista. Marco considera la fotografia come uno degli strumenti di progetto. Tra tutti gli strumenti di progetto quello che predilige è proprio lo scatto.
La sua formazione artistica nasce e cresce anche grazie ai numerosi viaggi che ha compiuto. Essa si sviluppa anche dal confronto e dall’attrazione verso tutto ciò e verso chi è diverso da lui. La luce ha un ruolo importante perché assieme alle ombre, dona un effetto di tridimensionalità ai suoi lavori. L’artista oltre che lo spazio architettonico, da un paio d’anni compie un’indagine profonda anche sulla natura umana, analizzandone tutte le sue sfaccettature, dal mondo del tatuaggio al bondage.

In queste foto è raffigurata una danzatrice, la cui leggerezza si contrappone alla pesantezza del cemento. Il contrasto è equilibrio.

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[:it]Giovanni Branciforte _ Pittura[:]

[:it]Giovanni Branciforte è un artista siciliano emergenbranciforte_il suono dellacqua_oliosutelate le cui ragioni della cifra pittorica e stilistica si legano a quell’esigenza, nata negli anni’80, del ritorno alla pittura e all’opera d’arte come esperienza sensibile.

Alcuni momenti dell’arte del ‘900 sono stati per l’artista fonte di ispirazione, di suggestioni meditate e luogo di verifica del suo lavoro. Attraverso una sperimentazione pittorica, narrativa e personale queste opere hanno contribuito alla creazione del suo immaginario e hanno favorito anche il mondo segnico e la palette neo-espressionista del suo fare pittorico.
Tutto ciò si è unito alla continua ricerca di nuove tecniche, di materiali e di supporti, elementi da poter utilizzare in maniera artigianale.

Utilizza tavole, compensati, reticolari, metalli, plastiche;  questi elementi lo hanno sempre ispirato per una costruzione quasi “da carpenteria” delle sue opere. Gli incontri con l’esperienza artistica di Lucien Freud, Bacon e Saul Steinberg sono stati importanti per l’artista. Assieme allo studio della psicologia dell’arte e della percezione visiva fatto sui saggi di Ernst Gombrich, Rudolf Arnheim e Luciano Anceschi, sono i passaggi fondamentali della sua genesi artistica. Ciò che lo attrae della rappresentazione pittorica è la possibilità di addensare sulla stessa superficie linee reali e percezioni ideali dello spazio.
Sedimenta colore e materia su supporti che non hanno obblighi formali o misure standard;  crea immagini dove forme ed oggetti si liberano dalla loro pura materialità oggettiva.
Le opere di Giovanni Branciforte sono un non-luogo ossia una sorta di tempio mentale su cui si proiettano ricordi, visioni, sogni. Un luogo dove forme e figure, dalla fitta trama materica e colorica, definiscono lo spazio. Attraggono l’osservatore su qualcosa di visto ma non osservato formando un altrove emotivo. Un altrove dove ad ogni sguardo tutto ricomincia in una nuova dimensione visiva.

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BEST PRACTICE MADE IN SUD: Marco Gallo

[:it]Sappiamo bene che la nostra Sicilia è piena di giovani di talento e uno di questi è sicuramente Marco Gallo.
Marco Gallo è un giovane regista originario di Agrigento, che ha abbandonato la sua amata città per seguire il suo grande sogno: diventare un regista e riuscire a raccontare le sue storie attraverso i video. Questa passione nacque in lui quando l’artista era ancora adolescente e il padre per puro caso gli regalò una videocamera. Il regista, benché abbia anche progetti al di fuori della Sicilia, non dimentica la sua terra. Infatti ha già in cantiere diversi progetti tutti siciliani per i prossimi mesi. Dopo essere venuti a conoscenza di “1768 giorni”, film che ha girato su Totò Cuffaro, famoso esponente politico siciliano, abbiamo deciso di proporgli una breve intervista.

Ciao Marco! Come ti definiresti, se dovessi utilizzare solo 3 parole?

Determinato, positivo e folle. Avrei voluto scrivere bello e affascinante ma con gli anni qualcosa è andato storto. Scherzi a parte aggiungerei smarco galloicuramente ambizioso.

Ci racconti il tuo percorso e di cosa ti occupi?

Io sono andato via da Agrigento a 18 anni e all’epoca ero determinato, positivo e folle. Ho studiato cinema a Cinecittà con il sogno di raccontare storie, di mostrare il mio modo di vedere le cose e di comunicare. Sono passati dieci anni e non vedo nulla di diverso se non l’esperienza di anni di sacrifici, lavoro ed errori. Questi sono determinanti in un percorso di crescita. E sicuramente qualche soddisfazione negli anni che non guasta mai.

 Da dove è nata questa tua passione per la regia?

A 16 anni mio padre mi regalò una videocamerina per le vacanze. Si trasformò in un mezzo di comunicazione per la mia vita. Ho sempre immaginato storie, pensieri, frasi e serviva soltanto un gesto che mi aprisse gli occhi ed un mezzo per raccontarle. Così, quando capii che non avrei vinto un pallone d’oro o una medaglia d’oro olimpica mi ritrovai da solo con la videocamera e capii che non era casuale.

Ci racconti meglio del video su Totò Cuffaro che hai girato?

Official Poster 1768 GIORNI
1768 Giorni è un docufilm che racconta la storia di un ex Presidente che all’apice della sua carriera ha perso tutto il potere che aveva e dopo 1768 giorni ha riaquisito la sua libertà come uomo, una seconda vita. E‘ una storia molto importante secondo me, un pezzo di storia della Sicilia perchè Totò Cuffaro è stato l’unico politico ad aver scontato una pena in carcere, è stato per molti Il Presidente ed oggi viene ancora “osannato“ da molte persone, una cosa stranissima che mi ha spinto a raccontare questa storia. L’ho seguito a Roma, in Sicilia, in Africa…e lì abbiamo vissuto un’esperienza straordinaria e indimenticabile. 1768 GIORNI è sicuramente uno dei miei progetti più importanti.

Puoi anticiparci qualcosa sui tuoi progetti futuri? Avranno sempre come focus la nostra Sicilia?

Uno sì, assolutamente. La Sicilia per me è sempre Casa, ho girato in passato diversi video ad Agrigento, la mia città. E continuerò a farlo. Ma il prossimo video in uscita sarà la mia versione definitiva del mio sguardo su Agrigento e marco gallo 2provincia e farà parte del progetto “City of the temples“ del fondatore Cristian Moncada , un progetto turistico e culturale innovativo a mio avviso, e verrà presentato il 24-25 Febbraio al Forum del turismo al parco archeologico della Valle dei Templi.

Poi continuo a preparare la seconda edizione del Farm Film Festival, una rassegna cinematografica internazionale di cortometraggi al Farm Cultural Park che si terrà dal 17 al 20 agosto. Non vedo l’ora. Vivo a Roma da dieci anni ma sono e sarò sempre agrigentino e siciliano.

Sicily & Sicilians si ripropone di diffondere le eccellenze siciliane in Italia e all’estero. Tu che sei un giovane siciliano di talento e sei apprezzato in tutta Italia hai qualche consiglio da dare ai tuoi coetanei che come te hanno una grande passione e faticano a realizzarsi?

La prima cosa che consiglio è quella di ascoltare se stessi e guardare in faccia alla realtà. Inutile prendersi in giro sperando che la fortuna arrivi dal cielo, è totalmente inutile dare per scontate le cose se non le proviamo e non diamo il massimo in ciò che facciamo, è inutile fare le cose solo per soldi senza passione e nel momento in cui un giovane impara ad ascoltare se stesso e guardare in faccia alla realtà, inizierà a capire cosa vuole realmente dalla sua vita e poi potrà iniziare a pensare a come ottenere ciò che vuole.

Quando si fatica a realizzarsi è perchè non si hanno le idee chiare e la giusta determinazione, ci vuole molto spirito di sacrificio in quello che si fa, bisogna saper rinunciare a qualcosa, bisogna saper accettare le sconfitte ed essere consapevoli dei propri errori. Maimarco gallo3 cercare di avere sempre ragione, si parte già in torto. Poi, sinceramente, penso che per me non sia ancora arrivato il momento di dare consigli. Per me questo non è un punto di arrivo ma soltanto l’inizio.

Vuoi aggiungere qualcosa che non ti abbiamo chiesto?

No, quello che non mi viene chiesto oggi spero sia di buon proposito per essere chiesto una prossima volta.

 

Per conoscere altro su Marco visitate il suo sito: www.marcogallo.it

 [:en]We know that our Sicily is full of young, talented and one of them is definitely Marco Gallo.
Marco Gallo is a young film director of Agrigento, who abandoned his beloved city to pursue his dream: becoming a film and be able to tell his stories through video. This passion was born in him when the artist was still a teenager and his father by accident she gave him a camera. The director, although he also projects outside of Sicily, do not forget his homeland. In fact he has already initiated several projects in Sicily all in the coming months. After becoming aware of “1768 days”, a film that he shot of Totò Cuffaro, famous Sicilian politician, we decided to offer him a brief interview.

Hello Marco! How would you define you, if I were to use only 3 words?

Determined, positive and neutral. marco galloI wanted to write beautiful and charming but over the years something has gone wrong. Seriously I add definitely ambitious.

Tell us about your route and what do you do?

I went away from Agrigento to 18 years and at that time I was determined, positive and neutral. I studied film at Cinecittà with the dream to tell stories, to show the way I see things and communicate. Ten years have passed and I do not see anything different if the experience of years of sacrifice, work and errors. These are decisive in a growth path. And certainly some satisfaction in the years that never hurts.

Where did your passion for directing?

At 16 my father gave me a video camera for the holidays. It turned into a means of communication for my life. I always imagined stories, thoughts, sentences and served only a gesture that opened my eyes and a way to tell her. So when I realized that I would not win a gold ball or an Olympic gold medal, I found myself alone with the camera and I realized that it was not random.

Tell us about the best videos of Totò Cuffaro you shot?

Official Poster 1768 GIORNI1768 Days is a documentary-film that tells the story of a former president who at the height of his career he lost all the power he had and after 1768 days has regained his freedom as a man, a second life. It is a very important story to me, a piece of history of Sicily Totò Cuffaro because it was the only politician to have served a sentence in prison, was for many the President and today is still “celebrated” by many people, a strangest thing that prompted me to tell this story. I followed him to Rome, Sicily, in Africa … and there we lived an extraordinary and unforgettable experience. 1768 DAYS is definitely one of my most important projects.

Can you tell us something about your future projects? They will always have as our focus Sicily?

Yes, absolutely. Sicily for me is always home, I drove past several videos in Agrigento, my hometown. And I will continue to do so. But the next video output will be my final version of my look at Agrigento marco gallo 2 and city around, and will be part of the “City of the temples” of the founder Cristian Moncada, a tourism project and innovative culture in my opinion, and will be presented February 24 to 25 at the tourism Forum at the archaeological park of the Valley of the Temples.
Then I continue to prepare the second edition of the Farm Film Festival, an international film festival of short films at the Farm Cultural Park to be held August 17 to 20. I can not wait. I live in Rome for ten years, but I am and will always Agrigento and Sicily.

Sicily and Sicilians intends to spread the Sicilian excellence in Italy and abroad. You who are a talented young Sicilian and six appreciated throughout Italy you have any advice for your peers who, like you have a passion and struggle to be realized?

The first thing I recommend is to listen to yourself and face the reality. Needless to poke fun hoping that luck arrivals from heaven, it is totally unnecessary to take for granted the things if you do not try and do not give the best in what we do, it is useless to do things just for money without passion and when a young learn to listen to themselves and face up to reality, he will begin to understand what it really wants from his life and then he can start thinking about how to get what he wants.
When you find it hard to realize it because you do not have clear ideas and the right determination, it takes a lot of sacrifice for what you do, you must be able to give something up, you have to know how to accept defeat and be aware of their mistakes. Never try to be always right, it is already partly wrong. Then, frankly, I think for me it is not yet time to give advice. For me this is not a point of arrival but only the beginning.

Need something we’ve asked you?

No, not today what I am asked I hope it’s good to be asked about a next time.
To learn more visit his site Marco: www.marcogallo.it[:]

[:it]Filippo Papa _ Fotografia[:]

[:it]Filippo Papa è un giovane artista siciliano emergente che fin da piccolo ha avuto uFotografia digitale-circle-Filippo Papano spiccato senso artistico, dimostrando la sua ecletticità e versatilità. Tocca infatti vari ambiti dell’arte visiva e non solo;  passa dalla fotografia, al graphic design, alla produzione e promozione di eventi culturali, videoarte e installazioni artistiche alla performing art. Vanta anche esperienze come attore teatrale e cinematografico e come modello.

Dopo essersi diplomato come ragioniere e perito commerciale, presso l’istituto statale “Cutelli” di Regalbuto, già nel 2010 vanta un’importante esperienza lavorativa. Collabora infatti nel ruolo di “aiuto produzione” per la realizzazione dello spot pubblicitario per il “Sicilia Outlet village” con l’agenzia “Mosaicoon” eletta “start up” del 2012 e agenzia ora leader internazionale nella pubblicità virale.

Ha conseguito un Diploma di Primo Livello in Graphic Design, presso l’Accademia di Belle Arti di Catania nel 2013.

Grazie alle conoscenze apprese, Filippo Papa si avvicina sempre più al mondo della fotografia che  è diventata, in breve tempo, il fulcro della sua espressione artistica.

Partecipa ad importanti mostre collettive; nell’aprile 2012, viene presentata la sua prima mostra personale di fotografia digitale dal titolo “Tre Anime” con un evento ha ricevuto diverse recensioni, articoli e interviste, riscuotendo molti consensi. Visto il successo riscosso, “Tre Anime”, diventa nei mesi a seguire una mostra itinerante.

Nel 2014, l’artista presenta con successo, la mostra personale dal titolo “Fotogramma”.

Nel programma internazionale TGR MEDITERRAEO prodotto da RAI 3 –FRANCE 3 e ENTV (Algeria) vengono pubblicati nella rubrica “scatti”  i  lavori dell’artista dal titolo “Catania in bianco e nero”.

Nello stesso periodo, inizia a collaborare con I-Art come reporter e fotografo.

Nel 2016 inaugura la mostra personale con opere inedite di fotografia e video dal titolo “Archai” ed entra a far parte della Galleria d’arte “KōArt: unconventionalplace”. Lo stesso anno consegue il Diploma Magistrale di secondo livello in Graphic Design indirizzo editoria. Si diploma presso l’Accademia di Belle Arti di Catania con il massimo dei voti.

Presenta la seconda tappa della mostra personale di fotografia e video Archai, presso il Castello di Spadafora (ME). Inoltre per la seconda volta i suoi scatti e i frame video di “Archai” vengono pubblicati  dal programma Tgr Mediterraneo, su Rai 3.

L’artista poi inizia a svolgere il ruolo di Cultore della materia presso l’Accademia di Belle Arti di Catania.

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Questo artista è stato invitato a partecipare a “Made OF Sicily”, prima MostraEvento di Sicily & Sicilians.

Scopri qui il programma della mostra a Palermo!

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[:it]Massimo Falsaci _ Fotografia[:]

[:it]Fotografia-il suo mare-Massimo falsaciMassimo Falsaci è un artista italiano contemporaneo.

Le sue opere sono il risultato di un suo spontaneo sentire e di un suo interno interrogarsi sull’immaginario contemporaneo. L’artista si interroga su argomenti che vanno dal vivere metropolitano alle figure quotidiane che vengono mostrate dai mass-media.
Nella sua sperimentazione artistica, come maestro pittore italiano contemporaneo, è arrivato a prediligere il connubio immagine digitale-acrilico.

Utilizza diversi supporti tra cui tela, vetro acciaio,vinile e muro, elemento che si ritrova nel caso del Premio Diesel Wall – Milano.

Il suo percorso di sperimentatore come artista pittore italiano contemporaneo ha inizio alla fine degli anni ’90 grazie all’incontro con Karel Thole dal quale ha appreso le tecniche del disegno e dell’illustrazione editoriale. L’incontro con il disegnatore ed illustratore olandese lo ha portato a volere apprendere altre tecniche artistiche ed è per questo che nel 2000 ha cominciato a frequentare la scuola milanese di pittura di Gianna Berrettini. Successivamente ha frequentato quella di scultura di Teresa Ricco.
La sua voglia di sperimentare lo ha portato a partecipare a numerosi workshop, tra cui ama ricordare quello presso la Fabbrica del Vapore (MI) . Nel 2014 frequenta il corso di pittura sperimentale al NABA di Milano con la docente Luciana Meazza durante il quale affina la sua personale consapevolezza critica del proprio lavoro e del proprio percorso artistico.

Sicilia Bedda è il titolo di questa serie di fotografie. L’intento di Massimo Falsaci è quello di evidenziare la bellezza della Sicilia in tutte le sue sfaccettature esaltandone il mare, i monumenti, la natura, le isole, i centri e i porti.

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[:it]Emanuela Aglieri Rinella _ Fotografia[:]

[:it]Emanuela AFotografia - Tuffo nel mare - emaglierinellaglieri Rinella è una giovanissima artista siciliana emergente. Emanuela oltre ad essere un’artista emergente è anche una studentessa liceale a tempo pieno. Frequenta infatti il quinto anno al liceo artistico.

La giovane fotografa emergente attraverso le sue foto cerca di raccontare nel
miglior modo possibile la Sicilia. Una terra piena di sogni, arte e cultura.

Da poco ha deciso di aprire un blog personale in cui postare varie foto e raccontare esperienze che ha vissuto nella sua tanto amata terra. Per riuscire in questo suo nuovo progetto, caricherà le sue foto che catturato i meravigliosi paesaggi dell’isola. Condividerà anche immagini degli storici piatti tipici della sua terra, famosi a livello internazionale. Emanuela vuole contribuire in questo modo alla diffusione del patrimonio naturale e culturale della sua terra.

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[:it]Riccardo Corda _ Digitalart[:]

[:it]Riccardo Digital art - Whale - Riccardo CordaCorda è un giovane artista siciliano emergente che vive a Milano. Riccardo è fortemente appassionato di illustrazione e design.
Per la realizzazione delle sue opere, il giovane artista prende ispirazione da eventi e sensazioni che vive quotidianamente nella sua routine giornaliera. Viene colpito anche d
alle
stranezze che percepisce nella vita e nei comportamenti dell’uomo.

Riccardo si ritiene un pensatore creativo, una persona che sa risolvere i problemi e allo stesso tempo un osservatore meticoloso. Ama le grafiche old-school ed i vinili funk. Solitamente realizza opere digitali. Spesso e volentieri però tutto il processo di creazione di un’opera parte da una tela bianca. Proprio su di essa il giovane artista esprime il suo spirito artistico e creativo.

Attraverso i suoi lavori, cerca di rappresentare sempre il lato divertente e comico di una vita che può non esserlo affatto in modo tale da far sorridere e coinvolgere il pubblico.

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[:it]Antonio Salerno _ Pittura[:]

[:it]Antonio Salerno è un giovane pittore emergente.

Già dalle prime espressioni da bambino traspare la sua creatività.
Questo lo spinge ad indirizzare gli studi verso ciò che gli permette di valorizzare la sua personalità artistica. Conoscenze tecniche, spiccata creatività e ricerca concettuale: questi sono gli elementi che contraddistinguono la sua produzione Pittura - Scimpanzè su palla n10 - Antonio Salernoartistica.
Con la Dama Bianca nel 2011, arriva il successo internazionale.
Nel 2013 incontra Papa Francesco, al quale fa dono di un’opera che lo ritrae. L’opera viene accolta con simpatia e gratitudine. Il 2014 è l’anno di Frittura Notturna, lavoro con cui ottiene la prima quotazione nel mercato ufficiale dell’arte.
Frittura Notturna si converte anche nella sua prima installazione al San Babila di Milano. Anch’essa viene accolta con stupore ed interesse dal pubblico e da tutta la critica. Inoltre la sua partecipazione alle mostre fino ad oggi è stata piuttosto costante e diffusa.

Ci presenta una sua collezione composta da 15 pezzi, un rebus che associa ad ogni animale un gesto.
A sua volta le palle da biliardo si associano al carattere e sono ordinate in base alla classifica ORAC degli alimenti.
La classifica ORAC stabilisce il potere antiossidante degli alimenti.
Gli antiossidanti sono una potente arma contro il danneggiamento delle cellule. Essi stanno alla base di molte patologie, in particolare tumori e malattie degenerative.

[Best_Wordpress_Gallery id=”50″ gal_title=”Antonio Salerno”][:]

[:it]Gabriella Lupo _ Fotografia[:]

[:it]Gabriella Lupo è una giovane artista siciliana emergente, appassionata di fotografia.

La giovane fotografa è nata a Palermo nel 1984 dove ha conseguito il diploma al Liceo Artistico “Eustachio Catalano” . Successivamente ha ottenuto la laurea triennale in Fotografia-P1020415- Gabriella Lupodecorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo.
Ama molto dipingere l’astratto, ma anche il figurativo ed il paesaggistico. Gabriella Lupo utilizza vari materiali: acrilico,olio,acquarello, etc..
L’artista ama disegnare vari ritratti e vignette facendo uso di qualsiasi supporto e qualsiasi tecnica. Ama anche scattare foto di vario genere, soprattutto naturalistico.

Inoltre è appassionata del cinema d’animazione sia 2d che 3d .
Infatti proprio per questo ha ricevuto degli attestati nei corsi di animazione 2D  alla Microsales e  3D all’Eureka Engineering, come modellatrice,animatrice e renderista.
Ha partecipato a diverse esposizione tra le quali: una mostra collettiva di fotografia a Enna (Sicilia) e una personale di pittura e fotografia a Palermo (Sicilia).
Ha anche partecipato e ha ricevuto l’attestato ad una mostra collettiva a Bruxelles, con la Professoressa Maria Teresa Prestigiacomo.

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[:it]Marilina Marchica _ Pittura[:]

[:it]Dopo gli stuPittura- landscape mixed media on wood- Marilina Marchicadi al Liceo Artistico di Agrigento, la giovane artista emergente siciliana Marilina Marchica studia presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. Qui consegue la Laurea in Pittura con una tesi sulle Architetture urbane.

“City” è la sua serie di vedute urbane che si caratterizza per un tratto sintetico. Questo elemento è riconoscibile grazie a una peculiare cifra stilistica in cui si fondono stasi e memoria. All’orizzonte si stagliano le case con i loro muri dalle superfici che s’ increspano sulla materia raccontando un vissuto comune.

Le tonalità cromatiche più frequenti sono il bianco e il grigio. Vi è la reiterazione, sempre contenuta, del rosso capace di accendere immagini poetiche e rarefatte che accolgono un senso, intimo e profondo, di appartenenza ai luoghi.
La linea dell’orizzonte ritorna nella serie “Landscapes”, paesaggi entropici. Essi sono in equilibrio tra ordine e disordine, caos e cosmo. Qui compare un efficace prassi minimalista. Questa è volta a cogliere la dimensione nascosta di tali paesaggi in cui il tempo e i luoghi si ricongiungono nello spazio della memoria, campo d’azione prediletto dell’artista.
Protagonisti della ricerca di Marilina Marchica sono il segno e la traccia. Fattori che si ritrovano nella riduzione e la sottrazione di molteplici e contrastanti pensieri, stati d’animo e sentimenti che l’artista trasferisce sulla superficie delle sue opere. Olio, iuta, smalto, carta, ferro, carboncino, paste di marmo, resine e siliconi, come elemento dominante o contaminante tra loro. Essi sono oggetto della continua scoperta di un’artista curiosa e sensibile. L’artista è interessata alle diverse sfumature della realtà, ai paesaggi e alle città. Elementi che giorno dopo giorno accolgono eventi e individui, segni di un tempo in continuo divenire.

Il tema della ricerca dell’artista è la fragilità della terra in relazione ai rapporti uomo/natura e tempo/traccia che diviene memoria storica del luogo e nel tempo in cui vive e lavora. Le opere della Marchica, riconducibili a serie che hanno una data di inizio ma sono in costante aggiornamento, esprimono pertanto un universo sommerso, capace di emergere per mostrarci l’essenza più profonda. Tra intimismo e sperimentazione andando oltre e guardando altrove Marilina Marchica rappresenta quelle molteplici, variabili e invisibili “costellazioni di significato “ che fanno parte del quotidiano e connotano il contemporaneo come scenario mutevole e incerto.

[Best_Wordpress_Gallery id=”48″ gal_title=”Marilina Marchica”]

Questo artista è stato invitato a partecipare a “Made OF Sicily”, prima MostraEvento di Sicily & Sicilians.

Scopri qui il programma della mostra a Palermo!

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[:it]Lillo Sauto _ Pittura[:]

[:it]Lillo Sauto è un pittore emergente siciliano.

Il giovane artista si è da poco incamminato verso un percorso di ricerca Pittura -Guardami i pensieri acrilico - Lillo Sautoartistica pura. L’artista sta sviluppando un linguaggio artistico personale e riconoscibile. Egli ritiene che il vero senso del lavoro di un artista non stia tanto nella riproduzione del visibile. Esso sta in realtà nella capacità di rendere visibile e comprensibile il mistero della vita umana. Così Lillo esalta il profondo significato della vita, dando vita e colore alla propria anima.

Lillo, attraverso la propria ricerca interiore, offre con generosità il suo modo di vedere il mondo. Questa sua visione che può essere adottata attraverso la contemplazione dei suoi quadri.
La scelta dei colori è determinante. Attraverso la loro armonia e disarmonia viene espressa una grande comunicatività: l’emozione è irruenta ed arriva subito all’osservatore. Ci sono colori forti ed importanti contrasti. Difatti i quadri di Lillo non sono affatto miti: a volte irrompono, squarciano in due il grigiore quotidiano della routine, urlano, danzano, sono di una luminosità forte, in quasi totale assenza di drammaticità, sono portatori sani di allegria e buon umore.

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[:it]Chiara Privitera _ Fotografia[:]

[:it]Chiara Privitera è una giovane artista siciliana emergente, che si dedica alla fotografia.

Porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore è un modo di vivere” (Cartier- Bresson)

Fotografia - Come mulini - Chiara PriviteraQuesta frase, benché siano passati anni dal corso di fotografia all’Università di Catania, la giovane artista non l’ha mai dimenticata. E tutte le volte che vede qualcosa, anche mentalmente, vive una strana sensazione. Una sensazione simile ad uno scatto che le permette di ricordare e vedere ancora meglio. Lo fa anche nel suo lavoro, quello di giornalista. La giovane fotografa ritiene che l’inquadratura, la luce, il momento in cui un viso assume una specifica contrazione aiutino nel loro insieme chi guarda a sentirsi “più vicino” alle storie, anche se le vive indirettamente magari attraverso uno schermo.

Il racconto migliore per Chiara Privitera è quello che trasmettono le immagini. Il mestiere che fa nella vita è quello che ha scelto, ma la fotografia è quello che sente dentro di sè. E’ così che negli anni ha imparato anche a (ri)guardare la sua terra, la Sicilia, con occhi nuovi. Gli stessi posti, le stesse strade, anche le stesse facce, non sono mai uguali. Ogni occasione è quella giusta per catturare un momento, il significato di un evento, una realtà. Fattore che soprattutto nella sua terra sembra sempre uguale ma non lo è affatto. Pur partendo dalla cima dell’Etna, fino al mare del tellinaro passando per i vicoli delle città.

Le 15 foto qui presentate sono state scattate negli anni e in lungo e in largo per la Sicilia. Le città sono: Catania, Salina, Siracusa, Mozia, Trapani, Portopalo, Agrigento.

[Best_Wordpress_Gallery id=”45″ gal_title=”Chiara Privitera”]

Questo artista è stato invitato a partecipare a “Made OF Sicily”, prima MostraEvento di Sicily & Sicilians.

Scopri qui il programma della mostra a Palermo!

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[:it]Salvatore Rivolo _ Pittura[:]

[:it]Il giovane artista siciliano Salvatore Rivolo è nato a Palermo nel 1983. Salvatore è un graphic designer, illustratore e pittore emergente.

Ha conseguito il diploma di laurea in grafica presso l’Accademia di Belle Arti di Palermo nel Luglio del 2013. Qui ha imparato le basi artistiche che gli hanno permesso di specializzarsi poi nella sua attuale tecnica pittorica.
Grafite e grafite acquerellabile su carta - ritratto di Max Ernst - RivoloNel corso degli anni della sua carriera artistica Salvatore ha avuto l’occasione di partecipare a varie mostre e manifestazioni. Ha così avuto l’occasione di esporre le sue opere in giro per l’Italia.
Il giovane pittore ama mescolare nei suoi lavori stili artistici differenti tra loro e provare varie e nuove tecniche pittoriche. Inoltre lavora usando svariati materiali: acrilici, pastelli a olio, penne pigmentate, fusaggine. Allo stesso tempo per realizzare le sue opere l’artista si serve concettualmente di diversi supporti materiali. Elementi come la tela, la carta da regalo, da imballaggio, etc.

Un’ampia creatività e una forte passione per l’arte sono i fattori che muovono il suo interesse. Questi lo spingono ad un’evoluzione ed a un continuo miglioramento la sua ricerca artistica. Questo sue stile artistico è accompagnato infine dal desiderio di giustizia e libertà, valori fondamentali per l’artista in quanto uomo.

[Best_Wordpress_Gallery id=”43″ gal_title=”Salvatore Rivolo”]

Questo artista è stato invitato a partecipare a “Made OF Sicily”, prima MostraEvento di Sicily & Sicilians.

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[:it]Marco Favata _ Pittura[:]

[:it]Marco Favata è un giovane artista eMarco Favata- sorelle- acrilico su telamergente siciliano il cui percorso di formazione inizia con l’iscrizione alla facoltà di architettura di Palermo e poi ad un corso regionale in cui acquisisce la qualifica di arredatore. La sua istruzione lo porta quindi a scegliere formati regolari quasi sempre 100 x 100. Inoltre essa lo spinge ad abbracciare una tipologia di poetica ispirata da un contrasto di regole. Allo stesso tempo è spinto verso un’insubordinazione delle stesse.

Il progetti, che si terranno nel 2017 e a cui parteciperà, sono svariati. La sua produzione artistica per il 2017 si concentrerà sulla tematica della dissociazione in campo psichico. Ci sono diverse esposizioni a Palermo e probabilmente qualcuna in Toscana, regione cara all’artista.

Quello che Marco Favata vuole ottenere attraverso i suoi lavori, è il tentativo di dare forza a dei ruoli sociali fondamentali. Questi sono l’essere padre e l’essere sorelle, che raccontano il concetto di famiglia. Ruoli sociali particolarmente sentiti in Sicilia e narrati dal narratore Salvo Piparo. Proprio a lui l’artista ha anche dedicato un ritratto. A livello pittorico da una parte utilizza il bianco e nero e i chiaroscuro, tipici di chi si affaccia al mondo dell’arte. Inoltre essi rimandano ai suoi primi approcci al disegno. Dall’altra lo stile romanico-fiorentino e il suo bi-cromatismo alludono al fascino degli anni vissuti dall’artista in Toscana.

La tecnica stilistica scelta è l’acrilico su tela, spalmato sul fondo con le dita. Grazie a questo riesce efficacemente ad ottenere un risultato veloce ed immediato. Usando esclusivamente il bianco ed il nero, l’artista si riallaccia alla tradizione.

 

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BEST PRACTICE MADE IN SUD: Polline Art

[:it]Polline Art è un progetto made in Sicily creato da due giovanissimi con la passione per l’arte e per il mondo del web.

Il progetto è un servizio pensato per ogni artista, dal più adulto al più giovane, che con poco sforzo sia economico che di tempo, può caricare le sue opere sulla piattaforma. In questo modo ognuno può tutelare il suo diritto d’autore ed evitare così diffusioni illecite dei suoi lavori.

Incuriositi, abbiamo rivolto alcune domande ad Amalia, una dei fondatori di Polline Art.

Chi sei e come è nata l’idea per Polline Art?pollineart1-300x170

Mi chiamo Amalia, ho 22 anni e da sempre nutro la passione per la scrittura, la lettura, il marketing, l’arte e il mondo del web.
L’idea di Polline è arrivata due anni fa mentre mi trovavo con Fabrizio a spasso dentro Farm Cultural Park, un centro culturale di nuova generazione nato nel cuore di Favara, in Sicilia. Chiacchierando con artisti, notammo il forte timore di diffusioni illecite delle loro opere sul web. Da lì il suggerimento di utilizzare la blockchain per garantire la propria paternità.

Descrivi il vostro progetto.

Il progetto Polline è oggi un servizio pensato su misura per ogni artista di vecchia e nuova generazione che decide di prendersi cura delle proprie creazioni. È stato pensato, progettato e realizzato insieme agli artisti; grazie al loro contributo ed ai loro consigli è venuto fuori un progetto semplice, immediato ed economico. Gli artisti che decidono di utilizzare Polline per tutelare il proprio diritto d’autore dei loro lavori spendono in media cinque minuti del loro tempo e con pochi euro il gioco è fatto.

Quali sono i vostri obiettivi per l’immediato futuro? 

Penso che tra i nostri obiettivi ci sia quello di crescere in maniera vertiginosa. In questi giorni stiamo lavorando all’automatizzazione di alcuni processi, questo ci consentirà di lavorare più velocemente e di soddisfare in minor tempo le richieste degli artisti che fanno parte di Polline Art.

Dove vi aspettate di essere tra 3 anni? 

Il progetto porta un nome importante. Si chiama Polline perché con la stessa leggerezza e naturalezza auspica a far arrivare le opere d’arte ovunque e con estrema sicurezza per l’autore. Forse potrei rispondere che mi aspetto di essere ovunque, come il polline.

Arte ed innovazione: per molti sembrerebbe uno strano binomio. Ci potreste spiegare meglio come lo intendete voi? 

Abbiamo sempre visto l’innovazione insieme alla tecnologia come strumenti che risolvono problemi. Gli artisti ci hanno svelato qualcosa che impediva loro di trasferire cultura mediante uno strumento assolutamente contemporaneo: Internet. Questo per noi non era e non è accettabile. Senza innovazione Polline non ci sarebbe, le opere degli artisti non sarebbero al sicuro e così sia gli artisti che gli appassionati d’arte sarebbero meno contenti per diversi motivi.

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E di contro, Sicilia e innovazione, spesso sembra un binomio impossibile. Cosa manca secondo voi affinché la Sicilia possa essere al passo con altre regioni d’Italia più all’avanguardia?

A volte accostare il concetto di innovazione alla Sicilia fa storcere il naso è vero. Eppure abbiamo molti esempi di progetti innovativi nati e cresciuti proprio in Sicilia. Il nostro progetto muovendosi e vivendo online ha avuto meno difficoltà per allinearsi con le altre realtà. Ad ogni modo anche se sembrerà un gran cliché, confido tanto nei ragazzi della nostra età, la faranno loro la rivoluzione. Con fatica, ma la faranno.

Così come Sicily & Sicilians, anche Polline Art è dedicata e pensata ai giovani artisti emergenti. Cosa consigliate ai giovani che vogliono affermarsi nel mondo dell’arte e che purtroppo incontrano svariate difficoltà, soprattutto in Sicilia?

pollineart3-300x225L’unico consiglio che mi sento di dare è…viaggiate! Consiglio caldamente per chi ne ha la possibilità di girare il mondo in lungo ed in largo. Così saranno in grado di conoscere molta gente, di stringere relazioni con diverse figure professionali. Consiglio loro di parlare a lungo con tutti, di ascoltare i consigli, anche quelli più banali. Guarderanno invece di vedere, ascolteranno invece di sentire. Consiglio loro di bruciare le tappe e di correre, di sbagliare frequentemente, di studiare svariate cose anche fuori dal settore d’interesse. La vita è un continuo pedalare, si deve andare spediti verso il tutto e poi raccogliere.

Volete approfondire? ecco il sito dei nostri amici: blockchain.polline.org

 [:en]Pollen Art is a project made in Sicily created by two young people with a passion for art and the world of the web.
The project is a service designed for every artist, from the adult to the youngest, is that with little financial effort and time, can download his works on the platform. This way everyone can protect its copyright and to avoid illicit circulation of his works.
Intrigued, we asked some questions to Amalia, one of the founders of Art Pollen.

Who are you and how did the idea for Art Pollen?pollineart1-300x170

My name is Amalia, I’m 22 years old and I have always been a passion for writing, reading, marketing, art and the world of the web.
The idea of Pollen came two years ago when I was with Fabrizio for a walk in Farm Cultural Park, a new generation cultural center was born in the heart of Favara, Sicily. While chatting with the artists, we noticed the strong fear of illicit circulation of their works on the web. From there the suggestion to use the blockchain to ensure their paternity.

Describe your project.

The Pollen project is now a service tailor made for each of the old and new generation artist who decides to take care of their own creations. It was conceived, designed and implemented together with the artists; Thanks to their efforts and their recommendations came out a simple project, immediate and economical. The artists who decide to use pollen to protect its copyright of their work spend an average of five minutes of their time and with few euro’s it.

What are your goals for the immediate future?

I think that among our objectives there is that of growing clout. These days we are working on automating some processes, this will allow us to work faster and in less time to meet the demands of the artists who are part of Pollen Art.

Where do you expect to be in 3 years?

The project carries a big name. It’s called Pollen because with the same lightness and naturalness in hopes to get works of art everywhere and with extreme security for the author. Perhaps I could answer that I expect to be anywhere, such as pollen.

Art and innovation for many would seem a strange combination. You might better explain how you understand it?

We have always seen innovation combining technology as tools that solve problems. The artists we have uncovered something that prevented them from transferring culture through a very contemporary tool: the Internet. This for us was not and is not acceptable. Pollen Without innovation there would be, the works of artists would not be safe, and so both the artists and art lovers would be less happy for several reasons.Processed with VSCO with a6 preset

And conversely, Sicily and innovation, often seems an impossible combination. What’s missing in your opinion so that Sicily can to keep up with other more advanced regions of Italy?

Sometimes pull the concept of innovation to Sicily does turn up their nose is true. Yet we have many examples of innovative projects born and raised in Sicily. Our project moving and living online has had less difficulty to align with other realities. However, even if it seems a big cliché, I trust so much in boys of our age, they will make their revolution. With hard work, but they will.

As well as Sicily and Sicilians, even Pollen Art is dedicated and designed for young emerging artists. What do you recommend to young people seeking success in the art world and that unfortunately encounter various difficulties, especially in Sicily?

pollineart3-300x225The only advice I can give is … traveling! I highly recommend for those who have the opportunity to travel the world far and wide. So they will be able to know a lot of people, to forge relationships with various professionals. I board them to speak at length with everyone, to listen to advice, even the most trivial. They will look instead to see, listen instead of hearing. Their Board of forge ahead and run, to make mistakes frequently, to study various things even outside the area of interest. Life is a continuous cycle, you must go shipped to everything and then collect.
Do you want to learn? here is the site of our friends: blockchain.polline.org[:]

[:it]Ivana Urso _ Pittura[:]

[:it]Nella formazione artistica della pittrice emergente siciliana Ivana Urso si intrecciano diversi ambiti creativi, tutti caratterizzati da una straordinaria passione per l’arte, la pittura e l’artigianato artistico.
ivana urso Pittura Emo-tivoDopo la laurea in decorazione pittorica presso l’Accademia di Belle Arti di Catania ed aver vissuto diversi periodi di studio e approfondimento in campo artistico, si dedica alla decorazione d’interni. L’artista cerca di interpretare ciò che nell’istante in cui dipinge l’appassiona maggiormente.

In parallelo all’attività di decoratrice, ha sviluppato negli ultimi anni anche la ricerca artistica verso la vetrofusione. Questa attività l’ha portata a conoscere un materiale nuovo che non conosceva affatto, il vetro. Questo materiale l’ha davvero appassionata portandola a realizzare diverse opere molto particolari. La possibilità di incrociare, sfumare vetri e graniglie di diverso spessore e diversi colori hanno reso possibile la nascita di opere molto belle. Opere che nascono dopo la fusione ad oltre 800 gradi.
Da diversi anni partecipa attivamente a mostre collettive e collaborazioni con diversi artisti in ambito nazionale.

L’istinto, la passione e la libertà sono gli elementi cardine dei lavori di Ivana Urso. Realizza opere astratte, utilizzando prevalentemente colori acrilici, su tavola, tela o legno. Ama utilizzare colori caldi. I dipinti così eseguiti fanno parte della sua vita. Questi raccontano delle sue emozioni, del suo modo di essere e del suo modo di vedere la vita ed il mondo. Tutto racchiuso in una forma d’arte astratta. Nel corso degli anni ha arricchito la sua creatività artistica attraverso l’impiego di materiali come sabbia, stucco. Ciò le ha permesso di andare “oltre la pittura” dando vita a nuove forme e emozioni. La ricerca artistica della vetrofusione si affianca sempre sullo stile pittorico.  I riflessi, la brillantezza e la sfumatura dei vetri aprono nuovi spazi artistici e un nuovo mondo da scoprire. Tutto ciò attraverso la realizzazione di oggetti d’arte,complementi d’arredo, vetrate artistiche dal design moderno e raffinato.

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[:it]Alessandro Cartosio _ Fotografia[:]

[:it]fotograifa- verso l'alba- Alessandro CartosioDocumentarista e fotografo, l’artista emergente siciliano Alessandro Cartosio si è formato tra Roma e Parigi. I suoi lavori sono principalmente di ricerca antropologica e sperimentale. Ha girato un documentario in India, presentato a diversi festival internazionali e il suo ultimo lavoro, il ritratto dell’artista siriano Kazem Khalil, lo ha realizzato in Francia. Dal video si è poi avvicinato, con un processo inverso, alla fotografia e all’essenzialità dell’immagine nel mistero dello scatto. Da alcuni anni fotografa soggetti diversi in varie parti del mondo.

Egli sta cercando di affinare la sua tecnica ma soprattutto il suo sguardo, il punto di vista sulla realtà che ci circonda. Da alcuni mesi lavora ad un progetto con la fotografa Shobha Battaglia con la quale ha affrontato un percorso di formazione
all’immagine fotografica e con la quale sta anche sviluppando un documentario.

Per Alessandro Cartosio la Sicilia, nel bene e nel male, è continua fonte di ispirazione per i suoi lavori. Nella sua costante ricerca non può prescindere dal mare e dai suoi colori. Questi sono sempre una sfida importante per chi si avvicina all’immagine sia sul piano tecnico che sul piano emotivo.

I colori del mare sono infiniti. Essi sono specchio di stati d’animo diversi in cui poter riflettere se stessi e le proprie emozioni. Con questa serie fotografica l’artista vuole mostrare la potenza dell’acqua. Infatti essa a contatto con la luce del giorno e della notte sa rifletterci sensazioni differenti. Il mare è gioia, libertà, godimento, ma sa anche essere misterioso e inquietante. I siciliani si rispecchiano sempre in esso.

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[:it]Marco Mirabile _ Streetart[:]

[:it]Il giovane artista siciliano emergente Marco Mirabile, aka Temet Nosce, frequenta dal 1996 al 1999 l’indirizzo sperimentale in Rilievo e Catalogazione presso l’Istituto d’Arte di Siracusa dove consegue il diploma di maturità artistica. Dal 2001 frequenta l’Accademia di Belle Arti di Palermo dove nel 2006 consegue il Diploma di Laurea di I livello (V.O.) in  Alta Formazione Pittorica. Nel 2009 consegue il II livello di Arti visive e discipline dello spettacolo con 110/110 e lode.
Leggi tutto “[:it]Marco Mirabile _ Streetart[:]”

BEST PRACTICE MADE IN SUD: PastActivity

[:it]PastActivity è un’associazione culturale siciliana nata nel 2016 dall’idea e grazie all’impegno di due archeologi, Laura e Giovanni che si sono avvalsi della collaborazione esterna di una collega, Claudia.

Gli obiettivi principali che l’associazione PastAcitivity si ripropone sono la valorizzazione del territorio siculo e la riscoperta del maestoso patrimonio culturale attraverso eventi ed attività per favorire così una migliore conoscenza del passato e delle tradizioni dell’isola.

locandina definitivaIl primo grande evento di rievocazione storica in Sicilia si terrà presso la Valle dei Templi di Agrigento il 6 e 7 maggio 2017. Tutti coloro che prenderanno parte all’iniziativa potranno rivivere l’atmosfera che si respirava ad Akragas nel III sec. a.C. quando la città era contesa tra i Romani e i Cartaginesi, partecipando alle numerose attività previste dal programma.

Incuriositi da questo progetto, abbiamo rivolto alcune domande ad uno dei due archeologi fondatori di PastActivity, Laura Danile.

Come è nata l’idea?

L’idea è nata dall’intento di organizzare qualcosa di nuovo in Sicilia che potesse richiamare molta gente dentro una delle aree archeologiche più belle dell’isola e soprattutto rivolgersi a un pubblico nuovo e diverso da quello consueto. In particolare vorremmo coinvolgere i millennials che sono quelli che meno frequentano l’area.

Hai incontrato difficoltà (burocratiche o emotive) nel tuo cammino, soprattutto considerando l’importanza della location scelta e le modalità di svolgimento del progetto stesso?

Non vi nascondo che il progetto è complesso e ambizioso e che un po’ ci spaventa ma abbiamofoto gruppo Pastactivity avuto sempre riscontri positivi e piena disponibilità da parte dell’Ente ospitante che è il nostro main partner e ci ha aperto le porte e fornito tutto il sostegno di cui abbiamo bisogno. Poi abbiamo creato una rete di professionisti che, ciascuno per il suo settore di competenza, collaborano con grande entusiasmo e si sono lasciati coinvolgere a 360 gradi anche su altri aspetti non strettamente tecnici. Direi che finora tutto è filato liscio anche se ancora la strada è tutta in salita.

Esprimi in 3 parole l’essenza del progetto.

Storia, Spettacolo, Emozione.

Qual è il fine della vostra iniziativa?

Contribuire a rafforzare il legame tra la collettività e i luoghi della cultura, consentire che siano percepiti come luoghi da vivere, da scoprire, da riscoprire, nei quali emozionarsi, divertirsi, incontrarsi, e perché no, creare un nuovo margine di lavoro per i giovani professionisti del territorio. Il lavoro la nostra generazione deve inventarselo con coraggio.

Sopralluogo_Arti_Director-14Pensate di riproporre esperienze del genere nel prossimo futuro?

Certo, speriamo di si.

La vostra organizzazione esalta una ben nota eccellenza siciliana e ciò è pienamente in linea con l’obiettivo di Sicily & Sicilians, allo stesso tempo coinvolge numerosi giovani; come pensate che questi due fattori possano essere combinati per la promozione della nostra Terra?

Siamo pienamente convinti che questi fattori siano la forza della nostra terra, ricca di storia, cultura, fascino che chi ci vive e la ama può trasmettere ai viaggiatori. I giovani, come noi, devono crederci e impegnarsi per questo, mettere a frutto le loro competenze per promuovere questa terra meravigliosa.

 

Per altre info su PastActivity: http://www.pastactivity.it/[:en]PastActivity Sicilian is a cultural association founded in 2016 by the idea, and through the efforts of archaeologists, Laura and John who made use of external collaboration of a colleague, Claudia.

The main objectives that the association intends PastAcitivity are the enhancement of the Sicilian territory and the rediscovery of the majestic cultural heritage through events and activities to promote so a better understanding of the past and the traditions of Sardinia.

locandina definitivaThe first major event of historical reenactment in Sicily will be held at the Valley of the Temples in Agrigento on 6 and 7 May 2017. All those taking part in the initiative will be able to relive the atmosphere that reigned at Akragas in the third century. B.C. when the city was fought over by the Romans and the Carthaginians, by participating in the many activities under the program.

 

Intrigued by this project, we asked some questions to one of the two founders of archaeologists PastActivity, Laura Danile.

How did the idea?

The idea was born by the desire to organize something new in Sicily that could draw a lot of people in one of the most beautiful archaeological areas of the island and especially turn to a new and different audience than usual. In particular, we would like to engage millennials which are those that less frequent the area.

Have you encountered difficulties (bureaucratic or emotional) in your path, especially considering the importance of the choice of location and the modalities of the project itself?

foto gruppo PastactivityI will not conceal that the project is complex and ambitious and a little ‘scare us but we have photos Pastactivity group always had positive feedback and full availability by the host Entity which is our main partner and opened doors and provided all the support we need. Then we created a network of professionals who, each in his field of expertise, work with great enthusiasm and got themselves involved 360 degrees on other aspects not strictly technical. I would say that so far everything went smoothly even if the road is still uphill all the way.

Express yourself in 3 words the essence of the project.

History, Entertainment, Emotion.

What is the purpose of your initiative?

Helping to strengthen the link between the community and places of culture, enabling them to be perceived as places to live, to discover, to rediscover, in which excited, have fun, meet, and why not, create a new business margin for young professionals of the territory. The work our generation has to invent it with courage.Sopralluogo_Arti_Director-14

Do you plan to repeat such experiences in the near future?

Sure we hope so.

Your organization brings a well-known Sicilian excellence and this is fully in line with the objective of Sicily and Sicilians, at the same time involves a number of young people; how do you think that these two factors can be combined for the promotion of our Earth?

We are fully convinced that these factors are the strength of our land, rich in history, culture, charm those who live there and love can pass on to travelers. Young people, like us, have to believe and commit to this, build on their skills to promote this wonderful land.

For more info on PastActivity

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[:it]Maurizio Caltabiano _ Digitalart[:]

[:it]Il lavoro dell’artista siciliano emergente Maurizio Caltabiano si basa su addizione e sottrazione di informazione. La sottrazione consiste nell’estrazione di strati di colore da una fotografia originale. L’addizione viene invece realizzata mediante i canoni linguistici e la composizione tipici dell’illustrazione (didascalia e testo) e del fumetto / manga (riquadri e composizione). Il processo si ispira alla produzione delle stampe dell’ukiyo-e, soprattutto nella mescola di riproducibile e unico. Ogni opera cerca di esprimere il conflitto tra il digitale e il materiale. Conflitto che si consuma nel processo di addizione, sottrazione e trasformazione dell’informazione nel suo continuo alternarsi con il rumore di fondo.

xilografia ed elaborazione digitale - o.3.1. - maurizio caltabianoAll’artista interessa l’alterazione del significato mediante l’aggiunta e la sottrazione di strati sottili di informazione. Tramite differenti canoni linguistici separati dal loro contesto abituale, evidenzia un messaggio nascosto. Lo crea al contempo come una conversazione ripulita dal rumore di fondo o come un volto evidenziato nella folla. Ogni messaggio trasmesso da un’opera vive insieme al rumore di fondo come l’informazione vive al fianco dell’entropia, del disordine e del caos. L’entropia è l’impossibilità di tornare indietro che emerge in ogni trasformazione. L’entropia per Maurizio Caltabiano è in ogni gesto della natura e lo rende unico, irripetibile. Tutto il suo lavoro è basato sul terrore del gesto materiale che sporca e rende unica l’opera digitale. L’entropia non è altro che il suo rimorso.

“Ciò che in astratto potrebbe sembrare un semplice modulo colorato diventa in realtà quanto di più drammatico sia possibile ottenere su una superficie piatta. […] il problema del decorativismo pittorico è il più serio che affligga l’arte contemporanea.”
Citazione di Clement Greenberg tratta da “Klee”, parte della collezione “I classici dell’arte. Il Novecento”.

[Best_Wordpress_Gallery id=”29″ gal_title=”Maurizio Caltabiano”][:]

BEST PRACTICE MADE IN SUD: Orange Fiber

[:it]Se vi dicessimo che tra pochi mesi nei vostri negozi preferiti potrete acquistare capi d’abbigliamento fatti di agrumi ci credereste?

logo-of-03Ebbene sì, è proprio Orange Fiber il primo tessuto sostenibile creato utilizzando i sottoprodotti dell’industria agrumicola. Un progetto made in sud, nato quasi per caso grazie ad una foto apparsa sui social network che ritraeva un campo di agrumi abbandonato che spinge una giovane siciliana, appassionata tanto del mondo della moda e dei tessuti sostenibili quanto innamorata della sua Terra, ad avere questa entusiasmante idea “green”.

Puntando ad una produzione green, alla trasparenza e al completo rispetto dell’ambiente Orange Fiber si appresta ad essere il first mover del settore nel contesto italiano.

Per saperne di più su questa entusiasmante creazione abbiamo intervistato Adriana Santanocito, ideatrice del progetto ed Enrica Arena.

Cos’è Orange Fiber e quali le sue principali caratteristiche?

Risponde Adriana Santanocito – “Orange Fiber è il primo tessuto al mondo creato dagli agrumi”.

Esso viene realizzato a partire dal “pastazzo” d’agrumi, ossia quel residuo umido che resta al termine della produzione industriale di succo di agrumi e che ad oggi deve essere smaltito con importanti costi per l’ambiente e per le industrie di produzione.

Grazie all’innovativo processo brevettato, siamo in grado di sfruttare le potenzialità del pastazzo per l’estrazione della cellulosa d’agrumi atta alla filatura, trasformando questo scarto in un nuovo materiale capace di rispondere alle esigenze di sostenibilità ed innovazione del comparto tessile-abbigliamento e al bisogno dei consumatori di moda di avere accesso a prodotti capaci di coniugare etica ed estetica.

Le varianti di tessuto finora prodotte comprendono un raso e un popeline – ottenuti tessuto il nostro esclusivo filato insieme alla seta comasca e all cotone – e un twill 100% Orange Fiber, impalpabile e leggero, simile alla viscosa.

Per le produzioni future abbiamo messo a punto una serie di processi che ci consentono di produrre varie tipologie di tessuti, dai più str_DSC8289 copiautturati ai più delicati, in modo da soddisfare tutte le esigenze di creazione dei brand di moda.

Come e quando è nata l’idea di creare un tessuto da un prodotto organico come l’arancia? Oggi a che punto siete?

Il sogno di Adriana Santanocito – ideatrice del progetto – è sempre stato quello di portare valore alla propria terra attraverso la creazione di un nuovo materiale per la moda, la sua grande passione.

Nel 2011, nel corso dei suoi studi in Fashion Design e materiali innovativi all’AFOL Moda di Milano, Adriana intercetta il trend dei tessuti sostenibili e decide di approfondire l’argomento nella sua tesi.

Parallelamente, entrando in contatto con i produttori di agrumi, rimane molto colpita dalla sofferenza del settore.

Una foto in particolare, condivisa sui social network da un amico comune, agronomo, che ritraeva un agrumeto abbandonato – ovvero in cui nessuno curava gli alberi né ne avrebbe raccolto i frutti – fa scattare la scintilla: perché non utilizzare gli agrumi per creare un tessuto innovativo e sostenibile capace di dare nuovo slancio al comparto manifatturiero italiano e generare valore per il territorio?

Dalla teoria esposta nella sua tesi, attraverso la collaborazione con il laboratorio di Chimica dei Materiali del Politecnico di Milano, riesce finalmente a provare la fattibilità del processo – per il quale deposita il brevetto italiano, esteso poi in PCT internazionale nel 2014 – ed arrivare alla pratica: creare una fibra dagli agrumi è possibile.

E’ durante lo sviluppo del processo, che scopre l’altra grave questione che affligge il settore agrumicolo siciliano: lo smaltimento dei sottoprodotti della spremitura – ovvero di tutto quello che resta dopo la produzione industriale di succo – che vale circa 1 milione di tonnellate l’anno in Italia – e la cui gestione comporta ingenti costi economici per le industrie di trasformazione e impatta l’ambiente.

A quel tempo condividevamo la stessa casa a Milano, città in cui anche io mi ero trasferita per studiare comunicazione e cooperazione internazionale, immaginando un futuro nell’imprenditoria sociale.

Mi parlò della sua idea e ne rimasi colpita: la sostenibilità e la tutela dell’ambiente ci hanno unite e da quel giorno lavoriamo fianco a fianco ad Orange Fiber, il primo tessuto sostenibile creato a partire dai sottoprodotti dell’industria agrumicola.

Attualmente stiamo lavorando all’ottimizzazione del processo di produzione industriale e alla prima commercializzazione del tessuto.filename059

Entro la prima metà del 2017 contiamo di poter presentare al mercato i primi capi realizzati con il nostro esclusivo tessuto dagli agrumi da un brand di moda, che ne sposi i valori etici e dia forma al tessuto mostrandone le potenzialità.

Quanti e quali tipi di riscontri hai avuto del tuo progetto? Un maggiore interesse da aziende italiane o estere?

La nostra Orange Fiber ha suscitato e continua a suscitare molta curiosità e interesse da parte di aziende, brand e imprenditori appartenenti ai settori più disparati, dalla moda al tessile casa, dal packaging all’automotive.

Dal 2014 – anno di fondazione dell’azienda – in particolare, abbiamo raccolto numerose manifestazioni d’interesse da diversi top fashion brand italiani e stranieri, a testimonianza della grande richiesta da parte del comparto moda di nuovi materiali, innovativi e sostenibili del fatto che i nostri prodotti soddisfano le esigenze di innovazione, sostenibilità e qualità richieste dal comparto moda lusso.

Le arance sono l’oro della nostra isola e come tutti sappiamo gran parte di esse non entrano nel mercato e finiscono al macero. Tu hai capito come usare questo oro unendo la tradizione agroalimentare siciliana con la moda. Pensate, che altri progetti possano nascere da questa intuizione?

Note: Ci teniamo a precisare che per produrre i tessuti Orange Fiber non impieghiamo i frutti esclusi dal mercato del fresco e destinati al macero, ma i sottoprodotti agrumicoli, cioè tutto quel che resta al termine della spremitura industriale delle arance per la produzione dei succhi di frutta.

Negli ultimi anni la moda ha vissuto profonde trasformazioni, sia per quanto riguarda i processi produttivi che per la scelta dei materiali, prendendo sempre di più consapevolezza del suo impatto e del bisogno di ripensare i modelli per accontentare i consumatori e il mercato, sempre più attenti alla qualità e alla tutela della salute e dell’ambiente.

Con Orange Fiber intendiamo innanzitutto rispondere a queste nuove richieste offrendo un tessuto elegante e di qualità, capace di unire etica ed estetica e conservare intatte le risorse del pianeta per le generazioni future.

Crediamo che il nostro modello – basato sulla creazione di un nuovo materiale per la moda a partire dagli scarti alimentari – possa essere applicato anche ad altri prodotti alimentari e rappresentare una valida e più sostenibile risposta alla crescente richiesta di cellulosa per uso tessile da parte del mondo della moda – dovuta alla volatilità dei prezzi del cotone e del petrolio – preservando al contempo le risorse del pianeta per le generazricerca2ioni future.

Dove volete che Orange Fiber arrivi tra qualche anno?

Nel medio termine prevediamo di continuare a testare, migliorare e scalare la nostra idea di business, sviluppando ulteriormente il nostro processo sul modello dell’economia circolare e consolidando la nostra presenza nel mercato dei tessuti sostenibili e innovativi.

Con Orange Fiber, infatti, vogliamo diventare il first mover italiano nel segmento dei tessuti sostenibili attraverso una produzione “green” di tessili cellulosici da fonti rinnovabili e creare un marchio tessile altamente riconoscibile e differenziato dagli altri per l’impegno nella tutela dell’ambiente e la trasparenza dell’intera catena di produzione.

SicilyandSicilians nasce con l’obiettivo di promuovere le eccellenze della nostra terra anche grazie alla valorizzazione dei più giovani e nello specifico dell’arte contemporanea delle nuove generazioni. Vuoi dirci la tua? Che consiglio/input vuoi darci?

Apprezziamo molto il progetto di Sicily and Sicilians e crediamo che possa rappresentare un’ottima vetrina per i giovani aspiranti artisti e imprenditori. La nostra esperienza ci insegna che fare rete e mettere a sistema le eccellenze del territorio – come vi proponete di fare – può fare la differenza nello sviluppo del proprio progetto, imprenditoriale o artistico che sia. Grazie al networking è possibile reperire le competenze necessarie a sviluppare la propria idea, acquisire partner affidabili e l’adeguata visibilità per emergere. Avanti così Sicily and Sicilians![:en]If we told you that in a few months in your favorite stores you can buy clothing made of citrus would you believe?

logo-of-03Well yes, that’s the first Orange Fiber sustainable fabric created using the citrus industry by-products. A project made in the South, born almost by chance thanks to a photo appeared on social networks depicting a field of citrus abandoned that pushes a young Sicilian, passionate both in fashion and sustainable fabrics as in love with his land, to have this “green” exciting idea.
By pointing to a green production, transparency and respect for the environment Orange Fiber is going to be the first mover in the sector in the Italian context.
To learn more about this exciting creation we interviewed Adriana Santanocito, creator of the project and Enrica Arena.

What is Orange Fiber and what are its main features?

Responds Adriana Santanocito – “Orange Fiber is the first fabric to the world created by the citrus.”
It is realized from “pastazzo” citrus, namely that damp residue that remains at the end of the industrial production of citrus juice and that today must be disposed of with substantial costs for the environment and for the production industries.
Thanks to the innovative patented process, we are able to exploit the potential of pastazzo for the extraction of cellulose citrus suitable for the spinning, transforming this difference into a new material capable of responding to the needs of sustainability and innovation of the textile and clothing sector and the needs of fashion consumers to have access to products that combine ethics and aesthetics.

The choice of fabrics produced so far include a satin and poplin – tissue obtained our exclusive yarn together with comasca silk and all cotton – and a twill 100% Orange Fiber, impalpable and light, similar to the viscose.

For future productions, we have developed a series of processes that enable us to produce various types of fabrics,_DSC8289 copiafrom the most structured to the most delicate, in order to meet all the needs of creation of fashion brands.

How and when did the idea of creating a fabric of an organic product as an orange? Today in where you stand?

The dream of Adriana Santanocito – creator of the project – has always been to bring value to their land through the creation of a new material for fashion, his great passion.

In 2011, during his studies in Fashion Design and innovative materials all’AFOL Milan Fashion, Adriana intercepts the trend of sustainable fabrics and decides to go into that in his thesis.

At the same time, getting in touch with the producers of citrus, it remains very much affected by the suffering of the industry.

One photo in particular, shared on social networks by a mutual friend, an agronomist, depicting a citrus grove abandoned – in where no one took care of the trees or they would have reaped the rewards – triggers the spark: why not use citrus to create a fabric innovative and sustainable able to give new impetus to the Italian manufacturing sector and generate value for the territory?

From the theory expounded in his thesis, through collaboration with the Laboratory of Chemistry of Materials at the Milan Polytechnic, he is finally able to prove the feasibility of the process – for which deposits the Italian patent, then extended in the international PCT in 2014 – and get to practice: create a fiber from citrus fruits can.
Is during development of the process, it discovers the other serious issue plaguing the Sicilian citrus sector: the disposal of the squeezing-products – that is all that remains after the juice industrial production – that is worth about 1 million tonnes ‘year in Italy – and whose management involves enormous economic costs for the processing industries and impacts the environment.
At that time we shared the same house in Milan, the city where I too had moved to study communication and international cooperation, imagining a future in social business.
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He spoke of his idea and I was struck: the sustainability and environmental protection have joined us and since that day we work side by side to Orange Fiber, the first sustainable fabric created from the citrus industry by-products.
We are currently working on optimizing the process of industrial production and the first marketing of the tissue.

Within the first half of 2017 we plan to introduce to the market the first garments made with our exclusive fabric from citrus fruits as a fashion brand, which married ethical values and shapes the fabric showing its potential.

How many and what types of evidence you had of your project? Greater interest from Italian and foreign companies?

Our Orange Fiber has aroused and continues to arouse much curiosity and interest of companies, brands and entrepreneurs belonging to various industries, from fashion to home textiles, from packaging to automotive.

From 2014 – the year the company was founded – in particular, we have collected numerous expressions of interest from several top Italian and foreign fashion brands, which demonstrates the great demand from the fashion industry of new materials, innovative and sustainable the fact that the our products meet the needs of innovation, sustainability and quality required by the luxury fashion sector.

Oranges are the gold of our island and as we all know most of them do not enter the market and end up as pulp. You understand how to use this golden joining the Sicilian agri-food tradition with fashion. Think about that other projects can be born from this insight?

Notes: We would like to clarify that to produce the Orange fiber fabric does not employ the fruit excluded from the fresh market and destined to be destroyed, but the citrus byproducts, that is all that remains at the end of the industrial squeezing oranges for the production of juices fruit.

Fashion has experienced profound changes, both in production processes and for the choice of materials, taking more and more aware of its impact and the need to rethink the models to satisfy the consumers and the market, more and more attention in recent years the quality and the protection of health and environment.

With Fiber Orange intend to firstly meet these new demands by offering an elegant and quality fabric that combines aesthetics and ethics intact and preserve the planet’s resources for future generations.

We believe that our model – based on the creation of a new material for fashion since the food waste – can also be applied to other food products and represent an effective and sustainable response to the growing demand for cellulose for textiles from around the world fashion – due to the volatility of cotton and oil prices – while preserving the planet’s resources for future generation.
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Where do you want Orange Fiber arrive in a few years?

In the medium term we expect to continue to test, improve and scale our business idea, further developing our process on the circular economy model and consolidating our presence in the field of sustainable and innovative fabrics market.

With Orange Fiber, in fact, we want to be the first mover in the Italian segment of sustainable fabrics through a “green” production of cellulosic textiles from renewable sources and create a highly recognizable textile brand and differentiated from others for its commitment to environmental protection and the transparency of the entire production chain.

SicilyandSicilians born with the aim to promote the excellence of our land thanks to the enhancement of the youngest and specifically contemporary art of the new generations. Want to tell us yours? What advice / input you give us?

We appreciate the project of Sicily and Sicilians, and we believe it can be an excellent showcase for young aspiring artists and entrepreneurs. Our experience tells us that networking and develop the excellence of the territory system – how do you propose to do – can make a difference in the development of their project, business or artistic it. Thanks to the networking you can find the skills they need to develop their own ideas, acquire reliable partners and adequate visibility to emerge. On like Sicily and Sicilians![:]

[:it]Vittoria Attardi _ Fotografia[:]

[:it]La giovane artista siciliana Vittoria Attardi ritiene che l’attenta osservazione sia una delle pratiche quotidiane fondamentali per la sua futura professione, ossia quella di urbanista.

Osservare nel senso più profondo del termine, per arrivare a comprendere le più intime tensioni o specificità di un fenomeno urbano e delle relazioni di reciproca influenza tra spazi e cultura. Osservare con gli occhi di uno straniero e con il cuore di cittadino una città che brilla dei suoi coloriFotografia-sferracavallo-Vittoria A-min, dei suoi sapori e odori più forti.
Per la tesi di laurea triennale ha condotto una ricerca sui legami osmotici che il Porto di Palermo crea con la sua terra, ricca di cultura, in una visione comparativa con altre due realtà europee con un’evoluzione storica simile, Marsiglia e Barcellona. Ha infine proposto alcune sue idee progettuali per un porto più fluido e per una Palermo più interconnessa.


Viaggiare, studiare, progettare e fotografare
sono le più grandi passioni dell’artista emergente. La giovane fotografa considera la curiosità, la comunicazione ed il coraggio gli ingredienti base per uno studio urbano efficace, attraverso lo sguardo nascosto di un passante e tra il leggero vibrare delle pareti verdi di una strada che ci invitano a guardare sempre più in lontano. Un terreno che sembra così divenire parte integrante di quel cammino verso una rigenerazione degli spazi e ancor più importante verso la consapevolezza di essere parte di un sistema infinito di mondi.

Le fotografie di Vittoria rispecchiano la sua personale visione di Palermo: un mare di  ibridi legami tra cultura e innovazione.

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[:it]BEST PRACTICE MADE IN SUD: Qui rip le Tue Ceneri [:en]BEST PRACTICE MADE IN SUD: Here rest your ashes[:]

[:it]Oggi vi presentiamo un progetto che unisce l’utile al dilettevole e che riguarda tutti coloro che hanno il cattivo vizio di fumare, pur sapendo di commettere un grave errore. Sono tantissimi i modi ed i mezzi per cercare di togliersi il sicily1vizio: gomme da masticare, sigarette elettroniche, varie terapie mediche, etc…ma chi di voi ha mai pensato di poter smettere grazie ad un’urna posacenere?

E’ questa l’originalissima idea che ha avuto la creatrice del progetto “Qui rip le Tue Ceneri“, che utilizza questo particolare oggetto di design per lanciare un forte messaggio, sostenendo così la campagna sociale antifumo.

A seguito troverete l’intervista a Rosangela Leotta, l’ideatrice di questo innovativo oggetto, che sta riscuotendo man mano sempre più successo.

Cosa è il progetto Qui rip le Tue Ceneri?

“Qui Rip Le Tue Ceneri” è un progetto, un prodotto di urban design ed è soprattutto un messaggio. Un progetto che attraverso un’ urna posacenere lancia un messaggio chiaro e conciso contro il fumo.

Chi ha pensato questo progetto e quando hai poi deciso di realizzarlo?

La richiesta è arrivata da Andrea Bartoli e Florinda Saieva. La commissione era quella di progettare dei posaceneri che dovevano essere di un certo impatto sui fumatori, una vera  campagsicily4na contro il fumo, da istallare nei sette cortili di Farm Cultural Park. Ho avuto la possibilità di lavorare con persone che mi hanno lasciato libera di creare senza restrizioni. Nel giro di un giorno il progetto fu pronto e accettato !

Quali sono le finalità “artistico culturali” del progetto? Cioè oltre ad essere un semplice posacenere sono chiari i riferimenti alle conseguenze del fumo e alla necessità di non sporcare le nostre città di cicche. Come le avete immaginate prima di creare l’oggetto in sé?

È un lavoro molto concettuale che si esprime attraverso un pezzo d’ arredo per uno scopo ben preciso ed evidente. Ovviamente sono partita da un’idea che era quella di intimorire con qualcosa di forte il fruitore, per cui ho pensato e disegnato un’urna, come tale  quindi dovevo mettere su qualcosa di scritto come solitamente si fa sulle lapidi o sulle urne. Iniziai con lo scrivere QUI RIP e poi mi chiesi: Chi? Fu quasi naturale conseguenza finire la frase con LE TUE CENERI.


Che tipo di riscontro hai avuto del tuo progetto?
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Innanzitutto preciso che questo è un progetto di squadra portato avanti con Chioccioline Lab, laboratorio di design che condivido con il mio compagno, falegname molto in gamba. Io ho pensato e disegnato “Qui Rip Le Tue Ceneri” e lui li crea artigianalmente, poi io passo la laccatura. I riscontri fino ad ora sono positivi, stiamo vendendo tanto soprattutto nei locali aperti al pubblico, ma anche per uso privato e a fine del 2016 abbiamo chiuso un contratto con un comune in provincia di Pavia, Filighera. Ci hanno commissionato posaceneri da istallare in tutto il paese.

Pensi che con l’ironia il messaggio proposto dal vostro progetto Qui rip le Tue Ceneri possa essere più efficace?

Questo non lo so, non so se qualcuno leggendo questo messaggio abbia smesso di fumare! Ma posso dire che  il prodotto è molto richiesto sia ad uso urbano che ad uso casalingo, tanto che abbiamo creato la linea da tavolo proprio perché richiestissima.

Dove pensi possa arrivare questo vostro progetto tra qualche anno?

Anche questa è una domanda a cui non posso rispondere con certezza. Io spero che molti comuni italiani decidano di aderire.

Sicilyandsicilians è un progetto culturale che ha come obiettivo primario il proporre una rilettura riqualificante dell’immagine della Sicilia attraverso la giovanissima arte contemporanea. Ma al contempo vuol promuovere una nuova Isola all’estero fatta di giovani e nuove ideesicily5. Cosa pensi di progetti socioculturali come il nostro?

Che ben vengano, bisogna “fare” qualcosa e non “pensare di fare” qualcosa!

C’è qualcosa che non ti ho chiesto e che avresti voluto dirmi?

Non mi hai chiesto se io fumo… Si purtroppo si! È un rapporto di amore ed odio che ancora non riesco a seppellire![:en]Today we present a project that combines business with pleasure, and that applies to all those who have the bad habit of smoking, despite knowing of committing a grave error. There are lots of ways and means to try to take off the habit: sicily1chewing gum, electronic cigarettes, various medical treatments, etc … but who of you ever thought you could stop thanks to an urn ashtray?

And this is the original idea that took the creator of the project “Here rest your ashes”, using this particular design object to send a strong message, thus supporting the anti-smoking campaign office.
Following you will find the interview with Rosangela Leotta, the creator of this innovative object, which is getting gradually more and more successful.

What is the project “Here rest your ashes”?
“Here rest your Ashes” is a project, an urban design product and is especially a message. A project that through an urn ashtray sends a clear and concise message against smoking.

Who thought of this project and then when you’ve decided to make it happen?
The request came from Andrea Bartoli and Florinda Saieva. The commission was to design of ashtrays that had to be a certain impact on smokers,sicily4, a real campaign against smoking, to be installed in the seven courtyards of Farm Cultural Park. I had the chance to work with people who have left me free to create without restrictions. Within a day the project was ready and accepted!

What are the aims “cultural art” project? That is in addition to being a simple ashtrays are clear references to the consequences of smoking and the need not to dirty our cities with cigarette butts. As you’ve imagined before creating the object itself?
It is a very conceptual work that is expressed through a piece of furniture for a very specific and obvious purpose. Obviously I went from an idea that was to intimidate the user with something strong, so I thought and designed an urn, as such, so I had to put on something written as is usually done on the gravestones or the polls. I began by writing HERE REST and then I wondered: Who? It was almost a natural consequence finish the sentence with YOUR ASHES.

What kind of feedback did you get your project?
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First clear that this is a team project carried out with Chioccioline Lab, a design workshop that I share with my partner, carpenter’s very smart. I have thought and designed “Here Rest Your Ashes” and he creates them by hand, then I step lacquering. The findings so far are positive, so we are selling mainly in places open to the public, but also for private use and at the end of 2016 we closed a contract with a municipality in the province of Pavia, Filighera. They were commissioned to install ashtrays all over the country.

Do you think with irony the message proposed by your project “Here Rest Your Ashes” can be more effective?

I do not know, I do not know if anyone reading this has stopped smoking! But I can say that the product is in great demand both urban use it for home use, so that we have created from their table line because high demand.

Where do you think this will get your project in a few years?

This too is a question I can not answer with certainty. I hope that many Italian municipalities decide to join.
Sicilyandsicilians is a cultural project that has as its primary objective to propose a re-reading of the image of Sicily through the young contemporary art. But at the same time it wants to promote a new island abroad made up of young and new identity.
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What do you think of socio-cultural projects like ours?

What they are welcome, we have to “do” something and not “think of doing” something!
Is there anything I have not asked you and you wanted to tell me?
You did not ask me if I smoke … Yes unfortunately! It is a relationship of love and hate that still can not bury![:]

[:it]Vincenzo Luca Picone _ Scultura[:]

[:it]Il giovane artista emergente Vincenzo Luca Picone nasce a Palermo nel 1992. Terminati gli studi liceali il giovane scultore siciliano si trasferisce a Milano per frequentare l’Accademia di Belle Arti di Brera. In questi anni Vincenzo partecipa a diversi programmi di interscambio in Spagna; è proprio tra Barcellona e Girona che sviluppa una ricerca sulla biologia dell’arte con la Fundaciò Mona. Dopo essere stato selezionato per una residenza artistica presso il museo Bòlit, Centro de Arte Contemporaneo, nel 2015 l’opera Forma Urbis viene destinata alla collezione permanente.

[Best_Wordpress_Gallery id=”25″ gal_title=”Vincenzo Luca Picone”]

Questo artista è stato invitato a partecipare a “Made OF Sicily”, prima MostraEvento di Sicily & Sicilians.

Scopri qui il programma della mostra a Palermo!

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[:it]Dino Lattuca _ Fotografia[:]

[:it]Il giovane artista siciliano Dino Lattuca, aka DiElle, è un appassionato di fotografia digitale. Costantemente alla ricerca di nuove emozioni e nuove realtà, l’artista afferma che tutti i suoi lavori artistici non siano altro che appunti, ricordi e impressioni di tutto ciò che vive nella sua quotidianità.

fotografia-dove-si-perdeva-il-nostro-pallone-dino-lattucaIl catturare in immagini la realtà che lo circonda quotidianamente permette al giovane fotografo di confrontarsi direttamente con tutto ciò che vive e di crescere, sia professionalmente come artista che umanamente come uomo e padre. 

Dino scatta tutto quello che lo colpisce per condividere, in un secondo tempo, ciò che realizza con il prossimo: ritiene infatti essenziale che il compito principale di ogni artista sia quello di condividere con il mondo le proprie creazioni. L’artista non deve scattare per se’ ma per permettere a chi non ha vissuto le sue stesse esperienze di viverle lo stesso, seppur indirettamente.

Il giovane fotografo non è solo un talentuoso fotografo, ma anche un bravo papà: il suo sogno al momento è quello di andare in giro per il mondo e viaggiare con la persona a cui tiene di più, il figlio, ognuno con  la propria macchina fotografica in modo tale da fotografare tutto ciò che li colpisce.

[Best_Wordpress_Gallery id=”23″ gal_title=”Dino Lattuca”]

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[:it]Giampiero Chirco _ Pittura[:]

[:it]Il giovane artista siciliano Giampiero Chirco ha una formazione fondamentalmente artistico umanistica. Ha studiato grafica, letteratura e lingue straniere, per approdare, infine, nel mondo della pittura e del disegno.
Il suo lavoro non ha un progetto specifico.

Afferma di essere interessato maggiormtecnica-mista-su-tela-sinestesia-giampiero-chircoente alla sperimentazione pittorica libera – tramite l’uso di qualsiasi materiale (grafite, pastelli, tempere, pigmenti, colori ad olio, pennarelli, inchiostro ecc.) e/o tecniche e supporti (carta, cartone, tavole) -, la quale però fa da tramite per un tipo di ricerca atta a creare sempre nuove soluzioni e “alfabeti”, in una continua evoluzione stilistica, che caratterizza l’artista emergente.

I soggetti sono sospesi tra una dimensione di figurazione tradizionale e popsurrealista contemporanea (con riferimenti alla storia dell’arte tradizionale cosi come ad ambiti come il cinema ed il fumetto), con richiami a simboli e a visioni ludico-oniriche ed una dimensione, invece, più puramente gestuale-astratta (in cui molta importanza assume la materia pittorica), la quale fa spesso da “struttura”, sotto-strato o “ambientazione” ai lavori nella loro completezza, che, in termini più immediati, possono essere concepiti come delle visioni.

[Best_Wordpress_Gallery id=”22″ gal_title=”Giampiero Chirco”]

Questo artista è stato invitato a partecipare a “Made OF Sicily”, prima MostraEvento di Sicily & Sicilians.

Scopri qui il programma della mostra a Palermo!

 

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BEST PRACTICE MADE IN SUD: Itti_co/Lab

[:it]Chi di voi pensa alla città di Palermo senza pensare allo stupendo mare che la bagna?

Sfortunatamente, negli ultimi anni questo patrimonio naturale ha perso d’importanza ed è stato trascurato. L’organizzazione siciliana che stiamo per presentarvi nasce proprio con l’intento di rilanciare la cultura del mare nella città e valorizzarne il contenuto artistico e gastronomico.

Itti_co/Lacoworkerass-maranob è un coworking/laboratorio pubblico, inaugurato il 26 settembre 2016 negli uffici del mercato in via Crispi a Palermo, che, in collaborazione con l’Assessorato alle Attività Produttive del Comune di Palermo, s’impegna per la valorizzazione del complesso funzionale del Mercato Ittico.

Così come il nostro progetto SicilyandSicilians che nasce per la riqualificazione dell’immagine della Sicilia, anche Itti_co/Lab persegue gli stessi obiettivi. Per sapere di più su questa bellissima organizzazione abbiamo rivolto alcune domande a Carlo Cottone, il referente del progetto.

Cos’è Itti_co/Lab?

Ittico Lab è un gruppo di coworking costituito da 8 progetti vincitori di un bando indetto dal Comune di Palermo per la “valorizzazione” del Mercato Ittico di Palermo, luogo quasi sconosciuto ai palermitani. Il coworking è una nuova modalità lavorativa dove soggetti partecipanti mantengono la loro individualità ed indipendenza condividendo dalla semplice struttura ed attrezzatura sino alle esperienze e capacità.

Quali aggettivi useresti per descrivere il progetto?mercato-ittico

I nostri 3 punti cardine non sono aggettivi ma verbi #Valorizzare #Contaminare #Condividere.

Cosa vi ha spinto a questa iniziativa?

Per troppo tempo a seguito delle vicende urbanistiche degli anni ’60/’70 la città si è espansa allontanandosi dal mare fino a quasi scordarlo. La riconversione della Cala da fogna a cielo aperto a passeggiata lungo l’antico porto di Palermo, assieme al recupero del foro italico e della costa orientale, un tempo sede di stabilimenti balneari sta facendo riemergere l’antica relazione tra la città e la costa. Il mercato ittico fruito dai palermitani, non solo per le attività mercatali notturne, sarà un ulteriore tassello della riscoperta del rapporto col mare.

Ti sembra mai di lottare contro i mulini a vento?

Come ogni avventura/progetto le difficoltà vengono sempre a galla, ma la forza di volontà del gruppo e la voglia di crederci sempre fino all’ultimo ha portato fino ad adesso ottimi risultati.

Come si è svolto il vostro primo evento?

Abbiamo immaginato questo luogo “moderno” come un centro di idee esaltando il valore del pescato e soprattutto il valore della pesca (sostenibile). Il primo evento pubblico, denominato “Palermo incontra il mare” si è tenuto il 7/12/2016 all’interno della sala vendite del mercato, ha portato un pubblico caloroso e curioso di conoscere un luogo strategico ma quasi sconosciuto ai “normali”.  Per contro, gli operatori interni del mercato hanno mostrato un grande interesse nel vedere il loro spazio di lavoro animato da attività esterne alla vendita e da un pubblico nuovo.

coworkerass-maranoCome vedi il progetto in tre anni?

La durata del co working è stata prevista di sei mesi, all’interno dei quali ci siamo dati degli obiettivi di presentazione di esiti del nostro lavoro al pubblico per rendere questo luogo, un luogo adatto per tutti sia bambini che anziani. Da qua a 3 anni possono succedere tante cose, ma in un futuro abbastanza vicino abbiamo già molte idee per la testa.

C’è qualcosa che non ti ho chiesto e che avresti voluto dirmi?

Che tentare di trovare delle soluzioni stando assieme educa, trascina ed insegna a risolvere problemi quindi a diventare soggetti attivi che in un modo o in un altro troveranno il loro posto nella società.

Sicilyandsicilians è un progetto culturale che ha come obiettivo il proporre una rilettura riqualificante dell’immagine della Sicilia attraverso la giovanissima arte contemporanea e al contempo di promozione dell’isola all’estero. Cosa pensi di progetti socioculturali come il nostro?

I progetti culturali hanno un ruolo importantissimo nella nostra società, generalmente nascono dai giovani per i giovani. Il vostro progetto, così come le tante realtà presenti sul territorio, compreso il nostro coworking, convergono verso un obiettivo comune. Sentiamo ripetere continuamente che potremmo vivere di turismo perchè la nostra è una terra che trasuda cultura: tutti noi vogliamo che questo sia possibile. Miriamo alla promozione e alla valorizzazione della nostra terra, che si traduce  in opportunità di lavoro. Se vogliamo raggiungere questo traguardo, e quindi far si che i progetti si trasformino in azioni concrete, è necessario fare rete e collaborare. Concretizzare significa far passare il messaggio che è possibile esprimersi e realizzarsi senza dover necessariamente abbandonare la propria terra e che un futuro può esserci anche qui.

 

 

 

 

 [:en]How many of you think the city of Palermo without thinking of the wonderful sea that bathes the city?

Unfortunately, in recent years this natural heritage has become less important and has been overlooked. The Sicilian organization which we present is born with the intent to revive the culture of the sea in the city and enhance the artistic and gastronomic content.

coworkerass-maranoItti_co / Lab is a coworking / public laboratory, which opened September 26, 2016 in the offices of the market in via Crispi in Palermo, and in collaboration with the Department for Productive Activities of the City of Palermo, is committed to the enhancement of functional complex of the fish market.

Just as our SicilyandSicilians project created for the rehabilitation of the image of Sicily, also Itti_co / Lab pursues the same objectives. To know more about this wonderful organization we asked some questions to Carlo Cottone, the coordinator of the project.

What is Itti_co / Lab?
Itti_co / Lab is a team of co-working which consists of eight projects winners of a tender announced by the City of Palermo for the “enhancement” of the Fish Market of Palermo, a place almost unknown to Palermo. Coworking is a new way of working where participants maintain their individuality and independence by sharing a simple layout and equipment up to the experiences and capabilities.

What would you use adjectives to describe the project?
mercato-ittico

Our three key points are not adjectives but verbs #Valorizzare #Contaminare #Condividere
(#Valorize #Contaminate #Share)

What prompted you to this initiative?

For too long as a result of urban events of the 60s / 70s, the city has expanded away from the sea to almost forget it. The conversion of Cala sewer to walk in the open air along the ancient port of Palermo, together with the recovery of the Foro Italico and the east coast, once home to seaside resorts is doing resurface the old relationship between the city and the coast. The fish market benefited from Palermo, not only for night mercantile activities, will be another piece of the rediscovery of the relationship with the sea.

It seems never to fight against windmills?

Like every adventure / project, difficulties come always afloat, but the willpower of the group and the desire to always believe until the last brought up to now good results.

How did your first event?

We imagined this place “modern” as a center of ideas, enhancing the value of fish and especially the fisheries value (sustainable). The first public event, called “Palermo meets the sea” is the 12.07.2016 within the sales area of the market, it led a warm, audience curious to know a strategic place but almost unknown is bound to “normal.” By contrast, the interiors market players have shown a great interest in seeing their animated workspace from external activities to the sale and a new audience.
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 How do you see the project in three years?
The duration of coworking has been planned for six months, within which we have set ourselves the goals of the presentation of the results of our work to the public to make this place a suitable place for both children and elderly. From here in three years many things can happen, but in a fairly near future, we already have many ideas for the head.

Is there anything I have not asked you and you wanted to tell me?

Groped to find solutions together educates, drag and teaches how to solve problems then to become active participants in one way or another will find their place in society.

Sicilyandsicilians is a cultural project that aims to propose a re-reading of the image of Sicily with young contemporary art and at the same time promote the island abroad. What do you think of socio-cultural projects like ours?

Cultural projects have a very important role in our society, generally born by young people for young people. Your project, as well as the many realities in the area, including our coworking, converge towards a common goal. We hear constantly repeating that we might live by tourism because ours is a land that oozes culture: we all want this to be possible. We aim at the promotion and enhancement of our land, which translates into job opportunities. If we want to achieve this goal, and then ensure that the projects are turned into concrete action, you need to network and collaborate. Realizing means to pass the message that you can express yourself and be realized without having to abandon their land and that future may be here.[:]