[:it]Centri d’innovazione in Sicilia[:]

[:it]Arte, cultura, ICT, fashion… sono davvero tanti i settori in cui la Sicilia è molto più ricca di innovazione di quanto mai si possa pensare! Come ben sapete ormai, in questi mesi abbiamo cercato, mappato, intervistato i più significativi ed importanti centri d’innovazione che abbiamo nella nostra bella Sicilia e ora abbiamo pensato di farvi appositamente una mappa. Sono davvero tanti i giovani che, seppur affrontando mille difficoltà, lottano per realizzare il loro sogno rimanendo allo stesso tempo in Sicilia, terra non nota per la sua innovazione; noi d’altro canto ovviamente non possiamo che esserne super-fieri!

Speriamo che tramite questa mappa riusciate ad identificare meglio questi poli innovativi e chissà…magari a breve deciderete di andare a visitarli! 🙂
Mentre noi continuiamo la nostra ricerca in lungo e in largo (l’innovazione non finisce mai!), voi godetevi intanto questi nostri piccoli suggerimenti…

I progetti che abbiamo selezionato sono frutto di idee innovative di giovani siciliani di talento e si concentrano nelle più importanti città dell’isola. Qui di seguito trovate l’elenco.

Per la Provincia di Palermo al momento abbiamo selezionato:

Per la Provincia di Catania invece ecco qui il progetto scelto:

Per la Provincia di Agrigento abbiamo infine:

Per la Provincia di Ragusa abbiamo:

Per la provincia di Caltanissetta:

 

Per la Provincia di Siracusa infine:

 

 

Conoscete altri centri d’innovazione nella nostra Sicilia e volete farcelo sapere? Siete andati in quelli che vi abbiamo segnalato e volete raccontarci la vostra esperienza? Scriveteci qui![:]

[:it]BEST PRACTICE MADE IN SUD: Ludwig[:en]BEST PRACTICE MADE IN SUD: Ludwig [:]

[:it]

Quello che stiamo per presentarvi oggi è un progetto made in Sicily che vi cambierà la vita o perlomeno faciliterà sicuramente le vostre traduzioni in inglese. Grazie ad un gruppo di giovani siciliani nasce Ludwig, un motore di ricerca linguistico che ti aiuta a scrivere in un inglese perfetto e che prende il nome da un celebre filosofo. Il cugino italiano di Google, così come lo definiscono i suoi creatori, sta lentamente ottenendo così tanto successo che presto sarà disponibile per cellulare e tablet. Sappiamo bene quanto il percorso di una start-up verso il successo sia difficile e pieno di sfide, soprattutto se si decide di puntare su di un progetto innovativo e restare allo stesso tempo in una terra come la Sicilia; ma proprio per questo vogliamo spronare i giovani e parlare di chi “ce la sta facendo”… così abbiamo rivolto alcune nostre domande a Daniele Tagliavia, uno dei membri del team della start-up creatrice di Ludwig.

In modo molto semplice, cos’è Ludwig?team Ludwig 1

Ludwig è un motore di ricerca linguistico pensato per consentire a chiunque di scrivere in un perfetto inglese. É un sistema di supporto alla scrittura basato sull’imitazione di testi provenienti da fonti affidabili (giornali, pubblicazioni scientifiche, etc.). A noi piace descriverlo come un cugino di Google, specializzato in linguistica computazionale.

Perché avete scelto proprio questo nome? 

Ludwig è il nome di battesimo di Wittgenstein, padre della filosofia del linguaggio e da sempre fonte d’ispirazione per il nostro progetto!

Dato il successo che state ottenendo, cosa vi aspettate che accada nei prossimi anni?

Difficile per una startup guardare così in avanti nel tempo. Nei prossimi mesi ci occuperemo di allargare la nostra già numerosa user base. Continueremo a sviluppare Ludwig per renderlo più performante. Il salto di qualità arriverà con il rilascio – ormai prossimo – delle app per tablet e cellulare.

Diciamo che la Sicilia non è la terra più facile dove fare innovazione ed è proprio per questo che “vi adoriamo”… ritenete che con un progetto così internazionale e tecnologico riuscirete a portare avanti la vostra iniziativa continuando a far base ancora in “terra sicula”? 

Uno dei nostri obiettivi nel lungo pteam Ludwig 2eriodo è crescere abbastanza da riuscire ad attrarre talenti da ogni parte del mondo, ma sappiamo che non sarà facile. Amiamo la Sicilia ma ci sentiamo comunque lontani dal cliché dei siciliani partiti con la valigia di cartone, tornati per cambiare le sorti dell’isola. Noi vogliamo che Ludwig cresca e che funzioni, se sarà in Sicilia ne saremo felicissimi, ma siamo pronti a spostarci anche al Polo Nord se necessario.

Intanto lavoriamo, cresciamo e quando sarà il momento decideremo.

Così come anche Sicily & Sicilians anche Ludwig nasce dall’idea di un gruppo di giovani siteam Ludwig 3ciliani. Cosa suggerite ai vostri concittadini che spesso a causa di varie difficoltà, rinunciano a realizzare il proprio sogno?  

Come recita un adagio popolare siciliano “Cu nesci, arrinesci”. Oltre al trasloco fisico e sempre salutare ad altre latitudini, oggi anche internet aiuta. Permette di superare le barriere geografiche, sociali, economiche e infrastrutturali che impastoiano questa terra. Non ci sono bacchette magiche, né ricette valide per tutti. Le uniche cose che contano sono tantissimo impegno, una dedizione incrollabile ma soprattutto molto molto coraggio.

 

Per saperne di più vi invitiamo a visitare il sito ufficiale dei nostri amici: https://ludwig.guru

 [:en]That which we present today is a project made in Sicily that will change your life, or at least will surely facilitate your translations into English. Thanks to a group of young Sicilians born Ludwig, a linguistic search engine that helps you write in perfect English, and which takes its name from a famous philosopher. The Italian cousin of Google, as well as define its creators, is slowly getting so successful that soon will be available for mobile and tablet. We know how the path of a start-up to success is difficult and full of challenges, especially if you decide to bet on an innovative project and stay at the same time in a land like Sicily; but for this we want to encourage young people and talk about those who “is doing” … so we asked some questions to Daniele Tagliavia, one of the start-up of Ludwig creative team members.

Quite simply, what is Ludwig?
team Ludwig 1
Ludwig is a linguistic search engine designed to allow anyone
to write in perfect English. It is a write support system based on the imitation of texts from trustworthy sources (newspapers, scientific publications, etc.). We like to describe it as a cousin of Google, specializing in computational linguistics.

Why did you choose this name?

Ludwig Wittgenstein is the name of baptism, the father of philosophy of language and always a source of inspiration for our project!
Given the success that you’re getting what you expect to happen in the next few years?
Difficult for a startup look so forward in time. In the coming months we will broaden our already large user base. Ludwig will continue to develop to make it more efficient. The breakthrough will come with the release – now close – the app for tablet and phone.

Let’s say that Sicily is not the land easier where to innovate and that is why “we love it” … believe that with such an international project and technology able to carry on your initiative continuing to still based on “land of Sicily” ?

One of our long-term target is team Ludwig 2to grow enough to be able to attract talent from all over the world, but we know it will not be easy. We love Sicily but we still feel far from the cliché of the Sicilians started with the cardboard suitcase, went back to change the island’s fortunes. We want to grow and Ludwig that works, whether it will be in Sicily we will be happy, but we are also prepared to move to the North Pole if necessary.
Meanwhile, work, grow and we will decide when the time.

So as well as Sicily and Sicilians also Ludwig is the brainchild of a group of young Sicilians.team Ludwig 3 What do you suggest to your fellow citizens that often due to various difficulties, give up to realize their dream?

As stated in a Sicilian popular adage “Cu nesci, arrinesci”. In addition to the physical relocation and always say hello to other latitudes, also it helps internet today. It allows to overcome geographical barriers, social, economic and infrastructure that entrench this land. There are no magic wands, or recipes that apply to all. The only things that count are a lot of commitment, unwavering dedication and above all very much courage.
To learn more please visit the official website of our friends.[:]

BEST PRACTICE MADE IN SUD: Orange Fiber

[:it]Se vi dicessimo che tra pochi mesi nei vostri negozi preferiti potrete acquistare capi d’abbigliamento fatti di agrumi ci credereste?

logo-of-03Ebbene sì, è proprio Orange Fiber il primo tessuto sostenibile creato utilizzando i sottoprodotti dell’industria agrumicola. Un progetto made in sud, nato quasi per caso grazie ad una foto apparsa sui social network che ritraeva un campo di agrumi abbandonato che spinge una giovane siciliana, appassionata tanto del mondo della moda e dei tessuti sostenibili quanto innamorata della sua Terra, ad avere questa entusiasmante idea “green”.

Puntando ad una produzione green, alla trasparenza e al completo rispetto dell’ambiente Orange Fiber si appresta ad essere il first mover del settore nel contesto italiano.

Per saperne di più su questa entusiasmante creazione abbiamo intervistato Adriana Santanocito, ideatrice del progetto ed Enrica Arena.

Cos’è Orange Fiber e quali le sue principali caratteristiche?

Risponde Adriana Santanocito – “Orange Fiber è il primo tessuto al mondo creato dagli agrumi”.

Esso viene realizzato a partire dal “pastazzo” d’agrumi, ossia quel residuo umido che resta al termine della produzione industriale di succo di agrumi e che ad oggi deve essere smaltito con importanti costi per l’ambiente e per le industrie di produzione.

Grazie all’innovativo processo brevettato, siamo in grado di sfruttare le potenzialità del pastazzo per l’estrazione della cellulosa d’agrumi atta alla filatura, trasformando questo scarto in un nuovo materiale capace di rispondere alle esigenze di sostenibilità ed innovazione del comparto tessile-abbigliamento e al bisogno dei consumatori di moda di avere accesso a prodotti capaci di coniugare etica ed estetica.

Le varianti di tessuto finora prodotte comprendono un raso e un popeline – ottenuti tessuto il nostro esclusivo filato insieme alla seta comasca e all cotone – e un twill 100% Orange Fiber, impalpabile e leggero, simile alla viscosa.

Per le produzioni future abbiamo messo a punto una serie di processi che ci consentono di produrre varie tipologie di tessuti, dai più str_DSC8289 copiautturati ai più delicati, in modo da soddisfare tutte le esigenze di creazione dei brand di moda.

Come e quando è nata l’idea di creare un tessuto da un prodotto organico come l’arancia? Oggi a che punto siete?

Il sogno di Adriana Santanocito – ideatrice del progetto – è sempre stato quello di portare valore alla propria terra attraverso la creazione di un nuovo materiale per la moda, la sua grande passione.

Nel 2011, nel corso dei suoi studi in Fashion Design e materiali innovativi all’AFOL Moda di Milano, Adriana intercetta il trend dei tessuti sostenibili e decide di approfondire l’argomento nella sua tesi.

Parallelamente, entrando in contatto con i produttori di agrumi, rimane molto colpita dalla sofferenza del settore.

Una foto in particolare, condivisa sui social network da un amico comune, agronomo, che ritraeva un agrumeto abbandonato – ovvero in cui nessuno curava gli alberi né ne avrebbe raccolto i frutti – fa scattare la scintilla: perché non utilizzare gli agrumi per creare un tessuto innovativo e sostenibile capace di dare nuovo slancio al comparto manifatturiero italiano e generare valore per il territorio?

Dalla teoria esposta nella sua tesi, attraverso la collaborazione con il laboratorio di Chimica dei Materiali del Politecnico di Milano, riesce finalmente a provare la fattibilità del processo – per il quale deposita il brevetto italiano, esteso poi in PCT internazionale nel 2014 – ed arrivare alla pratica: creare una fibra dagli agrumi è possibile.

E’ durante lo sviluppo del processo, che scopre l’altra grave questione che affligge il settore agrumicolo siciliano: lo smaltimento dei sottoprodotti della spremitura – ovvero di tutto quello che resta dopo la produzione industriale di succo – che vale circa 1 milione di tonnellate l’anno in Italia – e la cui gestione comporta ingenti costi economici per le industrie di trasformazione e impatta l’ambiente.

A quel tempo condividevamo la stessa casa a Milano, città in cui anche io mi ero trasferita per studiare comunicazione e cooperazione internazionale, immaginando un futuro nell’imprenditoria sociale.

Mi parlò della sua idea e ne rimasi colpita: la sostenibilità e la tutela dell’ambiente ci hanno unite e da quel giorno lavoriamo fianco a fianco ad Orange Fiber, il primo tessuto sostenibile creato a partire dai sottoprodotti dell’industria agrumicola.

Attualmente stiamo lavorando all’ottimizzazione del processo di produzione industriale e alla prima commercializzazione del tessuto.filename059

Entro la prima metà del 2017 contiamo di poter presentare al mercato i primi capi realizzati con il nostro esclusivo tessuto dagli agrumi da un brand di moda, che ne sposi i valori etici e dia forma al tessuto mostrandone le potenzialità.

Quanti e quali tipi di riscontri hai avuto del tuo progetto? Un maggiore interesse da aziende italiane o estere?

La nostra Orange Fiber ha suscitato e continua a suscitare molta curiosità e interesse da parte di aziende, brand e imprenditori appartenenti ai settori più disparati, dalla moda al tessile casa, dal packaging all’automotive.

Dal 2014 – anno di fondazione dell’azienda – in particolare, abbiamo raccolto numerose manifestazioni d’interesse da diversi top fashion brand italiani e stranieri, a testimonianza della grande richiesta da parte del comparto moda di nuovi materiali, innovativi e sostenibili del fatto che i nostri prodotti soddisfano le esigenze di innovazione, sostenibilità e qualità richieste dal comparto moda lusso.

Le arance sono l’oro della nostra isola e come tutti sappiamo gran parte di esse non entrano nel mercato e finiscono al macero. Tu hai capito come usare questo oro unendo la tradizione agroalimentare siciliana con la moda. Pensate, che altri progetti possano nascere da questa intuizione?

Note: Ci teniamo a precisare che per produrre i tessuti Orange Fiber non impieghiamo i frutti esclusi dal mercato del fresco e destinati al macero, ma i sottoprodotti agrumicoli, cioè tutto quel che resta al termine della spremitura industriale delle arance per la produzione dei succhi di frutta.

Negli ultimi anni la moda ha vissuto profonde trasformazioni, sia per quanto riguarda i processi produttivi che per la scelta dei materiali, prendendo sempre di più consapevolezza del suo impatto e del bisogno di ripensare i modelli per accontentare i consumatori e il mercato, sempre più attenti alla qualità e alla tutela della salute e dell’ambiente.

Con Orange Fiber intendiamo innanzitutto rispondere a queste nuove richieste offrendo un tessuto elegante e di qualità, capace di unire etica ed estetica e conservare intatte le risorse del pianeta per le generazioni future.

Crediamo che il nostro modello – basato sulla creazione di un nuovo materiale per la moda a partire dagli scarti alimentari – possa essere applicato anche ad altri prodotti alimentari e rappresentare una valida e più sostenibile risposta alla crescente richiesta di cellulosa per uso tessile da parte del mondo della moda – dovuta alla volatilità dei prezzi del cotone e del petrolio – preservando al contempo le risorse del pianeta per le generazricerca2ioni future.

Dove volete che Orange Fiber arrivi tra qualche anno?

Nel medio termine prevediamo di continuare a testare, migliorare e scalare la nostra idea di business, sviluppando ulteriormente il nostro processo sul modello dell’economia circolare e consolidando la nostra presenza nel mercato dei tessuti sostenibili e innovativi.

Con Orange Fiber, infatti, vogliamo diventare il first mover italiano nel segmento dei tessuti sostenibili attraverso una produzione “green” di tessili cellulosici da fonti rinnovabili e creare un marchio tessile altamente riconoscibile e differenziato dagli altri per l’impegno nella tutela dell’ambiente e la trasparenza dell’intera catena di produzione.

SicilyandSicilians nasce con l’obiettivo di promuovere le eccellenze della nostra terra anche grazie alla valorizzazione dei più giovani e nello specifico dell’arte contemporanea delle nuove generazioni. Vuoi dirci la tua? Che consiglio/input vuoi darci?

Apprezziamo molto il progetto di Sicily and Sicilians e crediamo che possa rappresentare un’ottima vetrina per i giovani aspiranti artisti e imprenditori. La nostra esperienza ci insegna che fare rete e mettere a sistema le eccellenze del territorio – come vi proponete di fare – può fare la differenza nello sviluppo del proprio progetto, imprenditoriale o artistico che sia. Grazie al networking è possibile reperire le competenze necessarie a sviluppare la propria idea, acquisire partner affidabili e l’adeguata visibilità per emergere. Avanti così Sicily and Sicilians![:en]If we told you that in a few months in your favorite stores you can buy clothing made of citrus would you believe?

logo-of-03Well yes, that’s the first Orange Fiber sustainable fabric created using the citrus industry by-products. A project made in the South, born almost by chance thanks to a photo appeared on social networks depicting a field of citrus abandoned that pushes a young Sicilian, passionate both in fashion and sustainable fabrics as in love with his land, to have this “green” exciting idea.
By pointing to a green production, transparency and respect for the environment Orange Fiber is going to be the first mover in the sector in the Italian context.
To learn more about this exciting creation we interviewed Adriana Santanocito, creator of the project and Enrica Arena.

What is Orange Fiber and what are its main features?

Responds Adriana Santanocito – “Orange Fiber is the first fabric to the world created by the citrus.”
It is realized from “pastazzo” citrus, namely that damp residue that remains at the end of the industrial production of citrus juice and that today must be disposed of with substantial costs for the environment and for the production industries.
Thanks to the innovative patented process, we are able to exploit the potential of pastazzo for the extraction of cellulose citrus suitable for the spinning, transforming this difference into a new material capable of responding to the needs of sustainability and innovation of the textile and clothing sector and the needs of fashion consumers to have access to products that combine ethics and aesthetics.

The choice of fabrics produced so far include a satin and poplin – tissue obtained our exclusive yarn together with comasca silk and all cotton – and a twill 100% Orange Fiber, impalpable and light, similar to the viscose.

For future productions, we have developed a series of processes that enable us to produce various types of fabrics,_DSC8289 copiafrom the most structured to the most delicate, in order to meet all the needs of creation of fashion brands.

How and when did the idea of creating a fabric of an organic product as an orange? Today in where you stand?

The dream of Adriana Santanocito – creator of the project – has always been to bring value to their land through the creation of a new material for fashion, his great passion.

In 2011, during his studies in Fashion Design and innovative materials all’AFOL Milan Fashion, Adriana intercepts the trend of sustainable fabrics and decides to go into that in his thesis.

At the same time, getting in touch with the producers of citrus, it remains very much affected by the suffering of the industry.

One photo in particular, shared on social networks by a mutual friend, an agronomist, depicting a citrus grove abandoned – in where no one took care of the trees or they would have reaped the rewards – triggers the spark: why not use citrus to create a fabric innovative and sustainable able to give new impetus to the Italian manufacturing sector and generate value for the territory?

From the theory expounded in his thesis, through collaboration with the Laboratory of Chemistry of Materials at the Milan Polytechnic, he is finally able to prove the feasibility of the process – for which deposits the Italian patent, then extended in the international PCT in 2014 – and get to practice: create a fiber from citrus fruits can.
Is during development of the process, it discovers the other serious issue plaguing the Sicilian citrus sector: the disposal of the squeezing-products – that is all that remains after the juice industrial production – that is worth about 1 million tonnes ‘year in Italy – and whose management involves enormous economic costs for the processing industries and impacts the environment.
At that time we shared the same house in Milan, the city where I too had moved to study communication and international cooperation, imagining a future in social business.
filename059
He spoke of his idea and I was struck: the sustainability and environmental protection have joined us and since that day we work side by side to Orange Fiber, the first sustainable fabric created from the citrus industry by-products.
We are currently working on optimizing the process of industrial production and the first marketing of the tissue.

Within the first half of 2017 we plan to introduce to the market the first garments made with our exclusive fabric from citrus fruits as a fashion brand, which married ethical values and shapes the fabric showing its potential.

How many and what types of evidence you had of your project? Greater interest from Italian and foreign companies?

Our Orange Fiber has aroused and continues to arouse much curiosity and interest of companies, brands and entrepreneurs belonging to various industries, from fashion to home textiles, from packaging to automotive.

From 2014 – the year the company was founded – in particular, we have collected numerous expressions of interest from several top Italian and foreign fashion brands, which demonstrates the great demand from the fashion industry of new materials, innovative and sustainable the fact that the our products meet the needs of innovation, sustainability and quality required by the luxury fashion sector.

Oranges are the gold of our island and as we all know most of them do not enter the market and end up as pulp. You understand how to use this golden joining the Sicilian agri-food tradition with fashion. Think about that other projects can be born from this insight?

Notes: We would like to clarify that to produce the Orange fiber fabric does not employ the fruit excluded from the fresh market and destined to be destroyed, but the citrus byproducts, that is all that remains at the end of the industrial squeezing oranges for the production of juices fruit.

Fashion has experienced profound changes, both in production processes and for the choice of materials, taking more and more aware of its impact and the need to rethink the models to satisfy the consumers and the market, more and more attention in recent years the quality and the protection of health and environment.

With Fiber Orange intend to firstly meet these new demands by offering an elegant and quality fabric that combines aesthetics and ethics intact and preserve the planet’s resources for future generations.

We believe that our model – based on the creation of a new material for fashion since the food waste – can also be applied to other food products and represent an effective and sustainable response to the growing demand for cellulose for textiles from around the world fashion – due to the volatility of cotton and oil prices – while preserving the planet’s resources for future generation.
ricerca2

Where do you want Orange Fiber arrive in a few years?

In the medium term we expect to continue to test, improve and scale our business idea, further developing our process on the circular economy model and consolidating our presence in the field of sustainable and innovative fabrics market.

With Orange Fiber, in fact, we want to be the first mover in the Italian segment of sustainable fabrics through a “green” production of cellulosic textiles from renewable sources and create a highly recognizable textile brand and differentiated from others for its commitment to environmental protection and the transparency of the entire production chain.

SicilyandSicilians born with the aim to promote the excellence of our land thanks to the enhancement of the youngest and specifically contemporary art of the new generations. Want to tell us yours? What advice / input you give us?

We appreciate the project of Sicily and Sicilians, and we believe it can be an excellent showcase for young aspiring artists and entrepreneurs. Our experience tells us that networking and develop the excellence of the territory system – how do you propose to do – can make a difference in the development of their project, business or artistic it. Thanks to the networking you can find the skills they need to develop their own ideas, acquire reliable partners and adequate visibility to emerge. On like Sicily and Sicilians![:]

[:it]Mariaceleste Arena _ Pittura[:]

[:it]mariaceleste-arena-_-composizione-con-giochi-di-cartaMariaceleste Arena disegna da quando era bambina, ha continuato quando frequentava al Liceo artistico e continua a farlo
facendo ogni cosa per migliorarsi giorno dopo giorno. Il suo lavoro ha un duplice obiettivo, uno primario finalizzato al bello/estetico, e il secondo si focalizza soprattutto sulla realtà in cui vive e la circonda quotidianamente. Attualmente, inoltre, sta vivendo una fervida fase di ricerca e sperimentazione.
Le tecniche che predilige sono la pittura ad olio, la tempera all’uovo, gli acrilici e per quanto riguarda il disegno trova interessante l’uso della china e dei pastelli.
Mariaceleste è un vulcano creativo ed è per questo che si cimenta molto volentieri anche in altre tecniche artistiche, come quella del mosaico realizzato con materiali di risulta, o si dedica alla realizzazione di decorazioni urbane.

[Best_Wordpress_Gallery id=”10″ gal_title=”Mariaceleste Arena”][:]